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domenica 3 giugno 2018

Decluttering di primavera: la tecnologia


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Questo lavoro di decluttering è stato parte di un progetto di rinnovamento. Abbiamo deciso di eliminare una cassettiera da ufficio, la Helmer di IKEA. Quando ci siamo trasferiti pensavamo che avrei usato un mio angolo ufficio, con una piccola scrivania e questa cassettiera. La verità è che la scrivania (recuperata) era per bambini e decisamente troppo scomoda per me. La cassettiera l'avevo comunque usata per cose da ufficio: cancelleria e tecnologia.

Trovare una nuova casa a tutte queste cose è stato un lavoro piuttosto lungo, magari ve ne parlo un'altra volta. Oggi preferisco concentrarmi solo sul decluttering. 

Parlando di tecnologia le cose da eliminare sono:
- oggetti rotti che non metteremo mai a posto. Se pensate che magari si potrebbe ancora sistemare ma non avete mai trovato la voglia di farlo, vuol dire che in realtà vivete benissimo senza. Tanto vale eliminarlo. Così eliminiamo sia l'ingombro, sia il senso di colpa per non averlo ancora sistemato.
-oggetti che hanno perso il loro scopo: caricabatterie di oggetti che abbiamo eliminato, tecnologia o piccoli elettrodomestici obsoleti, vecchi cellulari che teniamo perché non si sa mai (basta tenerne uno in famiglia).

Con questi semplici principi ho riempito un sacchetto intero. Ho portato tutto in discarica senza farmi problemi, perché qui sono loro a fare la selezione di cosa è irrimediabilmente inutile e cosa si può ancora recuperare. Ho solo avuto l'accortezza di togliere le batterie dal cellulare per gettarle nell'apposito contenitore delle batterie.

Buona decluttering a tutti!

lunedì 19 marzo 2018

Decluttering di primavera in 10 passi


La primavera per me porta pulizie, ma anche sempre una voglia di rinnovamento in casa. Nell'ultimo periodo ho portato avanti una sessione di decluttering generalizzato. 

Con decluttering si intende l'eliminazione del superfluo (se non sapete di che si tratta, ne ho parlato in dettaglio qui). Le cose vengono portate via da casa, non buttate via. I tessili li porto nei bidoni di raccolta, mentre tutto il resto dell'oggettistica le porto in quei centri di raccolta che organizzano mercatini di benificienza (io dono ciò che io non uso più e loro lo rivendono a prezzi simbolici e i soldi vanno in beneficienza).

Da quando ho imparato ad eliminare il superfluo, compro con più oculatezza. Di conseguenza non è che io avessi da eliminare tantissime cose. Però io quando faccio decluttering non sono mai drastica, faccio una certa fatica a separarmi da cose che penso mi possano servire prima o poi. Per questo motivo preferisco fare decluttering poco ma spesso. In questo modo infatti mi capita di ritornare sugli stessi oggetti nell'arco di qualche mese. Così se oggi mi sembra che questo oggetto possa ancora essermi utile (pur con qualche dubbio), magari fra un paio di mesi mi rendo conto che non lo è più.

Questa sarà una miniserie, che coprirà decluttering fatto in queste dieci categorie:

1. Bagno
8. Borse
9. Bijoux
10. Tecnologia

Bonus speciale: la scatola dei ricordi

E voi? Includete il decluttering nelle vostre pulizie di primavera?

Buon decluttering a tutti!

lunedì 24 agosto 2015

Come fare decluttering: cosa tengo e cosa lascio?

come fare decluttering

Continua la nostra serie sul decluttering. Non sai cos'è? Qui trovi la prima parte!

Oggi parliamo di metodi di decluttering, di possibili approcci e di come decidere cosa tenere e cosa no. Prima di cominciare ribadisco un paio di concetti:

1) Ogni persona è diversa: ci sono quelli che non si fanno problemi a buttare o comunque a volte sentono il bisogno di eliminare e ci sono quelli che invece non butterebbero via neanche la carta delle caramelle. Io sto nel centro, riesco ad eliminare perchè ne riconosco i benefici, ma non sono neanche il mazinga del decluttering. Siccome so che questo genere di guida è di aiuto a chi proprio non ce la fa a disfarsi del proprio superfluo, cercherò principalmente di mettermi nei loro panni.  Questi consigli saranno quindi generali, ma pensati per chi ha delle difficoltà con questa cosa.

2) Quando parlo di eliminare...non intendo necessariamente buttare nella spazzatura, ma semplicemente di far uscire gli oggetti dalla propria casa, nel modo che preferite voi. Ne riparleremo.

Come fare decluttering?
Dopo aver spiegato il perchè è importante eliminare il superfluo, oggi affrontiamo il come. 

Diciamo che volete fare spoglio nel vostro armadio di vestiti oppure nella dispensa o nel ripostiglio, dove volete. Magari sarà più o meno difficile  per voi fare le vostre scelte, ma il principio è sempre lo stesso.

1) Tiro fuori tutto o prendo un ripiano alla volta?
Secondo me dipende da voi, dalla vostra disponibilità di tempo e dalla difficoltà di quello che state andando ad affrontare.

Avete letto "Il magico potere del riordino"? Marie Kondo, una guru giapponese del decluttering, consiglia di tirare fuori tutto quello che appartiene alla stessa categoria. Per cui se stiamo vagliando i vestiti dovremmo tirare fuori tutto, da quelli nell'armadio, alle giacche e giacconi ai costumi da bagno...tutto! L'idea è quella di rendervi conto visualmente che probabilmente avete davvero troppa roba.

Può funzionare se avete davvvero tanto tempo da dedicarci e nessun bimbo intorno. Altrimenti è meglio procedere che ne so un'anta alla volta, un ripiano, un cassetto al giorno. Perchè? Perchè meglio cominciare e finire il lavoro, piuttosto che non iniziarlo affatto oppure lasciare in giro pile di cose "perchè non ho avuto tempo di finire". Quindi vi consiglio di fare una valutazione obiettiva di quanto pensate di riuscire a fare prima di cominciare...e svuotare di conseguenza.

Una buona cosa però potrebbe essere quella di dire che ne so "questa settimana faccio spoglio nell'armadio" e magari finire davvero nell'arco di una settimana e non di sei mesi. Piuttosto lasciare stare qualche pulizia, ma dedicare ogni giorno un po' di tempo a questa attività. In questo modo sarete fresche nel ricordare cosa avete già preso in considerazione nei giorni precedenti. (Ovviamente questo discorso dipende da quanto è grande la quantità di cose che state riordinando).

2) Il metodo delle tre pile
Bene, avete scelto il vostro ripiano e tirate fuori tutto. L'idea adesso è quella di creare tre pile. 
Le classiche guide del decluttering consigliano di fare una pila delle cose da tenere, una pila per quelle da buttare e una pila di quelle da regalare o vendere. Divise le cose, si pulisce il ripiano e si ripongono solo le cose da tenere.
Facile no?

Ecco. Io che non sono il Mazinga del decluttering ho bisogno di procedere a passi più piccoli e creo le pile del "si, no e forse". Mentre svuoto il ripiano e tiro fuori le cose, le divido già in queste pile.
Nota: Considerate l'eventualità di creare anche la pila del "da spostare da un'altra parte", soprattutto se state facendo pulizia in una stanza dove c'è roba di vario genere, come un ripostiglio o un armadio a muro...c'è sempre qualcosa che non si sa come sia finito là.

Mentre svuoto ci sono delle cose che sono certa di tenere senza il minimo dubbio, perchè mi servono proprio oppure perchè sono tra le mie cose preferite. Ci sono anche cose che invece possono sinceramente essere eliminate senza bisogno di pensarci sù, come le riviste vecchie ormai lette e rilette o quel paio di mutande che hanno completamente perso l'elastico...
Nota: se state facendo pulizia della dispensa controllate la data di scadenza dei prodotti man mano che li togliete dagli scaffali....ecco che la pila dei no potrebbe aumentare magicamente!

Tutto il resto va nei forse. Non perdete troppo tempo a pensare in questa fase. State solo tirando fuori le cose dai ripiani e istintivamente raccogliete gli oggetti in gruppi. Nella pila dei forse mettete tutto quello che vi è indifferente, cose che non avete usato da tempo e cose che magari avete tenuto senza sapere bene come usarlo. Ribadisco questo non è il momento di fare le scelte perciò non siate timorosi.

Svuotato tutto? Prendetevi un momento e date una passata veloce al ripiano.

3) Il controllo della dogana
A questo punto è arrivato il fatidico momento di prendere delle decisioni, vedere chi passa il controllo della dogana e chi no. Riguardate le vostre pile. Probabilmente ci sono due scenari possibili:

1) Avete fatto una ragionevole pila del sì e una ragionevole pila del forse. Magari siete anche state così brave da riuscire a fare pure una pila del no che possa chiamarsi pila.

2) La pila del sì è fa invidia al deposito di Zio Paperone, la pila del forse ha sì e no tre cose e la pila del no contiene solo un appendino rotto (immaginando che stiate pulendo il vostro armadio).

Anche se la seconda opzione è quella che vi descrive meglio non abbiate paura. Fare le pile è un buon esercizio da continuare a mettere in pratica, più vi abituerete a eliminare il superfluo, più sarà facile dividere gli oggetti in pile. Ma bisogna sempre partire da qualcosa e già se avete deciso di fare ordine, siete sulla buona strada.

Adesso procediamo con una pila alla volta e partiamo sempre dalla pila del sì e poi quella del forse. 
Quella del no...sarebbe meglio non riprenderla in considerazione, ma ne riparliamo dopo.

Come scegliere cosa tenere e cosa no?
Ricontrolliamo pezzo per pezzo prima di riporlo e rispondiamo a queste domande.
 

1) E' un oggetto che uso spesso?
Se sì e siamo anche felici di usarlo, possiamo riporlo.
Ci sono però oggetti che usiamo anche se non ci piacciono o sono rovinati, per il semplice fatto che non abbiamo altro o non ce lo possiamo permettere. In questo caso quello che faccio io è tenere con riserva. Cosa vuol dire? Che userò questi oggetti finchè non avrò la possibilità di comprarne di nuovi, a patto che appena farò il nuovo acquisto mi impegno a eliminare questi che non amo/sono rovinati. Magari mi faccio una lista di quello che mi serve...anche se non ci sono i soldi per comparle, una lista è sempre utile, anche da rimuginarci su per capire cosa serve davvero.

2) Se non lo uso spesso è solo perchè non ce n'è l'occasione oppure perchè di solito preferisco usare altro? 
Ci sono delle cose che si tengono anche se non vengono usate spesso, per il semplice fatto che servono per occasioni specifiche. In questi casi è bene fare un discorso di "qualità piuttosto che quantità"....inutile tenere dieci vestiti da sera elegantissimi se poi abbiamo solo una o due occasioni l'anno per indossarli. In questo caso sarebbe saggio tenerne solo un paio di quelli dal taglio più classico e versatile e soprattutto che ci calzano a pennello. Comunque anche di questo ne riparleremo più avanti.

3) E' un oggetto che amo? Mi rende felice usarlo o guardarlo? 
Anche se la risposta è sì, prima di riporre l'oggetto vi prego di fare alcune considerazioni. Gli oggetti che amiamo avrebbero il diritto di essere usati/esposti (anche se per un periodo di tempo limitato nell'arco dell'anno). Se non volete avere la casa con troppe cose esposte, magari decidete di fare una rotazione delle cose da usare, tra tutte quelle che amate. Magari vi renderete conto che alcune cose che credete di amare in realtà non vi piacciono più, perchè non vi fa più piacere vederle in giro.

Se invece sono oggetti che amiamo ma non esponiamo, perchè magari non sono più adatti allo stile della nostra casa oppure sono ricordi, vale davvero la pena di conservarli?
Se li teniamo dentro un armadio al chiuso e magari neanche li guardiamo mai...se li prendiamo in mano solo ed esclusivamente in occasione di questi momenti di riordino e immancabilmente ci diciamo "non lo posso buttare"....se vi riconoscete in queste descrizioni, vi do qualche suggerimento.

Se la casa è troppo piena e c'è bisogno di fare spazio, capite anche voi che non si possono tenere tutti i ricordi! Bisogna dare valore anche ai propri ricordi: il primo tema sulla mamma di nostro figlio non ha lo stesso valore di una cartolina di amici che sono andati a Riccione. Anche se ci ha fatto piacere ricevere la cartolina, non è che tenere quella cartolina nell'armadio ci ricorda i nostri amici. Stessa cosa per le bomboniere, tanto più se sono brutte... tenerle nascoste nell'armadio non è che fa piacere a chi ce le ha regalate, non ci ricorda il giorno del matrimonio/battesimo e soprattutto non ha lo stesso valore di quella bella statuina che ci siamo comprati durante il viaggio di nozze.

Prendiamo tutti questi oggetti che ci ricordano le cose, che siano vestiti, lettere o bomboniere.
Io non dico di buttare via tutto, io sono molto sentimentale. Però ci sono cose che vale la pena di ricordare tenendo in mano un certo oggetto e altre che invece non hanno poi così importanza e magari possiamo fare a meno di avere la prova fisica che sono avvenute. Perchè tenere intere scatole di vestiti dei figli quando erano neonati, quando si può tenerne un paio, i più belli e quelli a cui siete più affezionati e magari fotografare gli altri, prima di donarli a qualcuno?
Forse non c'è bisogno di tenere dieci t-shirt souvenir dei viaggi se non le usiamo mai, quando possiamo invece guardarci le fotografie del viaggio che abbiamo fatto, ricordando davvero e in modo più vivido quello che abbiamo visto in giro.
Se abbiamo pacchi di cartoline, biglietti o riviste vecchie che non guardiamo mai. Perchè non tenere solo quelle più belle? Magari ne facciamo un album di cartoline o di articoli che ci interessano da sfogliare. La stessa cosa per i capolavori dei nostri figli...scegliamo insieme quelli più belli da tenere, ma gli altri e anche i lavoretti ingombranti che ogni tanto portano a casa...perchè non fotografarli e basta? Magari con il bambino che li regge. Poi possiamo stampare un fotolibro con tutti questi ricordi, in cui vedremo il bimbo che cresce insieme alle sue abilità creative.

Come potete vedere ci sono molte alternative al fatto di conservare tutto gelosamente, senza necessariamente perdere i ricordi. Possiamo sfruttare la tecnologia, scannerizzando e fotografando documenti e oggetti. Non è la stessa cosa? Non sarà neanche la stessa casa, se riuscirete ad eliminare tutte queste cose e fare spazio nei vostri armadi.


Come vincere i dubbi e le paure?
Abbiamo quindi salvato tutto quello che usiamo e che amiamo. Eppure ci sono tante altre cose che insistiamo a tenere per altri motivi, dettati da dubbi, paure e soprattutto la seccatura di averci speso dei soldi. Ecco qui alcune delle obiezioni più comuni e qualche consiglio per combatterle.

1) Mi è stato regalato e mi secca buttarlo per non fare dispiacere
Un regalo viene fatto col cuore, ma a volte viene fatto...perchè deve essere fatto. Vi è mai capitato di trovarvi a fare un regalo di compleanno, Natale, battesimo o che altro senza avere idea di che prendere? e magari regalare qualcosa senza averci messo troppo impegno? Magari a voi no, ma non è detto che chi vi ha fatto quel regalo lo abbia necessariamente scelto con tutti i crismi. Non dico che sia così per tutti i regali, i gusti sono gusti e magari se uno ti regala un nano da giardino potrebbe farti un piacere quanto uno sgarbo, ma magari è convinto di averti fatto un regalo magnifico. Però questo non mi sembra un motivo sufficiente per tenerlo in garage a prendere polvere.
Lo stesso vale per le bomboniere: magari hanno scelto quell'orrore perchè in quella fascia di prezzo non c'era altro e si sentivano in dovere di farle lo stesso. Ecco...perchè vi dovete tenere in casa queste cose? A tenerle chiuse in armadio credete che faccia più piacere a chi ve le ha regalate, rispetto al fatto di vedere che siete felici nella vostra casa ordinata?

2) Mi secca perchè ci ho speso dei soldi
E' vero. Puoi sempre cercare di recuperarli vendendo l'oggetto in questione.
Ma a parte questo il vero ragionamento è un altro: hai speso dei soldi per un oggetto che non hai usato o hai usato poco e adesso è lì che occupa spazio nell'armadio. Eliminarlo ti sembra uno spreco di soldi, ma anche non usarlo di fatto è uno spreco di soldi. Non solo conservarlo senza usarlo è uno spreco di soldi, ma è pure uno spreco di spazio che crea frustrazione. Ci dispiace perchè abbiamo speso senza poter sfruttare il nostro acquisto e ci sentiamo in colpa perchè lo teniamo, ma continuiamo a non usarlo. Inoltre ci ritroviamo con roba un po' dapperttutto, la casa è un caos e ci ritroviamo a dover tenere in disordine le cose che amiamo, perchè i nostri armadi sono pieni di cose che invece ci provocano risentimenti di questo genere. Di fatto non staremo ancora spendendo soldi veri per tenere questi oggetti, ma di sicuro spendiamo energie e serenità che viene perduta nei meandri dei nostri armadi. Ogni volta che ci si propone la questione "tenere o non tenere" siamo di fronte ai nostri errori. Impariamo a perdonarci gli errori: togliamoci questo "dito puntato" dalla vista, abbracciamo lo spazio libero conquistato ed impariamo dai nostri sbagli. Questo percorso di decluttering serve anche ad imparare a fare gli acquisti in maniera più oculata.

3) E se poi mi serve?
Questa è la paura più grande di tutte. Buttare e poi pentirsene.
Come risolvo questa questione? Con i numeri! Già perchè se la motivazione principale per tenere una cosa è la paura che mi possa tornare utile....bisogna fare un calcolo delle probabilità.
Solitamente questo tipo di ragionamento lo facciamo per oggetti come servizi di piatti, pentole, sacchetti di plastica o carta, trucchi, smalti, vestiti.
Lasciamo fuori i vestiti su cui magari scriverò un post a parte, per tutto il resto bisogna considerare l'uso reale e quello potenziale che facciamo di un oggetto. Prendiamo per esempio i sacchetti di plastica: li teniamo perchè metti che poi mi serve ed effettivamente li si può utilizzare per un sacco di cose. Anche io li tengo, il problema infatti non è tenerli...ma quanti tenerne. Quando iniziano ad essere troppi, diventano ingombranti...magari facciamo un sacchetto pieno di sacchetti e ogni volta che ce ne serve uno, quello che peschiamo non è della dimensione giusta. Ogni volta è un caos.
Si può conservare i sacchetti, ma è bene conservarne un numero giusto. In fondo immaginate quanto tempo ci può volere per consumarli tutti, pensate che da qui a quel giorno non ne recupererete altri in giro?

Questo tipo di ragionamento si può applicare a tante altre cose, che tante persone conservano in casa in quantità eccessive. Cose che teniamo a casa in caso di emergenza, farmaci che poi finiscono per scadere, scorte alimentari e trucchi. Cerchiamo di tenere in casa un numero adeguato di cose, in base alla necessità della nostra famiglia senza eccedere.
Nota: non sto dicendo di buttare via cibo non scaduto. Sto cercando di far riflettere sulla tendenza all'accumulo. Il lavoro di decluttering è un percorso che ci insegna anche a valutare qual è la giusta quantità di cose da avere in casa, in modo da poter vivere tranquilli senza dover correre a comprare cose ogni giorno (che non è neanche economico), ma avendo una casa vivibile dove è possibile mantenere un certo ordine.

Parliamo di pentole. A meno che non siamo grandi cuochi, la maggior parte delle lavorazioni possono essere preparate anche se non abbiamo quella esatta pentola o tortiera della giusta forma e dimensione. Ci vuole solo un po' di elasticità. Molte persone si dilettano con la pasticceria e questo richiede molti strumenti. E' vero una tortiera sfiziosa fa sempre piacere...ma quante tortiere di forme strane avete? Ogni quanto le usate? Ha senso ingombrare un intero ripiano della cucina per questo?
Non sto dicendo che non capiterà la volta  che avreste tanto voluto avere ancora quella determinata tortiera, ma si può fare una scelta e non credo che se l'avete usata poco fino ad adesso non potrete vivere senza.

Ricordatevi cosa dicevamo dei giocattoli dei bambini, perchè le cose dei figli si eliminano e le nostre no?

Quante cose tenere?
Vorrei finire con una domanda che è la naturale conclusione di quello che abbiamo appena detto riguardo alla paura del "e se poi mi serve".

Come si fa a sapere quante cose bisogna tenere?
Non c'è una formula magica, tutto dipende dalle vostre esigenze, dalle vostre abitudini, dalle vostre passioni e dalla vostra famiglia.

Non esiste il numero giusto, esiste solo il numero adatto a voi. Questo vale per tutto. Quante gonne o pantaloni, quante tute, quanti vestiti eleganti e quante scarpe dipenderà dal vostro stile, dal vostro lavoro, dal fatto che andata o no in palestra, a ballare o a eventi mondani.
 
Quanti servizi di piatti, posate o bicchieri dipende da quanti siete in famiglia. Fate spesso cene con tanta genta a casa? Allora bisognerà pensare di averne abbastanza per tutti, ma se a cena non siete mai più di sei persone perchè il vostro soggiorno è striminzito, capirete che è inutile stipare gli armadi con tre servizi da 12. Anche se ve li hanno regalati.

Quante tovaglie, asciugamani, paia di lenzuola. Anche qua dipende un po' dai gusti e dalle abitudini. Certo è che se avete un intero armadio dedicato solo agli asciugamani e siete in due, forse è un po' troppo. 

Più procederete con questo lavoro di alleggerimento più capirete qual è il numero giusto di cose da conservare in casa, ma mi dispiace non c'è nessuno che vi potrà dire il numero esatto per voi.

E se io proprio non ce la faccio a disfarmene?
Avete finito di rispondere a tutte le domande...avete capito quali potrebbero essere le cose da eliminare...ma proprio non ce la fate. 
Invece di portare fuori casa, mettete tutto dentro una scatola, chiudetela e scriveteci sopra la data. A questo punto portate la scatola fuori dalla vista, in garage, in soffitta, in un posto che non vi ingombri casa.

Continuate il vostro lavoro di decluttering e tutto quello che non proprio non ce la fate, inscatolate e mettete da parte. Aspettate sei mesi o anche un anno e poi riprendete in mano quelle scatole. Ora potete decidere se buttarle ad occhi chiusi o eventualmente fare ancora una valutazione di cosa tenere e cosa no. 

A che scopo?
1) Se non riuscite a separarvi dalle vostre cose, perchè sentite di non farcela...non state eliminando niente. Le state solo portando in un altro luogo, ma sono ancora vostre e raggiungibili.
2) Metti che davvero qualcosa vi serva, non l'avete buttata via e potete andare a riprenderla.
3) Nel frattempo avete fatto spazio in casa e comincerete a capire il beneficio di sentirvi più sereni, la casa è più ordinata, voi siete meno stressate e anche la vostra famiglia si sentirà meglio.
4) Avrete imparato quali sono i criteri per capire cosa vi fa stare bene, cosa amate e cosa vi piace tenere in casa, ora che la vostra casa è un luogo sereno dove vivere e condividere
5) Se vorrete riguardare il contenuto di queste scatole lo farete con occhi diversi e un cuore più forte. Sarete più sicure di voi e di cosa vi fa piacere e saprete scegliere serenamente.

Per chi non sa cosa vuol dire avere una casa ordinata oppure non crede di averne bisogno (perchè appunto non lo sa), provare con questo metodo non costa nulla. Proprio perchè non richiede scelte drastiche ed immediate.
Perchè allora non cominciare?

Buon decluttering a tutti!

sabato 22 agosto 2015

Fare decluttering: impararare ad eliminare il superfluo

come fare decluttering

Cosa vuol dire decluttering?
E' un termine inglese che significa eliminare il superfluo, fare spoglio e buttare via ciò che non serve più. 

Il problema del disordine è strettamente legato all'accumulo di cose. Non è facile rimettere le cose a posto, se non c'è un posto dove riporre le cose. Fare le pulizie e mantenere l'ordine diventa molto più semplice in una casa dove le superfici sono libere e ogni cosa ha un suo posto. Non solo per noi, ma anche per i nostri familiari. 

L'accumulo di cose è un segno del nostro tempo: la disponibilità economica, e anche di spazio, ha fatto sì che negli anni le nostre case si siano riempite di tantissimi oggetti. L'ombra della guerra per le generazioni precedenti e della crisi per quelle di oggi ci instilla poi la paura di buttare via. C'è sempre in agguato il pensiero "e se poi mi serve?" oppure il pensiero che "però è costato dei soldi". 

A questo si aggiunge la componente affettiva: i ricordi e i regali sono difficili da eliminare, anche quando ci fanno stare male oppure proprio non ci piacciono. Piuttosto di disfarcene ci riempiamo gli armadi. Morale della favola? Abbiamo gli armadi pieni di cose che non ci servono o non ci piacciono e il soggiorno e le camere invase di roba in giro.

Perchè dovrei eliminare la mia roba?
Qui entriamo in una sfera personale. Come dico sempre siamo fatti tutti diversi. Prendete quello che scrivo come delle riflessioni, in cui io mi metto nei panni di diverse persone, con più o meno attaccamento agli oggetti. Ci sarà chi si riconoscerà in queste parole e chi no.

L'idea di buttare via le vostre cose è un colpo al cuore? 
Molte persone mi scrivono dicendo che il loro problema più grande è che non riescono ad eliminare niente e si ritrovano gli armadi pieni di vestiti e oggetti che non usano, ma da cui non riescono a separarsi.

Questa tendenza può davvero rivelarsi un problema serio, che può sfociare in un atteggiamento compulsivo. Lasciando perdere i casi estremi e non avendo nemmeno la pretesa di poter fare gli psicologi, vorrei solo proporre qualche riflessione.

Io non sono una che non è capace di buttare via, ma provengo da una famiglia dove invece c'è questa tendenza (e anche mooooooolto forte). Quindi il senso di colpa nell'eliminare è profondo in me. Ciononostante, negli anni ho imparato a capire qual è il mio reale bisogno di certe cose, a riuscire ad eliminare ciò che davvero non mi serve e soprattutto ad evitare di accumulare cose nuove se non ne ho bisogno.

Voglio dunque proporvi una mini-serie sull'arte di eliminare il superfluo. 
Nei post successivi parlerò più in dettaglio di come fare spoglio, metodi per decidere cosa tenere e cosa no e soprattutto come non ricadere nel tunnel dell'accumulo.
Oggi però partiamo con qualche riflessione sul perchè c'è bisogno di eliminare il superfluo...niente formule magiche o considerazioni da minimalista. Solo alcune riflessioni che lascio fare a voi stessi...

Facciamo un gioco...
Tornando alla domanda del perchè c'è bisogno di eliminare, vi faccio un esempio. Pensate ai vostri figli e se non li avete magari pensate ai figli dei vostri amici o se siete giovani a quando voi eravate bambini.

Quante cose hanno i vostri figli? 
La risposta più comune è troppe. Sicuramente ci sono i giochi preferiti, quelli che magari usano solo in certe occasioni (dal vestito della festa...al gioco in scatola da fare con almeno altri due bambini che quindi non potranno usare se sono da soli) e quelli che sono mesi che non guardano...ma che diventano importantissimi se voi minacciate di darli via.

Pensate ora a voi stessi e magari al vostro armadio, ai vostri sopramobili o alla vostra collezione di tazze. Vi riconoscete in questa descrizione? Quante cose non prendete in mano da mesi...ma non siete in grado di eliminare posti di fronte alla questione "tenere o non tenere?"

Li riescono a mettere a posto oppure è sempre un caos?
Magari avete fornito ai vostri figli delle ceste per riporre i loro giochi, le loro matite, etc. Però è una battaglia continua. E soprattutto loro si chiedono "perchè sistemare tutto se fra un'ora tiro di nuovo tutto fuori?"

E' difficile mettere a posto quando c'è troppa roba. Forse con meno cose in giro e uno spazio apposito per ogni gioco...sarebbe più semplice fare ordine. Inoltre le cose che davvero sono le più usate sono quelle che è logico tenere a vista.

Ora pensate di nuovo alla vostra roba...come vi piace avere a portata di mano i vostri utensili in cucina. A come invece non si riesce mai ad avere la dispensa a posto...oppure i contenitori degli alimenti, i trucchi...
Il principio che vale per i vostri figli, vale anche per voi. Con meno roba in giro fare le pulizie è più veloce. Inoltre avere meno cose vi fa apprezzare di più ciò che amate e usate più spesso. Ci sono cose in casa che omai sono diventate invisbili perchè soffocate da tutto il resto...vi ritrovate?

I figli crescono, le taglie cambiano..e si eliminano i vestiti piccoli.
E' naturale, loro non possono più indossarli. I vestiti vengono donati a fratelli, cugini, amici più piccoli.

E voi? Riuscirete mai ad entrare di nuovo in quei jeans che avete nell'armadio da almeno dieci anni, aspettando di dimagrire? Oppure ad indossare finalmente quella bella gonna "che non ho mai messo perchè non si abbinava a niente, ma mi piaceva...anche se però adesso non si usa più tanto quella fantasia".

Eliminare i vestiti dei figli è più facile perchè siamo sicuri che a loro non serviranno più, mai più... mentre a noi il dubbio resta sempre. Intanto abbiamo gli armadi stipati e neanche ci ricordiamo cosa c'è dentro. Facciamo fatica a trovare quello che ci serve e alla fine mettiamo sempre quelle quattro magliette che sono le ultime che sono state lavate...perchè appunto sono lì facili da trovare.

Eliminate i giocattoli rotti o quelli che non usano più?
E' facile (si fa per dire...) far sparire un giocattolo che è rotto oppure che non viene calcolato da mesi. Perchè lo facciamo? Perchè ad ogni Natale e compleanno nonni, zii e amici riempiono i nostri figli di cose nuove, nonostante le nostre minacce/preghiere/raccomandazioni disperate di fronte all'innegabile mancanza di spazio in casa.... Quindi prendiamo da parte il nostro bimbo e gli spieghiamo che c'è assolutamente bisogno di fare spazio e che bisogna rinunciare a qualcosa. Poi magari i giochi inutilizzati li portiamo all'asilo e spieghiamo ai nostri figli quanto sia un bel gesto quello di donare.

Bravissimi.
Ora perchè non siamo in grado di fare lo stesso con i nostri giochi? Perchè i loro giochi rotti li buttiamo, anche se sì, sono costati dei soldi...mentre i nostri magari stanno in un angolo per mesi "in attesa di essere riparati" e con la certezza quasi matematica che non accadrà mai. Perchè per i nostri oggetti è difficile dire "è rotto, lo butto", ma piuttosto pensiamo "metti che un giorno serva, posso sempre metterlo a posto". Intanto però occupa spazio e ci crea anche una buona dose di disagio mentale ogni volta che lo vediamo.

Perchè i loro regali possono essere dati via se a loro non interessano più, mentre a noi secca buttare via delle bomboniere orribili, solo perchè mi dispiace fare un torto a chi me l'ha regalata?
Perchè nel loro caso c'è bisogno di fare spazio è una motivazione sufficiente ma per noi no?
Perchè ci sembra che un bambino che ha tante cose può tranquillamente fare a meno di quelle che non usa e non gli servono più. Noi invece siamo così legati ai nostri sentimenti, ai ricordi e alle motivazioni economiche, che ci sembra di non riuscire a staccarci dai nostri oggetti.

Con questo non voglio assolutamente dire che i bambini non sono sentimentalmente legati ai loro giochi e che è giusto buttarli via. Io ricordo ancora quando mia mamma mi ha costretto a portare all'asilo il mio Monchichi, uno scimmiotto orribile, di plasticaccia dura e ricoperto di una fantastica pelliccia sintetica azzurro fluo, enorme perchè era grande quanto me. Immagino che le venisse un mezzo infarto ogni volta che vedeva quel coso...ma io non gliel'ho perdonato per anni.

Pensiamo però anche al disagio che creano in noi gli oggetti che teniamo solo perchè non ce la sentiamo di buttare. Sensi di colpa perchè non ci prendiamo cura di ciò che non usiamo, si è rotto, cose che magari abbiamo preso ma sono ancora incartate o con il cartellino. Cose che stanno lì ad osservarci in mucchi, a prendere polvere e che ai nostri occhi ci rinfacciano la nostra incapacità di gesitre casa, di tenere in ordine.

Tutti questi sensi di colpa, tutti questi ingombri...ci portano via spazio in casa ma anche la possibilità di essere felici. Felici perchè la nostra casa è in ordine, felici perchè gli oggetti che ci circondano sono davvero quelli che noi amiamo.
E' per questo che è importante imparare ad eliminare il superfluo, anche se ci è costato dei soldi, anche se buttare ci fa stare male.

In conclusione
Quello su cui vorrei farvi riflettere è che se riusciamo a giustificare questa cosa ai nostri bimbi, dovremmo essere in grado di fare un discorso simile anche a noi stessi. Con gli oggetti dei nostri figli siamo molto più oggettivi e razionali, mentre con i nostri non riusciamo a staccarci da certi ragionamenti dettati dal cuore o dalle tasche. Eppure il principio è lo stesso.

Allora quando siamo in dubbio se tenere oppure no, se ci diciamo che non si sa mai oppure che non vogliamo eliminare una certa cosa...pensiamo di guardare questo oggetto con gli occhi di un genitore verso il gioco del figlio.

Certo una tazza vi sembrerà più utile di una trottola in plastica... Ma se voi avete venti tazze (e in casa siete in quattro) e vostro figlio pure ha venti trottole....capirete che in entrambi i casi forse ne avrete troppe. Le trottole non usate finiscono all'asilo...mentre le tazze restano in armadio perchè non si sa mai...mentre il bancone da lavoro è sempre ingombro di roba e non riuscite mai ad usarlo per il suo scopo.

Capite il senso? O meglio il non-senso...

Una precisazione finale
Chiariamo subito che quando parlo di eliminare non intendo buttare via letteralmente, ma semplicemente far uscire un certo oggetto dalla nostra casa. Ci sono molti modi di eliminare: donare a conoscenti, donare a chi ne ha più bisogno, vendere, scambiare e sì a volte anche buttare nella spazzatura. Nei prossimi post parleremo anche di questo, ma volevo che fosse chiaro che non è che qui si parla di "buttare via" a priori.

Buon decluttering a tutti!
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