sabato 20 ottobre 2018

Come affrontare un cambio di routine


Questa settimana mio marito ha iniziato un nuovo lavoro. Questo significa un cambio di orari per tutti, anche per me che ora aprofittando di un passagio in auto riesco a ridurre almeno in parte il mio tragitto giornaliero. Ma se per me il cambio di routine si è limitato agli orari, per lui è stata comunque una settimana impegnativa, di grandi cambiamenti. Questo mi ha portato a riflettere su quale sia il modo migliore per affrontare un cambio di questo tipo.

Che sia un nuovo lavoro, l'inizio della scuola o dell'università, una nuova casa, ecco qualche consiglio su come affrontare questi cambiamenti drastici di routine.

1) Darsi tempo per provare

I primi giorni sono duri. Non è solo una questione di cambiare l'ora della sveglia, anche se magari capita proprio di doversi svegliare mezz'ora prima, che di certo non è facile. Se per esempio dobbiamo affrontare la ripresa della scuola dei bambini, possiamo già abituarli qualche giorno prima ai nuovi orari, cercare di creare già una routine che possa in qualche modo mimare i tempi che dovranno rispettare. Questo però non è sempre possibile o non si applica a tutto. 

Cambiare una routine richiede tempo, dicono che ci vogliono almeno 21 giorni per prendere una nuova abitudine. Di certo se sono il nuovo datore di lavoro non aspetterò 21 giorni perchè il nuovo collega impari ad arrivare in orario. Per gli orari basta un po' di disciplina: una doppia sveglia, partire con un po' di anticipo al costo di perdere tempo. Non è poi così impossibile arrivare a rispettarli. 

Però magari ci vuole qualche prova per trovare la giusta combinazione: magari se prendo quel treno, oppure se invece della strada trafficata provo un'altra via. Fare queste prove può destabilizzare i primi giorni, ma sono utili per trovare la soluzione migliore. E se non le facciamo proprio i primi giorni, difficilmente cambieremo dopo. Quindi il primo consiglio è darsi anche il tempo di provare, di trovare il modo migliore per noi.

2) Non pretendere da noi stessi tutto subito

Cambiare una routine può mettere in discussione le altre. Se per esempio l'ora del rientro è cambiata, non sarà piu' cosi semplice infilare anche l'attività sportiva, le commissioni e tutte le cose che facevamo prima. Bisogna rinunciare a tutto? Non è detto. Però all'inizio non si può far finta di niente e pensare di continuare tutto come prima. 

Per evitare stress ulteriore è più saggio focalizzarsi sulla nuova routine e solo una volta che si è preso il ritmo, reintrodurre piano piano le altre cose. Mio marito faceva sport al rientro dal lavoro e ha giustamente deciso che almeno per le prime settimane si prende una pausa. Non è solo una questione di orari. Un nuovo lavoro sono un sacco di informazioni nuove da assimilare, nuove persone, nuove mansioni. Riuscire ad entrare in sintonia con tutto questo è un bello sforzo mentale. E' normale che all'inizio si sia incredibilmente stanchi, perchè lo è il nostro cervello. Uno pensa "beh mi faccio una corsetta così mi sfogo", ma se la concentrazione è bassa il rischio di farsi male è reale. Quindi meglio non strafare.

3) Mettersi nelle migliori condizioni

E' già abbastanza difficile così, la cosa migliore che possiamo fare per noi stessi è venire incontro alle nuove esigenze. Se dobbiamo uscire di casa prima, cerchiamo di avere già tutto pronto all'ingresso. La sera prima possiamo già preparare la borsa e tutto ciò che ci serve per uscire, decidere come vestirci, avere già la tavola pronta per la colazione o il necessario per la schiscetta. Se rientriamo più tardi, possiamo fare in modo da avere la cena pronta, giusto da riscaldare, senza bisogno di preparazioni aggiuntive. Soprattutto i primi giorni è importante facilitarsi la vita, per non rendere ancora più pesante il cambio di orari.

Ora speriamo che la settimana prossima sia più semplice, di sicuro questo weekend approfittiamo per riposare.

Buona organizzazione a tutti!

sabato 13 ottobre 2018

Il guardaroba capsulone


Anche se le giornate sono ancora calde è ormai tempo di cambio stagione. Certi vestiti prettamente estivi non si portano più (ricordate che vivo in Svizzera, anche se ora ci sono quasi venti gradi stamattina alle nove erano soltanto sei!). Anche se magari è ancora presto per indossare i maglioni di lana, la discesa delle temperature potrebbe essere molto rapida, tanto vale archiviare canottiere e sandali ed essere pronti.

Anche quest'anno fare il cambio stagione è stata una cosa rapida (qui trovate tanti consigli su come io affronto quest'operazione), nonostante io abbia provato ogni singolo vestito e approfittato per eliminare un po' di roba. 


Non pensiate che il mio cambio sia rapido perchè sono una di quelle dee che nell'armadio riesce a tenere quattro cose. No, sicuramente ho tanti vestiti (troppi), nonostante il decluttering che faccio con costanza ogni due/tre mesi. L'organizzazione del mio armadio non è mutata negli ultimi cinque anni e ve la descrivo in gran dettaglio in questo post.


Il guardaroba minimalista

Conoscete il concetto del guardaroba capsula? L'idea è quella di selezionare un certo numero ristretto di capi per la stagione, capi che si abbinino bene, che possano rispondere alle diverse esigenze del periodo e che definiscano il nostro stile. Il concetto originale prevede 33 capi tra sopra, sotto, vestiti, borse e scarpe. Ormai conoscete il mio mantra "l'organizzazione deve adattarsi alle vostre esigenze". Io non ce la farei mai, per esigenze di lavoro io mi cambio ogni singolo giorno. Le lavatrici posso farle solo nel weekend e non ho un'asciugatrice, quindi campa cavallo che in inverno le cose mi si asciughino in casa. Facendo due calcoli: se conto cinque giorni lavorativi, un ricircolo minimo di due settimane, solo di "pezzi di sopra" dovrei averne minimo dieci. Dovrei spartire il il resto tra pantaloni, accessori, magari anche qualcosa di speciale perchè mica si lavora soltanto....

Ovviamente il numero 33 viene adattato alle esigenze. Ho visto parecchie persone che hanno preso l'idea del guardaroba capsula come ispirazione per un armadio più minimalista. Il numero di capi cambia, ma l'idea di base è quella di scegliere solo alcuni pezzi che si abbinino bene insieme e che rispondano alle diverse esigenze di un periodo di tempo di almeno qualche mese.

Idea molto affascinante, ma io non ho mai osato contare quanti vestiti ho, potrei prendere spavento. Allora cosa mi sono inventata io che sono Nata Disorganizzata e un po' pagliaccia dentro (ahimè spesso anche fuori)?

Il guardaroba capsulone

E' un'idea che mi è balzata verso l'inizio dell'estate e che ho attuato per tutta la stagione. Sarò anche pagliaccia, ma tra le mie mille idee balorde qualcuna funziona e quindi ve la propongo volentieri. Non ho fatto nessuna selezione dei miei vestiti, ho lasciato che si facesse da sola. Cosa vuol dire?

A parte i pantaloni ed i maglioni (che per inciso uso poco) io tengo tutto appeso nell'armadio. Le cose sono divise da sinistra a destra in categorie:
- vestiti da cerimonia/eleganti (insomma roba che uso poco, ma che nella vita a volte serve avere)
- vestiti e gonne
- cardigan aperti (non maglioncini, ma quei cardigan lunghini e senza bottoni che io indosso tantissimo)
- camicie
- t-shirt/top

Ammetto di essere molto diligente: all'interno della categoria non mi interessa niente di quale sia l'ordine, ma ripongo sempre, sempre, sempre gli abiti nella giusta categoria. E' indolore e rende facilissimo trovare quello che cerco.

Quindi l'idea geniale?
L'idea è stata quella di dire dividiamo l'armadio in due: a sinistra i vestiti esattamente come sono oggi. A destra ricominciare le categorie (senza gli abiti da cerimonia) nello stesso ordine. Da oggi ogni volta che indosso qualcosa, lo lavo e lo devo rimettere nell'armadio, invece di riporlo nella categoria a sinistra, lo metto nella stessa categoria a destra. All'inizio ovviamente non c'erano tutte le categorie, ma piano piano la parte sinistra si è ridotta per passare a destra. Come faccio a sapere dove inizia la destra? Semplice l'ultimo capo della parte sinistra era una t-shirt senza maniche ed il primo della parte destra era un vestito.

Morale della favola: il guardaroba capsulone è un'idea geniale che non smetterò mai! (o almeno finchè non divento una dea minimalista)

Vantaggi:
1) si fa da solo, non devo fare una selezione a priori (che se poi ingrasso coi dolci di Natale che si fa?)
2) quando apro l'armadio con le ante scorrevoli ho subito a disposizione le cose che porto di più (doppio vantaggio contro la pigrizia: l'anta è di vetro pesantissimo e non devo più aprirla tutta e ci sono meno possibilità che il gatto si fiondi dentro facendomi perdere tempo)
3) non ho lo stress di eliminare nulla a priori, che magari oggi mi sveglio con una voglia incredibile di verde
4) mi rendo conto più facilmente di quali sono le cose che uso più spesso e magari di cosa ho bisogno
5) a fine stagione so già da dove partire per fare decluttering.

Bingo!

Qualcuno mi dirà "ma è la vecchia storia di girare tutte le grucce verso l'interno per vedere quali sono le cose che non hai mai messo". Il concetto di base è simile, ma con indubbi miglioramenti:
- a me le grucce al contrario danno incredibilmente sui nervi, sono ciompa, mi si incastrano...come iniziare male la giornata. Infatti sta idea delle grucce non l'ho mai provata.
- le cose che non uso sarebbero sparse per l'armadio, invece qui con il passare dei giorni si accumulano nella parte più interna, quella meno accessibile. 
- i vestiti che uso invece sono comunque organizzati alla mia maniera, accessibili e tutti vicini
- a fine stagione non devo spulciare tra i vestiti per capire cosa non ho usato, rigirare grucce o altro.

Questo è il mio armadio oggi, all'inizio di questo cambio di stagione.

Certo non si può dire che il mio sia un armadio minimalista, ma credo che il guardaroba capsulone mi aiuterà tantissimo di stagione in stagione a prendere coscienza di quali sono le cose che porto e ridurre sempre più il numero di capi che non indosso. 

E voi? Lo fate il guardaroba capsula o siete più tipi da guardaroba capsulone?

Buona organizzazione a tutti!

domenica 23 settembre 2018

Agenda a blocchi


Oggi vi parlo di un metodo di organizzazione che può essere utile per molte persone. Si tratta del sistema a blocchi, che consiste nella divisione della giornata in blocchi di tempo.

All'interno di ogni blocco si pianificano le proprie attività e l'idea è quella di cercare di creare una routine all'interno del blocco. Cosa vuol dire? Non si tratta di dire dalle 7 alle 7.30 colazione, 7.30-8.00 sistemare la cucina, etc. Conosco persone che si trovano bene con una pianificazione così dettagliata, ma io personalmente mi sentirei soffocare. Non riuscirei mai a starci dietro.

Per questo la pianificazione a blocchi mi sembra molto più fattibile. I blocchi sono degli intervalli di tempo di un paio di ore, un contenitore dove mettere tutte le attività di quella parte del giorno. 
Per capirci:
- la mattina prima di uscire di casa
- fino all'ora di pranzo
- primo pomeriggio
- tardo pomeriggio
- la sera

All'interno dei blocchi si può decidere che tipo di attività svolgere, cercando il più possibile di creare delle routine, ma senza darsi una vera e propria pianificazione di ogni minuto. L'idea è piuttosto quella di dire ho due ore prima che i bambini tornino da scuola, vediamo cosa riesco a fare di queste cose.

Le giornate non sono tutte uguali, magari il lunedì pomeriggio avete palestra, il mercoledì dovete portare vostro figlio a nuoto, il giovedì mattina non lavorate, gli orari non coincidono. E poi c'è sempre l'imprevisto dietro l'angolo, un po' di traffico, tuo figlio che ti dice che si era dimenticato di dirti che ha bisogno di quel materiale per il compito di arte di venerdì. Uno schema troppo restrittivo fallisce anche fin troppo facilmente e finisce che non lo si segue più. 

Se invece più o meno tutti i pomeriggi per un motivo o per un altro usciamo di casa, quello può essere un blocco che può contenere cose diverse ogni giorno, ma il blocco nella nostra testa resterà sempre lo stesso.


Qui vi faccio un esempio puramente esemplificativo, pensato per qualcuno che non lavora fuori casa e che ha figli in età scolare. Certi blocchi si adattano meglio a creare una routine vera e propria, come può essere la mattina prima di uscire (più o meno, le azioni si ripetono ogni giorno), o la sera tra cena e mettere i figli a letto. Altri invece possono essere dei contenitori più grandi in cui far confluire attività di tipo diverso nell'arco di una settimana. Però avere il blocco, ci può aiutare a livello mentale a dire, per esempio, le pulizie le faccio la mattina. Ogni giorno potrebbero essere cose diverse, ma so che più o meno quello è il tempo che dedico alla casa, in un certo senso anche questa diventa una routine.

Alcuni suggerimenti da seguire

Più che regole questi sono suggerimenti perchè questo è un metodo altamente adattabile alle proprie esigenze specifiche.
- creare blocchi di almeno due-tre ore: blocchi di un'ora sola non hanno senso. Se mi impongo di fare una lista di cose all'interno di un'ora è abbastanza probabile che finisca per pianificare anche troppo e non riuscire ad arrivare in fondo. L'unica eccezione è effettivamente quello che ho chiamato il "blocco prima di uscire" che in base alla collaborazione dei componenti della famiglia, può essere realistico dedicargli un'ora soltanto.
- usare un timer: è uno strumento che può essere utile per chi ha la tendenza a non rendersi conto del tempo che passa. Il timer aiuta a tenere il ritmo. 
- distinguere tra blocchi "rigidi" e blocchi "flessibili": non siamo macchine e non possiamo pensare che vada sempre tutto liscio. Ci vuole della flessibilità, ma non per tutto. Arrivare tutti a scuola o al lavoro in orario non è da mettere in discussione ogni giorno, mentre il blocco del pomeriggio potrebbe essere più flessibile. Tanto più se in questo blocco prevediamo anche delle uscite, lì la lista di cose da fare non dovrebbe essere troppo carica, per darci lo spazio a cambi di programma, imprevisti e voglie improvvise di fare una certa cosa.
- darsi delle regole "a blocchi": questo suggerimento è particolarmente interessante se state cercando di migliorare l'impiego del vostro tempo. Vi rendete conto che voi o i vostri figli guardate troppa tv? O siete sempre sul cellulare e spesso vi dite "oh ma è già l'ora di andare a prendere mio figlio?". Datevi delle regole del tipo la tv si guarda solo nel "primo pomeriggio" o "la sera". Il resto del tempo va spenta, neanche accenderla "per compagnia", piuttosto accendete la radio o mettete della musica. Il tipo di distrazione è completamente diverso. Stessa cosa per il cellulare, guardate instagram cinquanta volte al giorno? Decidete di rinunciare ai social media in alcuni blocchi. Proprio per il discorso di prima, non siamo macchine, è giusto concedersi dei momenti di relax, ma se vogliamo essere più produttivi è anche utile definire dei blocchi più rigidi, dove vogliamo rimanere davvero concentrati solo sulle cose da fare.
- tempo per sè e per la famiglia: questi tempi sono davvero importanti. Il tempo di qualità speso insieme è ciò che ci rende davvero una famiglia. Altrettanto importante è il tempo che dedichiamo noi stessi, che sia per rilassarci, leggere, dedicarci ad un hobby o all'attività fisica, non importa. Ma è fondamentale riuscire a trovare un momento per noi e quindi è bene prevedere un blocco dedicato anche a questo.
- il blocco del sonno: perchè scrivere un blocco per dormire? Dormire è fondamentale, per ricaricare il cervello e restare in buona salute. Lì per lì scriverlo può sembrare sciocco, ma è un messaggio visuale, che ci aiuta a tenere a mente che è bene non andare a letto troppo tardi.

L'agenda a blocchi

Se decidiamo di utilizzare questo metodo come è meglio organizzare l'agenda?

1) Creiamo uno schema a grandi linee

Come potrebbe essere quello che vi ho mostrato sopra. Cercate di essere relativamente generali nei termini. Tipo "pulizie", senza andare nei dettagli di cosa volete pulire, l'idea è che sia uno schema da declinare nelle singole giornate, dove poi le cose possono variare da un giorno all'altro. Questo schema iniziale ci serve per avere un'idea degli intervalli dei blocchi.

2) Dividiamo la pagina del giorno in blocchi

Possiamo usare delle semplici linee verticali e orizzontali. Possiamo usare evidenziatori o washi tape per rendere i blocchi colorati, se ci aiuta a visualizzare meglio la divisione in blocchi.

3) Teniamo traccia dell'impiego del tempo

Sopratutto all'inizio è davvero utile tenere traccia di come abbiamo effettivamente diviso la giornata. Siamo riusciti a fare quello che volevamo? Siamo stati all'interno dell'intervallo che avevamo definito? Questo ci aiuta a "limare" piano piano la nostra organizzazione.

quanto tempo dedichiamo ad ogni attività della giornata?

Per tenere traccia potremmo usare uno schemino di questo tipo, con le ore del giorno da evidenziare secondo i colori dei nostri blocchi, questo ci può far capire se i nostri blocchi sono irrealistici negli intervalli che abbiamo definito. Un'alternativa ancora migliore è quella di non colorare in base ai blocchi, ma piuttosto in base al tempo che dedichiamo alle varie attività (pulizia, famiglia, lavoro, dormire, etc.). Questo metodo ci farà capire ancora meglio come si divide la nostra giornata, quanto tempo riusciamo a ritagliare per fare ogni cosa.


A chi si addice?

E' un metodo per tutti? Io lo uso?
Secondo me è un metodo utile per organizzare il funzionamento di una famiglia e delle mille cose da fare per tutti. I blocchi infatti potrebbero non coincidere per tutti quanti, allora meglio avere un'agenda di famiglia, divisa per i vari componenti (qui spiego l'idea, da adattare al metodo ai blocchi, come potrebbe essere l'esempio qui sotto).

agenda di famiglia a blocchi

Secondo me è un'idea molto vincente per i bambini. Loro hanno bisogno di regolarità e di routine. Perciò ad esempio è una buona idea che i compiti siano sempre fatti all'interno dello stesso blocco, come anche la doccia e la messa a letto.

Questo sistema può essere essenziale per chi lavora a turni. Queste persone hanno tutta la mia ammirazione e la loro routine è già fatta di blocchi che si spostano. Pertanto dovrebbe essere ancora più facile integrare il sistema anche per il resto del tempo.

E io? Io al momento non mi organizzo così perchè non ne sento il bisogno. Considerando che ho un blocco monolitico di tempo in cui sono al lavoro e non faccio altro (niente commissioni, niente parrucchiere o spesa), a cui si aggiunge un altro blocco enorme di tempo che passo sui mezzi pubblici. Non sento il bisogno di dividere in blocchi il resto della giornata. Per darvi un'idea questa sarebbe la mia giornata. I miei tempi di attività extra-lavorativa sono relativamente ristretti e sono già scanditi da routine, per cui non sento il bisogno di organizzarmi ulteriormente.


Però ho fatto un periodo di un paio di mesi a casa. In quel caso ho capito come il tempo possa veramente volare senza rendersene conto. Ho capito che allora le routine sono ancora più importanti (ve ne parlo qui, insieme ad altre cose che ho imparato della vita casalinga). Allora sì ho utilizzato i blocchi: la mattina mi dedicavo alle pulizie, all'attività sportiva, doccia e preparavo il pranzo per mezzogiorno in punto, ora in cui rientrava il marito. Dopo pranzo era un tempo più tranquillo, magari lavoravo al computer, facevo lavoretti di ordine e decluttering, mi dedicavo ai miei hobby. Quando rientrava mio marito alle cinque cercavamo di passare un po' di tempo insieme a chiaccherare, mentre anche lui faceva la sua attività sportiva, doccia, relax, io cominciavo a riattivarmi e sistemavo un po' e poi pensavamo alla cena. Dopo cena era il momento da dedicare a stare noi due insieme, rilassarci.

Certo poteva capitare che un giorno ci fosse qualcosa di diverso, ma la maggior parte del tempo questi erano i miei blocchi e li rispettavo. Difficilmente facevo la ginnastica il pomeriggio o appena svegliata mi mettevo subito al computer. Quando tutti mi chiedevano se mi stavo annoiando io dovevo ammettere che no, assolutamente. Mi hanno chiesto quante serie tv ho guardato e nessuno mi credeva quando rispondevo nessuna. Ho impiegato al massimo il mio tempo, ho fatto un sacco di cose e molto è dovuto a questa organizzazione.

E voi? Conoscevate questo metodo? Lo utilizzate?

Buona organizzazione a tutti!
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