domenica 1 luglio 2018

Come organizzare i detersivi in polvere


Nota: Non ricevo nessun compenso per nominare i prodotti citati, di cui parlo per pur amor di chiacchiera o perchè ho apprezzato particolarmente e quindi mi va di condividere le mie impressioni.

Vi avevo già parlato di come organizzare la lavanderia/spazio dedicato alla lavatrice in uno dei primissimi post del blog (lo trovate qui). Noi abbiamo sistemato la lavatrice in uno dei bagni. Questa soluzione è per molti l'unica soluzione, ma spesso si crea il problema di dove tenere tutti i detersivi.

Dovrebbero essere posizionati in modo:
- sicuro (niente cose che cadono o siano a disposizione dei bambini)
- lontano dall'acqua (questo vale per i detersivi in polvere)
- possibilmente non troppo brutto, per evitare l'effetto bazar

Noi teniamo le bottiglie di detersivi (sia per il bucato, sia per le pulizie del bagno), in questa piccola mensola, a fianco della doccia.

Dal momento che è a stretto contatto con la doccia, questa mensola non è adatta ai detersivi in polvere, soprattutto se tenuti nelle scatole di cartone. L'unico posto comodo dove posso tenere i detersivi (secondo le regole per trovare il posto giusto per ogni cosa) è sopra la lavatrice.


Scatole riciclate

Le confezioni dei detersivi in polvere sono spesso in cartone. Sono abbastanza resistenti, ma spesso non sono molto belle esteticamente. Inoltre se la stanza è molto umida, le polveri tendono a fare dei blocchi granitici che poi te la auguro a grattare per ottenere la dose consigliata (#lepiccolemiseriedituttiigiorni).

La mia soluzione economica è quella di usare delle scatole riciclate. Come sapete io soffro di scatolite e ho tutta una teoria su come valutare le scatole da riciclare (potete leggerla qui). Dunque quali sono le scatole migliori a questo scopo? Le scatole del Nesquik.


Sono grandi, resistenti, con un aspetto estetico non troppo orribile (ci accontentiamo visto che sono a costo zero, dopo molte colazioni). L'unico difetto è che la scatola più grande da 1.3 kg non è abbastanza grande per contenere l'intero flacone di anticalcare (io compro sempre il Calgon da 2.5 kg). Questo vuol dire che la devo riempire due volte (nel frattempo riporto in cantina il fustino, in modo da non averlo in giro).
Ho tenuto queste scatole per circa tre anni e per quanto sapevo che non fosse la soluzione più carina, era comunque accetabile per le mie finanze.

Scatole acquistate

Era un po' di tempo che avevo deciso di spendere qualche soldino per migliorare questo angolo della casa. Ho pensato a lungo su quali fossero le migliori scatole e dopo molti giri a vuoto tra gli scaffali dell'Ikea e altri negozi di casalinghi, ho trovato la soluzione perfetta al supermercato.
Nel reparto articoli per la cucina ho trovato questi contenitori in plastica (sono della Rotho). Sono pensati per la dispensa, per contenere cereali, pasta, riso, etc. Sono robusti, ma non troppo pesanti (che sopra la lavatrice non voglio avere cose troppo pesanti, se cadono o vibrano). Il coperchio è bello robusto, in modo che non entri umidità o si apra, nel caso si rovescino. Si possono anche impilare (quelli con il coperchio rettangolare).


Con la mia etichettatrice ho creato le etichette per differenziare le diverse polveri. Ho approfittato di questo acquisto per aumentare il numero di contenitori, così adesso ho tutto quello che mi serve per la lavatrice nello stesso posto (a volte uso anche il bicarbonato e la soda solvay, che prima tenevo in cucina e ogni volta andavo a cercare).


Sono molto contenta di questa nuova soluzione. Soprattutto perchè i contenitori più grandi tengono fino a 3 kg di polvere e quindi non ho più fustini mezzi aperti che possono prendere umidità.

Spero di avervi dato qualche spunto utile.
Buona organizzazione a tutti!

martedì 12 giugno 2018

Decluttering di primavera: la scatola dei ricordi


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Concludo la mia serie del decluttering di primavera (puoi leggere il resto qui) con una delle cose più difficili da eliminare: i ricordi e la corrispondenza. Io non sono una persona troppo sentimentale, ma comunque faccio difficoltà a separarmi da certe cose. So che sono solo oggetti che non mi servono, che metterò in un angolo della soffitta e che sapere che sono lì non mi cambia niente. Però nel momento in cui sono di fronte alla spazzatura, buttarli mi sembra proprio orribile.

Perciò ecco, se cercate consigli su come buttare via tutto, non li troverete qui. Però non è neanche vero che non butto niente, anzi. Mi sono imposta una buona organizzazione, che ho in piedi da molti anni e che per me funziona.

La scatola dei ricordi

Io mi organizzo con una scatola, dove man mano raccolgo tutto quello che può essere definito come "ricordi e corrispondenza". Lettere, cartoline, biglietti, ma anche il menù del pranzo di matrimonio, la bomboniera, i biglietti di ingresso a cinema e musei, il ricordino del viaggio o di una festa, etc. A meno che non sia lampante che non mi interessa e allora si butta subito (tipo le sorprese dell'uovo di Pasqua, il biglietto del treno, etc...), il resto io lo ripongo nella scatola. Questa scatola la tengo in un armadio a muro, facilmente accessibile, in modo che quando queste cose mi capitano per le mani, posso facilmente riporle, senza fatica (così non mi restano in giro facendo confusione).

Capite subito che la scatola deve avere certe caratteristiche. La scelgo di un buon cartone robusto, un po' alta e che possa contenere comodamente lettere e biglietti. Tutto quello che non entra nella scatola, perchè non ci sta, deve per forza essere talmente bello che allora lo considero qualcosa da tenere in casa (come potrebbe essere un sopramobile o un oggetto utile, che quindi non è solamente un ricordo) oppure viene donato/eliminato. L'unica eccezione è stata per il matrimonio, la cui scatola era decisamente più grande (è quella nera della Nespresso, in basso nella foto) e dove quindi ho potuto inserire anche cose più voluminose.

L'archiviazione

Nei mesi tutte queste cose si accumulano nella scatola dei ricordi, fino a riempirla. Arriva il momento di fare la cernita e di solito faccio questo lavoro quando arrivo ad una scatola e mezza o due scatole piene. In questo modo, pur eliminando alcune cose mi assicuro di archiviare solo scatole davvero riempite fino all'orlo. Poi ci applico l'etichetta con la data del periodo coperto e posso portarla in soffitta.

Quando faccio la cernita seguo più o meno queste linee guida:

- la corrispondenza: tengo solo cartoline o biglietti significativi. Se c'è scritto solo "tanti auguri di buon natale" oppure "tanti saluti dal mare", non mi faccio problemi ad eliminare. In fondo il loro scopo di mandare un saluto o un augurio lo hanno già svolto al momento del recapito. Se invece c'è un messaggio più profondo, mi fa piacere tenerlo.

- le bomboniere: ormai sono considerate bomboniere cose molto diverse, alcune sono fatte per essere tenute ed altre no. Se la bomboniera ha uno scopo come può essere un sacchetto per profumare gli ambienti, una cosa da appendere all'albero, etc. allora non ha senso tenerla in questa scatola e io le metto subito in uso. Se sono oggetti senza scopo, se mi piacciono li tengo come decorazioni (e allora li metto dove tengo le decorazioni), se non mi piacciono vengono eliminati o solo eccezionalmente tenuti in questa scatola, nel caso siano proprio piccoli piccoli (e devo anche essere in grado di dire subito a che evento appartiene...o sparisce).

- memorabilia: piccoli souvenir di viaggio, i biglietti dei concerti, piccoli ricordini di una festa, cose di questo tipo. Se sono significativi e mi ricordano qualcosa di davvero speciale, le tengo. Se invece sono biglietti di un film che neanche mi è piaciuto troppo oppure non ricordo a che evento ho portato a casa questa roba...ecco che sparisce. 

Per me è molto importante far passare del tempo tra il momento in cui metto questi oggetti nella scatola dei ricordi e quello in cui ne valuto il valore. Solo in questo modo infatti posso dire se quell'oggetto mi evoca qualcosa di piacevole oppure non mi ricorda proprio niente. 

Project life e l'agenda-diario

Quest'anno ho iniziato a dedicare più tempo ai miei ricordi. In particolare alle fotografie. Per anni ho solo collezionato centinaia di fotografie digitali, che non riguardo quasi mai. Una volta invece facevo gli album e li guardavo spesso. 

Così ho deciso di cominciare a stampare le foto e fare degli album fotografici, seguendo un po' l'idea del Project life (che è un modo di fare gli album usando anche decorazioni, una forma di scrapbooking, se sapete cosa vuol dire).


La cosa bella di questo tipo di album è che non si raccolgono solo fotografie, ma anche tutti i souvenir come possono essere i biglietti di ingresso, mappe, etc. E' un modo creativo di fare gli album fotografici. Senza entrare nel dettaglio, vi mostro una pagina dell'album del viaggio di nozze (le stelle coprono i nostri dati), dove ho raccolto oltre ad alcune foto, anche scritte, biglietti e memorabilia vari.

Quest'anno sto usando la mia agenda Happy Planner (potete vederla qui), sia per segnare appuntamenti, dati, etc, ma anche come diario personale. Non è un diario in cui scrivo chissà quali riflessioni (non è come quando tenevo il diario da adolescente), ma in pochissime righe descrivo un po' la mia giornata e il mio umore. Questo tipo di agenda è fatta anche per questo ed è pensata anche per tenerci fotografie e memorabilia.

Quando preparo queste pagine so di trovare il materiale che mi serve all'interno della scatola (così non stanno in giro aspettando che io abbia il tempo per dedicarmi a queste cose).

Ho scoperto che è un passatempo creativo piuttosto carino, anche per una come me che è proprio una frana con tutto ciò che è artistico e creativo. Se la cosa vi interessa posso parlarne in maggior dettaglio.

E voi? Come vi comportate con i ricordi? Buttate o tenete tutto?
Buon decluttering a tutti!

domenica 3 giugno 2018

Decluttering di primavera: la tecnologia


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Questo lavoro di decluttering è stato parte di un progetto di rinnovamento. Abbiamo deciso di eliminare una cassettiera da ufficio, la Helmer di IKEA. Quando ci siamo trasferiti pensavamo che avrei usato un mio angolo ufficio, con una piccola scrivania e questa cassettiera. La verità è che la scrivania (recuperata) era per bambini e decisamente troppo scomoda per me. La cassettiera l'avevo comunque usata per cose da ufficio: cancelleria e tecnologia.

Trovare una nuova casa a tutte queste cose è stato un lavoro piuttosto lungo, magari ve ne parlo un'altra volta. Oggi preferisco concentrarmi solo sul decluttering. 

Parlando di tecnologia le cose da eliminare sono:
- oggetti rotti che non metteremo mai a posto. Se pensate che magari si potrebbe ancora sistemare ma non avete mai trovato la voglia di farlo, vuol dire che in realtà vivete benissimo senza. Tanto vale eliminarlo. Così eliminiamo sia l'ingombro, sia il senso di colpa per non averlo ancora sistemato.
-oggetti che hanno perso il loro scopo: caricabatterie di oggetti che abbiamo eliminato, tecnologia o piccoli elettrodomestici obsoleti, vecchi cellulari che teniamo perché non si sa mai (basta tenerne uno in famiglia).

Con questi semplici principi ho riempito un sacchetto intero. Ho portato tutto in discarica senza farmi problemi, perché qui sono loro a fare la selezione di cosa è irrimediabilmente inutile e cosa si può ancora recuperare. Ho solo avuto l'accortezza di togliere le batterie dal cellulare per gettarle nell'apposito contenitore delle batterie.

Buona decluttering a tutti!
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