lunedì 12 gennaio 2015

Il magico potere del riordino: la mia opinione


il magico potere del riordino Marie Kondo
La copertina del libro
Nell'ultimo periodo avevo tanto sentito parlare del libro "Il magico potere del riordino" della giapponese Marie Kondo, la quale è un'esperta di organizzazione e tiene corsi e lezioni per insegnare a riordinare. Inutile dire che il manuale mi ha immediatamente attratto, soprattutto perchè il claim del libro è di offrire un "metodo alla portata di chiunque", anche le disordinate croniche o le nata disorganizzate. La chiave del successo è rivoluzionare le abitudini e le concezioni sul riordino. Cio' che mi ha scioccato maggiormente in realtà è stato leggere il presupposto che "quando una persona sperimenta almeno una volta l'ordine perfetto, prova la sensazione la propria esistenza abbia subito una metamorfosi e non tornerà mai piu' alla situazione iniziale di disordine". Praticamente questo manuale promette un metodo definitivo.

Il metodo si basa su due step: decluttering e riordino. Prima bisogna fare un grosso spoglio di tutto quello che non ci serve. Solo una casa che contiene cio' che ci serve (per vivere ma anche per essere felici dentro) potra' essere riordinata. Il concetto è semplice ma anche veritiero: se amiamo davvero qualcosa ce ne prendiamo cura. Pensate a un figlio, lo abbiamo voluto, desiderato e lo amiamo. Non lo lasceremo mai sporco ed in disparte, trascurato. Quello che io ho colto in questo libro è un sentimento di amore per le cose e per le persone. E questo sentimento dovrebbe essere il motore che ci fa muovere nel processo di riordino.

Marie Kondo suggerisce di fare un grande riordino, unico e drastico per eliminare tutto il superfluo. Questo processo di eliminazione deve essere basato sull'amore. Tutto cio' che è nostro lo abbiamo desiderato, eppure alcune fiamme erano solo infatuazioni e si finisce con avere nell'armadio dei vestiti con ancora il cartellino attaccato. In questo processo drastico bisogna prendere tutti gli oggetti che possediamo di una certa categoria (ad esempio: vestiti, pentole, libri) e raggrupparli tutti insieme. Questo ci da una visione quantitativa di quello che possediamo. Poi si procede esaminando ogni oggetto ad uno ad uno e "sentire" se ci fa davvero vibrare le corde dell'anima. Praticamente sarebbe come rispondere alla domanda: ne sono ancora innamorata? Lo ricomprerei?

Ci sono cose per cui è piu' difficile innamorarsi, come le bollette o le istruzioni degli elettrodomestici. L'autrice passa in rassegna le varie categorie dando delle linee guida per decidere cosa tenere e cosa no. Alcune di queste linee guida possono far sorridere, non dobbiamo dimenticare che le case e la cultura giapponese sono molto diverse dalla nostra. Io pero' ho trovato molto interessanti i consigli su come procedere nell'eliminare i ricordi, i regali, tutte quelle cose che potrebbero magari non piacerci davvero, ma ci dispiace buttare via per non fare un dispiacere alle persone o per la paura di perdere
un particolare ricordo.
Lei parte dal concetto che ogni oggetto ha una sua funzione: ad esempio la funzione di una cartolina è di fare piacere a chi la riceve. Una volta che pero' questa è stata ricevuta, il suo compito è stato svolto. La stessa cosa per un regalo non gradito: se non lo usiamo o non ci piace la sua unica funzione è stata quella di essere ricevuto e puo' essere eliminato senza malincuori, perchè l'oggetto non aveva altre funzioni in serbo per noi. Le bomboniere che non ci piacciono non ci fanno rivivere il ricordo del giorno del matrimonio dei nostri amici stando nascoste dentro una credenza.

Il libro per me è interessante, offre spunti ed è stata una lettura piacevole. Ho amato in particolare gli anneddoti della sua infanzia ed il modo in cui dialoga con gli oggetti. Mi ci sono ritrovata. Pero' non posso dire di avere trovato in questo testo IL manuale definitivo del riordino. Piuttosto dell' "ordino". Già perchè dopo aver eliminato il superfluo possiamo finalmente trovare un posto per ogni cosa nella nostra casa, dove ogni oggetto è proprio cio' che amiamo e ci serve. Quello che io trovo manchi nel libro è la formula magica per l'ogni cosa al suo posto. A me piace organizzare, trovare il posto per le cose e mi impegno ad eliminare il superfluo, cio' che davvero mi manca è la capacità di mettere davvero e sempre ogni cosa al suo posto. Spesso mi ritrovo ad appoggiare cose a caso nell'attesa di rimetterle davvero al loro posto. Lei dice che una volta sperimentato il vero ordine non si ricade in questo errore perchè il benessere che abbiamo provato crea una metamorfosi. Eppure quando rientro dal lavoro, con la posta, documenti di lavoro da leggere, la spesa...beh spesso il bancone della cucina è una soluzione piu' semplice che rimettere ogni cosa al suo posto una dopo l'altra. Soprattutto quando sto morendo di fame. Quindi...forse io dovrei leggere anche un manuale su come restare motivati e fare sempre cio' che ci si prefigge, eppure penso che la situazione che ho descritto stia raccontando il rientro in casa di molte persone.

Per questo motivo secondo me l' "ordino" puo' davvero essere utile farlo in una volta sola, a categorie come suggerisce il libro. Ci porrà nell'atteggiamneto giusto, imparando ad amare cio' che ci circonda e a circondarci solo di cose che amiamo. Per apprendere questo atteggiamento consiglio la lettura di questo, e secondo me è vero che una volta appreso questo benessere non vorremmo ritornare a riempirci la casa di cianfrusaglie (la promessa iniziale). Ma questo per me  non vuol dire che non servirà mai piu' riordinare. Pertanto potreste essere delusi nel constatare che non c'è nessun magico potere per chi come me fallisce nel riordino, anche se di sicuro una casa meno ingombra é piu' facile da mantere in ordine.

Io l'ho acquistato in formato e-book su amazon:
http://www.amazon.it/magico-potere-del-riordino-giapponese-ebook/

Buona lettura e buon riordino a tutti!

3 commenti:

  1. Complimenti per l'analisi. Grazie

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  2. Io lo sto leggendo 😊 premettendo che sono una disordinata cronica appartengo a quella cstegoria (come la definisce il libro) di quelli che accumulano le cose e non sanno poi dove metterle, devo dire che per ora mi sta servendo.. ovviamente un libro giapponese con una cultura particolare non deve essere visto totalmente illuminante per noi occidentali perchè molto concetti che per noi sembrano banali, magari per loro assume un significato diverso.. grazie 😊

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