domenica 11 novembre 2018

La regola dei due minuti


Una cosa di cui ho parlato spesso nel blog è la percezione del tempo che un'azione richiede. Spesso rimandiamo certe azioni perchè ci sembra che ci voglia troppo tempo. E poi se mettiamo un timer o semplicemente guardiamo l'ora, ci accorgiamo che spesso e volentieri non era mai così lungo come pensavamo.

Le mie croci in questo senso sono tre:
- passare l'aspirapolvere: cosa che fa sempre mio marito, quindi in effetti non è che ho un'idea delle tempistiche date da un'esperienza continua. Raramente, ma capita che lo faccia io. Mi sembra una tragedia, che rimando fino all'ultimo. E poi mi accorgo che non ci ho messo più di venti minuti e ho perso molto più tempo a ciondolare cercando scuse per non farlo.
- lavare i piatti: altra cosa delegata in maniera irrevocabile al marito. Noi abbiamo la lavastoviglie, ma ci sono alcune cose cha vanno lavate a mano...che io ignobilmente lascio a parte in un'amorevole pila che regalo volentieri a lui. Capita che lui non sia così solerte e io che sono capocciona mi tengo la pila, piuttosto che lavarli. Eppure quando lo faccio mi rendo conto che ci ho messo talmente poco, che il fastidio per quell'ingombro in cucina non valeva proprio la pena.
- lavare i capelli: quando vuoi solo lavarti i capelli senza fare la doccia. E magari fa anche freddino e l'idea di bagnarti ti ispira meno che a un gatto... Ah quanti pomeriggi persi a trovare scuse dicendo "devo lavarmi i capelli ma intanto faccio questo".

Ho reso l'idea?

Azioni da meno di due minuti

Beh oggi non vi voglio parlare di queste cose orribili, che solo a descriverle qui mi è venuta la pelle d'oca e un'assoluta urgenza di trovare altro da fare... No parliamo di cose ancora più semplici e banali. Cose che non ci vogliono più di due minuti per compierle. Eppure chissà perchè ma vengono rimandate.

La madre di tutti i disordini è il fatto di non riporre subito le cose che abbiamo appena finito di usare. Ho preso il metro per prendere una misura? Dovrei metterlo subito via e non lasciarlo lì sul tavolo. La giacca appoggiata alla sedia della cucina quando rientriamo, la confezione di pasta che ho appena messo a bollire...devo continuare?

Ma gli esempi non si limitano alle cose da riporre, la nostra quotidianeità è fatta di mille piccole cose per cui diciamo "mi devo ricordare di" e la testa si riempie, si riempie, si riempie...

Ho preso l'ultimo rotolo di carta igienica e lo devo rimpiazzare (se magari come me non tenete a portata di mano l'intero pacco formato famiglia), è finito il sapone nel dispenser e devo riempirlo con la ricarica, è finito il sale e devo scriverlo nella lista della spesa, ho finito il sale e dovrei buttare la confezione nel bidone della carta.

Tutte cose così, banali e sciocche. Cose che magari prendono trenta secondi, che però se non facciamo rischiamo di dimenticare, fanno disordine, ci complicano la vita.

La regola dei due minuti

Qual è il segreto delle persone organizzate? Quelle attive, quelle che ci danno l'impressione di riuscire a fare un sacco di cose, mentre noi siamo sempre a sguazzare nel caos e nel guazzabuglio della nostra testa ingombrata di piccole liste di cose da fare?

Beh probabilmente loro le cose da meno di due minuti...le fanno e basta. La regola dei due minuti non potrebbe essere più semplice: se una cosa è così rapida da fare che ci vogliono meno di due minuti per portarla a termine, è meglio farla immediatamente. Lo sforzo di compiere quell'azione sarà molto, molto minore dello sforzo di ricordarsi di farla. Se poi l'azione è del tipo "riporre x" o "buttare via x", è ancora più importante. Perchè il disordine genera disordine.

Chiaro che se sono nel bel mezzo di una riunione di lavoro e mi viene un flash del tipo "devo ricordarmi di prendere il sale" non è che interrompo ciò che sto facendo per scriverlo nella mia lista della spesa. Però se non c'è niente che mi impedisca di portare a termine un'azione così rapida, cerco di farla subito.

Una superficie libera o una mente più libera sono il primo passo per una vita più organizzata. E con uno sforzo minimo. Con un po' di impegno, questo piccolo accorgimento diventa un'abitudine che vi può migliorare la vita.

Buona organizzazione a tutti!

6 commenti:

  1. E'l'eterna lotta contro l'entropia che tende a incrementare il caos. Importante è capire che non siamo qui, a mo' di formichine organizzate, per vincere le piccole battaglie quotidiane, ma per cercare di non perdere la sfida della vita.

    Kamusfearna

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