martedì 19 febbraio 2019

Come organizzare il guardaroba in gravidanza



Prima di lasciarvi alla lettura del post vi voglio salutare, fra un paio di giorni saremo in tre e per un po' di tempo la nostra priorità sarà soltanto il frugoletto e imparare ad essere una famiglia. Pertanto non ci saranno aggiornamenti del blog, pagina Facebook, etc. Appena sarò pronta sono sicura che avrò un sacco di novità sulla mia nuova organizzazione che sarò felice di condividere di nuovo con voi.
A presto e come sempre buona organizzazione a tutti!



La gravidanza è un periodo "magico&tragico", magico per la maggior parte degli aspetti ma anche tragico (in senso comico) per alcune cose. Uno di questi è la gestione dell'armadio e di come vestirsi.

Lungi da me dar consigli di moda in gravidanza, vorrei solo raccontarvi come mi sono organizzata in questi mesi in cui il mio corpo è cambiato costantemente.

Già perchè la sfida è proprio quella, a volte da una settimana all'altra un paio di pantaloni non ti va più e quel vestito che ieri l'altro ti stringeva lo stomaco adesso non lo fa più. Misteri.

Come organizzarsi dunque, considerando la velocità con cui cambiano le nostre proporzioni? Togliere di mezzo tutto ciò che non entra più e ritrovarsi con l'armadio vuoto? Avere una sezione dell'armadio dedicata?

Il primo trimestre estivo

Sono rimasta incinta poco prima dell'inizio dell'estate e quindi i primi mesi sono coincisi con il periodo dei vestitini leggeri. Niente di più semplice: ho fatto il cambio stagione come al solito, al massimo ci sono stati degli abiti che facevano intravedere troppo e sono stati usati poco. Quest'estate svizzera mi ha sorpreso, perchè è durata molto più del solito. Fino a settembre/ottobre ho continuato a portare vestiti leggeri, al massimo aggiungendo delle calze o un cardigan aperto. Il cambio stagione è stato rimandato fino ad ottobre.

Il cambio stagione furbo

A quel punto mi sono dovuta organizzare in maniera diversa. La pancia era più che visibile, i pantaloni stringevano irrimediabilmente e insomma ero chiaramente incinta!

Ho optato per un cambio di stagione furbo ed "esteso". Oltre a riporre i capi prettamente estivi, ho riposto anche tutti i pantaloni che non andavano più. Ma non solo: il cambio stagione si è esteso anche al cassetto della biancheria, riponendo tutti i reggiseni che non andavano più.
Considerando che il parto è previsto per marzo, sarà proprio a fine primavera/inizio dell'estate che riprenderò in mano queste cose, per poterle indossare di nuovo, quindi mi sta bene avere tutto messo via insieme.

In questo modo ho potuto creare un po' di spazio per accomodare alcuni capi premaman (e dei reggiseni più... adatti). Non molti a dire il vero: due paia di jeans uno blu e uno grigio, un paio di pantaloni tipo leggins/tuta, due paia di calze di lana nere, due magliette di cotone lunghe. Le due magliette sono state più che altre uno sfizio, ma effettivamente mi sono tornate utilissime in queste settimane del nono mese, in cui la lunghezza delle maglie è un problema serio. Per il resto potete notare sono tutti pezzi da sotto: se una maglia diventa attillata mette solo in risalto il pancione ed è tenero, se il pantalone stringe è importabile.

Quindi io mi sono attrezzata con due capi per tipo (tranne per i pantaloni da casa, perchè ne ho un altro paio che stranamente sono stati comodi fino al nono mese), in modo da alternare. Mentre uno viene lavato e asciugato si porta l'altro. Per il resto ho usato soprattutto vestiti con le calze: si evitano elastici, bottoni e cose che stringono e c'è lo spazio per la pancia in crescita. Tutti vestiti che avevo già, evviva il risparmio.

Il guardaroba capsulone

Ok erano tutti i capi che già possedevo, ma appunto non erano premaman. Di settimana in settimana mi rendevo conto che magari uno mi stringeva lo stomaco, altri diventavano troppo corti e andavano dismessi piano piano. 

Come riuscire a tenere tutto sott'occhio per poter fare le valutazioni del caso e avere comunque un'armadio organizzato?
Con il guardaroba capsulone! Ve ne avevo già parlato qui nel dettaglio.

Senza bisogno di togliere niente dall'armadio, si ordinano i vestiti in modo da raggruppare solo quelli che vengono utilizzati. Ogni volta che ripongo un vestito pulito, lo metto nella parte destra dell'armadio (io comunque li tengo divisi per categorie e non faccio un minestrone). In questo modo, pur avendo ancora tutto l'armadio a disposizione, ho subito una selezione di vestiti che so che mi vanno in questo periodo. 

All'inizio del cambio stagione il mio armadio appariva come nella foto sopra: vestiti disposti per categorie (abiti con abiti, cardigan con cardigan, camiciette, magliette, etc). Ogni volta che usavo un vestito, invece di riporlo nella sua posizione originale, l'ho riposto a destra (pur mantenendo la suddivisione in categorie).


Ecco qui la divisione tra usati e non usati: li ho proprio separati per farvi capire, a partire da quel vestito azzurro ci sono gli abiti "in uso". Vengono sempre organizzati per categorie. Questo mi serve per sapere dove sta la divisione: si parte sempre con un vestito lungo, mentre prima c'era una maglietta senza maniche blu.

Quindi man mano che i vestiti vengono usati si spostano nella parte destra dell'armadio, mantenendoli però nella stessa categoria. Questo è il mio concetto di guardaroba capsulone, mi permette di raggruppare i vestiti che ho effettivamente usato in quella stagione.

Però qui siamo in gravidanza, con problemi diversi e il guardaroba capsulone è utile anche in un altro senso.

Se guardate bene vedete che nella parte destra abbiamo vestito azzurro, camicia blu, vestito a quadretti. Perchè? Perchè i vestiti non sono tutti insieme? Perchè in effetti quel vestito azzurro l'ho portato per poco dopo il cambio di stagione. Poi è stata dismessa la camicia blu.

In gravidanza ho preferito riporre sì i vestiti per categoria, ma "ricominciando" la divisione tra usato e non usato ogni qual volta vedevo che certe cose non le usavo più. Questo mi è stato utile per poter seguire i cambiamenti del mio corpo.

Mi è capitato più di una volta infatti che un vestito che non mi stava bene un mese magari lo riscoprivo in quello successivo. Non è infatti solo una questione di taglia, ma anche di vestibilità. Se prima sembravo un tricheco insaccato, magari con la pancia un po' più prominente faceva invece un bell'effetto premaman.

Il guardaroba capsulone si estende alla biancheria

Torniamo a parlare di biancheria: uno pensa subito al problema dei reggiseni. Ma la questione è estesa anche alle canottiere, le calze e pure alle mutande. Le mutande? Eccome, per quelle non è un problema di taglia ma di comodità... non tutte le mutande sono comode da portare con i salvaslip. 

Onde evitare perdite di tempo, il mio consiglio è quello di creare uno spazio nel cassetto della biancheria dove fare una selezione dei capi di biancheria che ci stanno comodi e che usiamo. In questo modo avremo tutto facilmente sotto mano, senza bisogno di andare a caccia tutte le mattine (creando probabilmente un effetto "è scoppiata una bomba").

Infine un consiglio per le ultimissime settimane

Scrivo questo post mentre sono nella 37esima settimana. Nel giro di qualche settimana la mia pancia ha assunto dimensioni ultraterrene, il bambino è grande e probabilmente mi faranno partorire prima del termine. La velocità con cui passo da "questo lo metto" a "questo non lo metto più" è aumentata esponenzialmente.

Adesso è proprio il caso di dire che "ho solo quattro robe da mettermi". Sono pochissime e vanno a rotazione velocemente. Parlo più che altro di abbigliamento comodo, considerando che non sto andando a lavorare gli abiti li uso solo per uscire, mentre a casa preferisco dei leggins e una maglietta.

Proprio il tipo di vestiti che dovrei portare anche in ospedale. Ho preparato la borsa per l'ospedale e non posso permettermi di privarmi di vestiti per tenerli dentro alla borsa. Non ho voglia di aprire e richiudere la borsa ad ogni lavatrice, quindi cosa faccio? Tengo tutto ciò che sto usando sul ripiano dell'armadio.  

In questo modo se dovessi partire per l'ospedale sarà sufficiente dire a mio marito prendi quelle due cose che sono sul ripiano dell'armadio (non ce ne sono altre, non ci sono margini di errore). Lui sicuramente tornerà a dare da mangiare alla micia e quindi mi può tranquillamente recuperare i vestiti.

Spero che questi consigli possano esservi utili. All'inizio gravidanza pensavo chissà come sarà complicato vestirsi, soprattutto in inverno. Invece devo dire che me la sono cavata a costo bassissimo e senza troppi sforzi. L'unico problema vero è stata proprio la giacca per questi ultimi due mesi, che qui nevica e fa freddo e la pancia non si chiude più in nessuna cerniera. La soluzione? Una caldissima mantella, riesumata dagli armadi di mia madre. Insomma mi è proprio andata di lusso!

Buona gravidanza a tutti!

lunedì 11 febbraio 2019

Come pulire il calcare nel wc

come pulire il calcare nel wc

Non posso non condividere questo metodo bomba. Mi spiace non metto foto del prima e del dopo (ma neanche del durante) perchè beh...diciamo che fotografare la tazza è proprio antiestetico.

Sappiate che il "prima" era schifosetto. Qui l'acqua è davvero molto calcarea e il fondo della tazza era diventato del tipico colore "grigio/arancionastro/orrore". Noi facciamo la pulizia della tazza in maniera regolare con i prodotti tipici (dico WCnet per farmi capire anche se non uso quello). Non dico categoricamente tutti i giorni perchè stando a casa fuori entrambi tutto il giorno, non lo trovo sempre necessario. Ma ecco delle passate veloci "a bisogno" durante la settimana, mentre la pulizia più profonda di tutto il bagno è una delle pulizie fisse nel weekend. 

Quindi per quanto la tazza sia pulita, la presenza del calcare sul fondo mi da proprio un senso di sporco. Anche perchè credo che il deposito del calcare crei una superficie ruvida che sia più difficile da disinfettare bene. Però il calcare è infimo, per toglierlo bene io non ho mai trovato un prodotto che facesse miracoli. Bisogna entrare e grattare...insomma non un lavoro piacevole che rientra nella "passata veloce". Fino a oggi ho sempre usato l'acido citrico per combattere il calcare e la spugnetta, per non rovinare la superficie della tazza che è piuttosto delicata. Però diciamocelo che lavoraccio, un sacco di fatica e non sempre si riesce a farlo tornare come nuovo.

L'ultimo anno è stato piuttosto complicato emotivamente e fisicamente. Si è occupato della casa molto più mio marito di me e ha fatto un lavoro splendido. Però ecco...questa cosa del calcare è stata lasciata un po' a se stessa. E più il calcare si deposita, più è dura toglierlo, meno ti viene voglia di affrontare la cosa.

Morale della favola: nonostante il pancionissimo ho deciso di prendere la situazione in mano perchè mi dava troppo fastidio. Come sempre prima di iniziare faccio le mie ricerche: avevo paura di dover consumare spugnette e ginocchia con un lavoro estenuante e speravo nel miracolo. Sono caduta su un consiglio alquanto inaspettato dal sito Clean My Space (che vi consiglio tantissimo se non lo conoscete).

Come grattare via facilmente il calcare dalla tazza senza rovinarla?
Con la pietra pomice! Sì proprio quella per i piedi.

Ragazzi che miracolo! Non dico che non ci sia voluto comunque dell'olio di gomito ma probabilmente un decimo di quello che avrei sudato con la semplice spugnetta (considerate che partivo da una brutta situazione). E il risultato è stato letteralmente "bianco come nuovo", senza graffiare la tazza.

Prima di cominciare:
1) Ho indossato guanti lunghi, lunghissimi. Sennò col cavolo...
2) Ho pulito la tazza con i prodotti classici come faccio di solito. Sennò col cavolo...

E ora passiamo al metodo:
1) Ho svuotato l'acqua. Usando uno di quei tappi dosatori della lavatrice (quelli del Calgon sono enormi, ne ho una piccola scorta proprio per cose schifosette, così poi posso buttarli senza rimorsi)
2) Ho spruzzato una soluzione al 10% di acido citrico (10 gr di acido citrico in 100 ml di acqua). L'acido citrico è un potente anti-calcare. L'ho lasciato agire circa cinque minuti, così un po' si ammollava il calcare, ma era ancora umido per non grattare proprio sull'asciutto.
3) Ho bagnato la pietra pomice (va usata bagnata) e poi ho iniziato a grattare. Il miracolo! Certo ho dovuto grattare, ma davvero è molto efficace e lo sforzo è stato relativo. In compenso la tazza è tornata bianca perfetta.

Niente di più semplice e naturale.

Voi lo conoscevate questo metodo?
Buona pulizia a tutti!

martedì 18 dicembre 2018

Perchè usiamo l'agenda?


In questo periodo dell'anno c'è un gran parlare di agende. Chi l'ha comprata a Settembre, ma magari l'ha usata ancora poco, chi si appresta ad acquistare quella nuova per l'anno prossimo e vorrebbe fare una scelta oculata.

Trovare l'agenda giusta non è semplice, perchè la stessa persona può avere esigenze diverse in momenti diversi della vita. Io ad esempio ho usato con moltissimo piacere l'agenda Happy Planner per tutto il 2018 (la vedete qui), ma sono ben consapevole di cosa mi attende nel 2019 ed è piuttosto probabile che non riuscirei ad utilizzarla nello stesso modo. Perciò devo trovare una soluzione diversa.

Come trovare l'agenda giusta per noi? Bisogna innanzitutto rispondere ad una domanda: perchè usiamo o vogliamo usare l'agenda?

Per essere più organizzati

Questa è la prima risposta di tutti, ma non sempre corrisponde pienamente alla realtà. Queste sono le nostre intenzioni, la motivazione iniziale...ma per molti la quesitone è ben più complessa. C'è chi si perde nella cancelleria, nelle decorazioni, nello sfogo della propria creatività. Tutte cose belle, ma che hanno poco niente a che vedere con l'organizzazione.

Come vedremo alla fine, una cosa non esclude l'altra, ma se volete davvero essere più organizzati, dovete mantenere il focus su questo. Anche l'occhio vuole la sua parte, io l'ho vissuto in prima persona, avendo abbandonato molte agende brutte ed usato con piacere una bella agenda tutta colorata. Però il mio focus resta comunque la funzionalità.

Per essere organizzati l'agenda deve essere prima di tutto funzionale. L'agenda è un sistema che raccoglie diversi strumenti di pianificazione, che noi dobbiamo adattare alle nostre esigenze. Siamo noi a costruire il nostro sistema, non è l'agenda a dirci come dobbiamo pianificare (quando è così di solito si finisce per non usarla più). In questo post ho parlato in dettaglio di quali siano gli strumenti di pianificazione che io uso per utilizzare l'agenda come strumento di organizzazione. E' un ottimo punto di partenza per capire come poter utilizzare l'agenda in maniera funzionale.


Il consiglio più importante che vi posso dare è quello di tenere in testa che la pianificazione è un modo per essere più organizzati, non un modo di perdere tempo. L'atto di pianificare, di compilare liste, etc  non deve toglierci dall'obiettivo di essere più organizzati nella vita vera e non solo sulla carta. E' fantastico avere un'agenda piena di liste ordinate per ogni aspetto della nostra vita. Ma non dimentichiamo che la lista è un aiuto per portare a compimento quello che c'è scritto dentro. 

Uno degli errori è infatti quello di riempire l'agenda di liste di cose che non verranno mai fatte, oppure di liste che una volta compilate non verranno più consultate. Gli esempi possono essere tanti, ma come sempre dipende dalla persona. Io non compilerei mai una lista per tenere traccia degli episodi che ho visto di una serie tv, a me sembra uno spreco di tempo, però tengo traccia dei libri che leggo... Quindi come vedete è completamente soggettivo.


Come strumento di crescita personale

Detto così sembra un po' strano, ma in realtà molti (io inclusa) usano l'agenda per tenere traccia dei propri risultati. Risultati di qualsiasi tipo: dalla dieta, allo sport, a progetti portati a termine, ma anche per una sorta di gratifica nel vedere che oggi avevo tante cose da fare e sono riuscite a farle tutte.


Il mio essere organizzata passa anche attraverso questo meccanismo mentale di gratifica. Quando depenno le cose dalla lista, mi sento bene.


Anche l'organizzazione è un percorso, che noi compiamo riuscendo ad adattare le nostre routine alle esigenze che cambiano di settimana in settimana nel corso della nostra vita. Perciò sì, l'agenda può essere anche uno strumento di crescita personale e rendersene conto può aiutarci a capire cosa vogliamo esattamente dalla nostra agenda. Come può questo oggetto aiutarci in questo, quali sono le caratteristiche che deve avere.


Per svuotare la mente

Compilare una lista è un ottimo modo per svuotare la mente dall'ingombro, dal rumore che fanno tutti quei pensieri che si accumulano "devo fare questo, devo fare quello, etc.". Scrivere sull'agenda può anche essere un momento di rilassamento, dedicato a noi stessi, a focalizzarci sui nostri obiettivi. Trovare una stabilità nella propria vita non è sempre facile e piccole azioni come quelle di concentrarci su cosa vogliamo ottenere da questo giorno possono aiutare molto.

Io amo scrivere nell'agenda verso sera, per fare un po' il punto di quello che è stato il giorno trascorso e immaginare come sarà il giorno seguente. Nel weekend poi cerco di prendermi un tempo leggermente più lungo per fare la stessa operazione, ma riferita all'intera settimana. Sono momenti di riflessione che mi rilassano tantissimo. E non sono sola, perchè questa è una cosa che mi avete detto in tantissime persone.


Per dare spazio alla propria creatività

Che gioia avere un piccolo rifugio dove sfogare i propri bisogni di colorare, scrivere ed esternare i propri pensieri. L'agenda può persino diventare un hobby a cui dedicare il proprio tempo libero. Basta scrivere agenda o bullet journal su internet e scoprirete un mondo di piccoli artisti che creano delle vere e proprie opere nelle proprie agende.

Io sono ciompa, incapace di disegnare ma anche di scrivere dritto senza fare pasticci. Quindi ecco io me ne tiro fuori. Però uso gli adesivi (ne ho parlato qua), che mi aiutano a migliorare l'estetica della mia agenda e renderla più piacevole da usare.


La mia risposta sta nel mezzo

Come avrete capito, non è che ci debba essere una sola risposta. L'importante è capire quali siano le nostre priorità per trovare il giusto equilibrio ed il sistema che più ci si addice. 

Per quanto il mio focus sia sulla funzionalità, perchè prima di ogni altra cosa l'agenda mi aiuta nell'essere più organizzata, se mi limitassi a questo forse l'agenda non funzionerebbe con me. Infatti tante agende non hanno funzionato in passato. Bastava avere un paio di giorni pienissimi per uscire dalla routine di scrivere ogni giorno (qui vi parlo dell'importanza di avere una routine dell'agenda).

Cosa è cambiato? Intanto ho trovato il giusto metodo, che sia un misto tra pianificazione e strumento di crescita personale. Inoltre ho capito l'importanza dell'estetica, mi sono resa conto che le agende bruttine sono spesso finite nel dimenticatoio quando la vita si faceva stressante.  Quest'anno anche nei momenti più complicati, ho invece trovato rifugio nella mia agenda. Una valvola di sfogo e un modo per rilassarmi.

Decisamente questa è stata l'agenda che ho più amato nella mia vita di pianificatrice. Ho imparato molto quest'anno e la mia conclusione è che essere più organizzati non è solo una questione di schemi, ma anche di come ci si sente dentro.

Buona pianificazione a tutti!
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