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martedì 12 giugno 2018

Decluttering di primavera: la scatola dei ricordi


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Concludo la mia serie del decluttering di primavera (puoi leggere il resto qui) con una delle cose più difficili da eliminare: i ricordi e la corrispondenza. Io non sono una persona troppo sentimentale, ma comunque faccio difficoltà a separarmi da certe cose. So che sono solo oggetti che non mi servono, che metterò in un angolo della soffitta e che sapere che sono lì non mi cambia niente. Però nel momento in cui sono di fronte alla spazzatura, buttarli mi sembra proprio orribile.

Perciò ecco, se cercate consigli su come buttare via tutto, non li troverete qui. Però non è neanche vero che non butto niente, anzi. Mi sono imposta una buona organizzazione, che ho in piedi da molti anni e che per me funziona.

La scatola dei ricordi

Io mi organizzo con una scatola, dove man mano raccolgo tutto quello che può essere definito come "ricordi e corrispondenza". Lettere, cartoline, biglietti, ma anche il menù del pranzo di matrimonio, la bomboniera, i biglietti di ingresso a cinema e musei, il ricordino del viaggio o di una festa, etc. A meno che non sia lampante che non mi interessa e allora si butta subito (tipo le sorprese dell'uovo di Pasqua, il biglietto del treno, etc...), il resto io lo ripongo nella scatola. Questa scatola la tengo in un armadio a muro, facilmente accessibile, in modo che quando queste cose mi capitano per le mani, posso facilmente riporle, senza fatica (così non mi restano in giro facendo confusione).

Capite subito che la scatola deve avere certe caratteristiche. La scelgo di un buon cartone robusto, un po' alta e che possa contenere comodamente lettere e biglietti. Tutto quello che non entra nella scatola, perchè non ci sta, deve per forza essere talmente bello che allora lo considero qualcosa da tenere in casa (come potrebbe essere un sopramobile o un oggetto utile, che quindi non è solamente un ricordo) oppure viene donato/eliminato. L'unica eccezione è stata per il matrimonio, la cui scatola era decisamente più grande (è quella nera della Nespresso, in basso nella foto) e dove quindi ho potuto inserire anche cose più voluminose.

L'archiviazione

Nei mesi tutte queste cose si accumulano nella scatola dei ricordi, fino a riempirla. Arriva il momento di fare la cernita e di solito faccio questo lavoro quando arrivo ad una scatola e mezza o due scatole piene. In questo modo, pur eliminando alcune cose mi assicuro di archiviare solo scatole davvero riempite fino all'orlo. Poi ci applico l'etichetta con la data del periodo coperto e posso portarla in soffitta.

Quando faccio la cernita seguo più o meno queste linee guida:

- la corrispondenza: tengo solo cartoline o biglietti significativi. Se c'è scritto solo "tanti auguri di buon natale" oppure "tanti saluti dal mare", non mi faccio problemi ad eliminare. In fondo il loro scopo di mandare un saluto o un augurio lo hanno già svolto al momento del recapito. Se invece c'è un messaggio più profondo, mi fa piacere tenerlo.

- le bomboniere: ormai sono considerate bomboniere cose molto diverse, alcune sono fatte per essere tenute ed altre no. Se la bomboniera ha uno scopo come può essere un sacchetto per profumare gli ambienti, una cosa da appendere all'albero, etc. allora non ha senso tenerla in questa scatola e io le metto subito in uso. Se sono oggetti senza scopo, se mi piacciono li tengo come decorazioni (e allora li metto dove tengo le decorazioni), se non mi piacciono vengono eliminati o solo eccezionalmente tenuti in questa scatola, nel caso siano proprio piccoli piccoli (e devo anche essere in grado di dire subito a che evento appartiene...o sparisce).

- memorabilia: piccoli souvenir di viaggio, i biglietti dei concerti, piccoli ricordini di una festa, cose di questo tipo. Se sono significativi e mi ricordano qualcosa di davvero speciale, le tengo. Se invece sono biglietti di un film che neanche mi è piaciuto troppo oppure non ricordo a che evento ho portato a casa questa roba...ecco che sparisce. 

Per me è molto importante far passare del tempo tra il momento in cui metto questi oggetti nella scatola dei ricordi e quello in cui ne valuto il valore. Solo in questo modo infatti posso dire se quell'oggetto mi evoca qualcosa di piacevole oppure non mi ricorda proprio niente. 

Project life e l'agenda-diario

Quest'anno ho iniziato a dedicare più tempo ai miei ricordi. In particolare alle fotografie. Per anni ho solo collezionato centinaia di fotografie digitali, che non riguardo quasi mai. Una volta invece facevo gli album e li guardavo spesso. 

Così ho deciso di cominciare a stampare le foto e fare degli album fotografici, seguendo un po' l'idea del Project life (che è un modo di fare gli album usando anche decorazioni, una forma di scrapbooking, se sapete cosa vuol dire).


La cosa bella di questo tipo di album è che non si raccolgono solo fotografie, ma anche tutti i souvenir come possono essere i biglietti di ingresso, mappe, etc. E' un modo creativo di fare gli album fotografici. Senza entrare nel dettaglio, vi mostro una pagina dell'album del viaggio di nozze (le stelle coprono i nostri dati), dove ho raccolto oltre ad alcune foto, anche scritte, biglietti e memorabilia vari.

Quest'anno sto usando la mia agenda Happy Planner (potete vederla qui), sia per segnare appuntamenti, dati, etc, ma anche come diario personale. Non è un diario in cui scrivo chissà quali riflessioni (non è come quando tenevo il diario da adolescente), ma in pochissime righe descrivo un po' la mia giornata e il mio umore. Questo tipo di agenda è fatta anche per questo ed è pensata anche per tenerci fotografie e memorabilia.

Quando preparo queste pagine so di trovare il materiale che mi serve all'interno della scatola (così non stanno in giro aspettando che io abbia il tempo per dedicarmi a queste cose).

Ho scoperto che è un passatempo creativo piuttosto carino, anche per una come me che è proprio una frana con tutto ciò che è artistico e creativo. Se la cosa vi interessa posso parlarne in maggior dettaglio.

E voi? Come vi comportate con i ricordi? Buttate o tenete tutto?
Buon decluttering a tutti!

lunedì 21 maggio 2018

Decluttering di primavera: la bigiotteria


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Il decluttering primaverile continua nel guardaroba. Non parliamo di vestiti ma dei bijoux. Nel mio caso si tratta solo di bigiotteria. Io possiedo pochissimi gioielli e sono quelli che indosso tutti i giorni senza mai toglierli. Ho però un po' di bigiotteria accumulata negli anni, soprattutto quando ero più giovane. A meno che non siano pezzi che mi sono stati regalati, è quasi tutta roba acquistata durante i saldi per pochissimi euro.

Come dicevo prima fino a qualche anno fa mi capitava di usare qualche accessorio di questo tipo, ma ultimamente non è più nel mio stile. Allora inutile tenere queste cose, anche se non occupano molto spazio. Sono sicura che possono fare la felicità di qualcun'altro.


Così ho preso queste cose e le ho regalate ad una vendita di beneficienza. Voi riuscite a dividervi dalle cose che non usate più, anche se magari la loro presenza in casa non è un ingombro?
Io credo che se anche questo tipo di decluttering non fa una vera differenza in casa, sicuramente lo fanno allo spirito :)


Buon decluttering a tutti!

domenica 13 maggio 2018

Decluttering di primavera: le borse

decluttering di primavera 2018

Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Il decluttering primaverile continua nel guardaroba, passando alle borse. Io amo le borse, ne possiedo diverse, per diverse occasioni. Mi piace cambiarle secondo la stagione e di solito anche per il weekend (qui vi avevo parlato di come è organizzata la mia borsa).

La borsa in uso viene riposta nel mobile dell'ingresso (come è descritto qui), mentre le altre borse in uso "del periodo", stanno nell'armadio dell'ingresso  (ve ne avevo parlato qui). Il resto di borse, zaini e pochette stanno tutte insieme in dei contenitori, sempre nel mobile dell'ingresso. Infine quel paio di borse un po' più importanti, se attualmente non in uso, le tengo nei loro sacchetti prottettivi, all'interno nel mio armadio.

Insomma cominciate a capire che di borse in casa mia ce ne sono un po'....ed ogni tanto è anche giusto fare decluttering. Il mio scopo infatti era di passare da due contenitori ad uno solo.

per associazione mentale preferisco tenere qui la borsa dell'acqua calda :)

Ho tirato fuori tutto il contenuto dividendolo in categorie:
- borse grandi/zaini (tipicamente quelle che uso per viaggi, escursioni, giornate fuori porta)
- borsette da tutti i giorni
- pochette
- borse di tela
- borse da viaggio, intesi come gli organizzatori per valigie, le buste per le scarpe, etc. (del loro utilizzo ve ne avevo parlato qui)

divisione delle borse in categorie
Poi ho preso in considerazione una categoria per volta ed ho fatto una selezione, in base a queste considerazioni:
- continuo ad usarla spesso (sempre in base alle stagioni)
- ne ho acquistata un'altra che può sostituirla?
- è sempre in buono stato?

borse di tela, poche ma buone

Ad esempio le borse di tela sono comodissime, le tengo spesso all'interno della mia borsa come multiuso in caso di spesa, acquisti, bisogno di portare materiale cartaceo da o al lavoro... Me ne vengono regalate spesso e finisce che si accumulano. In questo caso ho deciso di tenere solo quelle con un valore sentimentale e regalare le altre. 

E voi? Come vi regolate con le borse?

Buon decluttering a tutti!

domenica 6 maggio 2018

Decluttering di primavera: in cucina


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

La serie del decluttering primaverile continua in cucina, questa volta mi sono occupata della credenza. I pensili della mia cucina sono profondi e subito ho messo sul fondo le cose che uso meno spesso. La verità è che queste cose non le uso mai: bicchieri spaiati o l'ennesimo servizio di tazzine che non ho mai usato da quando sono in questa casa.


Tanto vale avere dello spazio vuoto e dare queste cose a qualcuno che ne ha più bisogno di noi. Noi di certo non ne abbiamo. Ancora una volta la valutazione è stata fatta in base ai nostri bisogni. E' bastato chiedersi domande di questo tipo:
- Di quante tazzine da caffè ho bisogno anche nel caso di ospiti? 
- Quante volte è capitato davvero che avessimo bisogno di più di questo numero?
- Cosa abbiamo fatto in quel caso? E' stata la fine del mondo?

A volte ci convinciamo che potremmo avere bisongo di certe cose e preferiamo non eliminarle anche quando non le usiamo mai. Ma la verità è che avere più cose di quelle di cui abbiamo bisogno non ci aiuta. Non è semplice trovare il proprio equilibrio e capire quali sono le nostre necessità, ma possiamo cominciare piano piano e imparare ad ogni passo. Perciò non pensate che fare decluttering voglia dire eliminare tutto o tantissime cose tutte insieme. Anche eliminare una o due cose alla volta è già tanto.

Buon decluttering a tutti!

martedì 1 maggio 2018

Decluttering di primavera: i contenitori alimentari


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

La serie sul decluttering di primavera continua in cucina, con i contenitori per gli alimenti. Noi ne utilizziamo tanti perchè entrambi ci portiamo il pranzo al lavoro. Inoltre li usiamo per organizzare il cibo in frigorifero, soprattutto considerando che la domenica io approfitto per cucinare per la settimana (qui trovate tanti consigli al proposito). 


Se i contenitori sono in plastica vanno revisionati regolarmente. Se hanno cambiato colore (solitamente il bianco vira all'arancione), se sono graffiati e rovinati sarebbe meglio sostituirli, per evitare il rilascio di sostanze nel cibo.

Mi è capitato di assistere ad una seminario in cui si parlava degli effetti del biosfenolo A (noto anche come BPA). Il BPA mima gli estrogeni e pertanto può interferire su molteplici processi dell'organismo. In particolare può avere conseguenze sullo sviluppo neurale e pertanto può essere pericoloso per lo sviluppo fetale e dei bambini, ma non solo. Il seminario si concentrava sugli effetti cancerogeni. L'autorità euroopea per la sicurezza alimentare lo ha riconosciuto come un perturbatore endocrino e pertanto dovrebbe allargare le restrizioni del suo uso, che per il momento si limita ai biberon (da cui è stato bandito dal 2010).

E' difficile valutare quanto sia pericoloso scaldare il proprio cibo in un contenitore contenente BPA, ma quello a cui dovremmo fare attenzione è l'effetto cocktail. Il dosaggio degli ormoni è un equilibrio particolarmente sensibile e piccole alterazioni che si accumulano ogni giorno possono risultare in qualcosa di importante. Il BPA è contenuto in diversi tipi di plastica e non viene indicato, al contrario se ne è privo di solito i produttori ci tengono a farlo sapere con la scritta "BPA free".

Come misura preventiva, ho eliminato tutti i contenitori su cui non era indicato "BPA free". Ho acquistato dei contenitori in vetro, un po' meno pratici ma più sicuri. Lo stesso per le borracce, anche al lavoro io preferisco il vetro. Le bottiglie in plastica infatti non sono il metodo migliore per consumare l'acqua.

E voi? Che tipo di contenitori utilizzate per gli alimenti?

Buon decluttering a tutti!

mercoledì 11 aprile 2018

Decluttering di primavera: le decorazioni


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Il decluttering primaverile prevede oggi la categoria delle decorazioni. Con decorazioni intendo in realtà sia soprammobili e decorazioni varie, sia quello che serve per decorare i pacchetti regalo. Ho messo le due cose insieme perchè sono riposte insieme nello stesso mobile del salotto.


In queste scatole organizzo tutto il necessario per fare pacchetti: tra nastri, decorazioni e biglietti (mentre qui avevo parlato della carta regalo). Sempre in scatole tengo anche soprammobili e altre decorazioni, divisi secondo la stagione. Non teniamo molti soprammobili, perciò mi piace cambiarli secondo la stagione, in modo da poterli esporre tutti, ma non tutti insieme (ne avevo parlato qui).


Quando cambia la stagione e voglio cambiare le decorazioni, valuto un po' ciò che ho e a volta faccio un po' di decluttering. Molto poco, perchè ho solo cose che amo davvero. Ma a volte succede che le cose si accumulino senza rendersene conto, soprattutto perchè non sono cose che ci capitano sotto gli occhi tutti i giorni. E' per me infatti più facile dire "lo metto al suo posto" senza prendermi veramente il tempo di chiedermi se voglio davvero tenere quella cosa.

Mi capita che una carta regalo sia in perfetto stato e dico "potrei anche riutilizzarla". Se però non viene riposta perfettamente, si sgualcisce e non è più riutilizzabile. Magari la metto anche via bene, ma se si accumulano una sull'altra capita che poi si rovinino.

Allo stesso modo con le decorazioni per la casa che spesso mi vengono regalate. Se proprio non mi piacciono è facile decidere, ma magari mi piacciono e anche le uso. Se però nel corso degli anni finisce che ho accumulato dieci conigli pasquali, sicuramente non li esporrò tutti. Non amo mettere troppe cose fuori insieme, allora preferisco fare una cernita di quelli che amo un po' meno ed alternare gli altri.

E voi come vi comportate con le decorazioni?

Buon decluttering a tutti!

domenica 8 aprile 2018

Decluttering di primavera: le t-shirt


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male). In questo caso tutti i tessili sono stati portati

La serie del decluttering primaverile continua con le t-shirt per me e mio marito. Noi utilizziamo magliette a maniche corte tutto l'anno. Al lavoro fa molto caldo e mi capita di stare in maniche corte anche in inverno, mentre mio marito si veste sempre a strati...molti strati. Queste magliette vengono perciò lavate e rilavate di continuo. Capita perciò che i tessuti si rovinino o scoloriscano. In questo caso le magliette entrano nella categoria "per stare a casa".


Noi a casa amiamo vestirci comodi ed entrambi abbiamo dei capi che utilizziamo principalmente a questo scopo. Le tute o le felpe vengono acquistate appositamente, mentre le t-shirt sono di solito magliette che vengono "dismesse". Come ho detto prima può capitare che una maglietta che non sia più in perfetta forma per andare al lavoro, ma sia ancora perfettamente utilizzabile nel tempo libero. Io tengo sempre un paio di magliette che preferisco indossare a casa, per evitare di ritrovarmi durante la settimana senza la maglietta che volevo usare al lavoro.

Questo però non dovrebbe dare adito a collezioni di capi rovinati per stare a casa. Non ha senso accumulare magliette con i buchi se non le sistemiamo. Anche i vestiti che utilizziamo per casa dovrebbero comunque essere dignitosi.

Come sempre chiediamoci: di quanti vestiti ho bisogno? Anche nel caso peggiore in cui io non riesca a fare lavatrici per un tempo molto lungo, quante volte mi dovrei cambiare? Considerando che sono vestiti che si indossano solo nel weekend o un paio di ore la sera, quanto tempo ci vuole per considerarli sporchi?

Ognuno ha la propria risposta. Io ad esempio ho un paio di pantaloni di tuta che uso solo quando lavo con la candeggina, perchè sono già rovinati e quindi preferisco cambiarmi prima di iniziare i lavori, per evitare di rovinare un altro paio. Per quanto riguarda le t-shirt, per me un paio di magliette sono sufficienti e se anche queste si rovinano, preferisco eliminarle e sostituirle con qualche altra maglietta che può essere "smessa" dalla categoria "vestiti per il lavoro".

E voi avete dei vestiti che usate solo per casa? 

Buon decluttering a tutti!

mercoledì 21 marzo 2018

Decluttering di primavera: in bagno


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male). 

Cominciamo questa miniserie dedicata al decluttering di questo periodo (la lista completa la trovi qui). Ho iniziato dal bagno, ultimamente ho potuto approfittare di alcune offerte e ho fatto un paio di acquisti mirati. Per fare spazio a queste cosine nuove ho passato in rassegna cosmetici e creme che avevo nel bagno.Visto che c'ero ho fatto una capatina nel bagno del marito, che forse non è attento come me per queste cose e infatti ho trovato alcune creme da barba millenarie che avevano assunto un odore orribile.

Questo è uno dei pochi casi in cui decluttering significa davvero buttare via, perchè non è salutare usare cose andate a male. Con alcune eccezioni, che vedremo man mano. I principi per decidere cosa eliminare sono semplici.

Cambio di colore/odore/consistenza

Quando un prodotto cambia colore, odore o consitenza vuol dire che qualcosa nella sua composizione è cambiato. Continuare ad usarlo può essere controproducente o pericoloso. Potrebbero esserci componenti che sono andati a male, batteri che hanno proliferato e altre cose poco simpatiche, che di certo non ci vogliamo spalmarci in faccia.

Questo principio supera il concetto della data di scadenza. Non importa se una crema potremmo usarla ancora sei mesi, se ha cambiato odore o colore, meglio lasciare stare. In questo senso fate particolare attenzione agli olii ed i prodotti bio, che sono più soggetti a questi cambiamenti.


Proprio per questo è bene non fare grandi scorte di prodotti cosmetici. Meglio comprare man mano o al massimo quando stiamo veramente per finire il prodotto attualmente in uso (io faccio un eccezione solo per i saponi, ma anche li cerco di non esagerare troppo). L'ho imparato a mie spese, perchè mi è capitato di dover buttare via cose neanche usate perchè erano già andate a male.


La data di scadenza

Non so come sia in Italia, notmalmente sui prodotti cosmetici c'è la dicitura 6M, 12M, 24M, che indicano dopo quanti mesi dall'apertura un certo prodotto è da considerare scaduto. Ho sempre trovato un sistema poco efficace, perchè è vero che l'apertura mette il prodotto a contatto con l'ossigeno. Però quando compro un prodotto non so se qualcuno l'ha aperto per sentirne il profumo, oppure quanto tempo è restato sullo scaffale (magari alla luce) nel negozio, prima che noi lo acquistassimo. Adesso in Francia hanno iniziato a mettere la data di scadenza sui prodotti cosmetici.

Io ho preso l'abitudine di scrivere sul prodotto quando l'ho aperto (usando i pallini adesivi, come mostravo qua). E' molto utile per quei prodotti che non consumo molto velocemente. Poi non è che appena varcata la soglia della scadenza butto immediatamente il prodotto, ma almeno sono consapevole che devo sbrigarmi a finirlo nel giro di pochissimo e faccio molta più attenzione ai cambiamenti descritti sopra.

Menzione speciale per le creme solari. Le creme solari sono efficaci soltanto entro un anno. Per me che vivo in Svizzera, capite che un'intero tubo di crema solare per il corpo dura ben più di quel paio di settimane di sole (o di vacanze). In quel caso cerco di usarla come crema corpo, in modo da finirla al più presto. La crema solare per il viso invece la uso tutto l'anno e quindi il problema non si pone.

Cose che non uso più

Come comportarsi con creme e cosmetici che non usiamo? Se ho fatto un acquisto sbagliato o ho magari ricevuto qualcosa che non riesco ad usare, io cerco di darlo subito a qualche familiare. Certi tipi di cosmetici (come i trucchi per gli occhi) non dovrebbero essere condivisi, per evitare eventuali contagi. Però ci sono altri tipi di prodotti che invece non pongono di questi problemi. Per esempio profumi (meglio darli via subito, perchè con il tempo perdono il loro potere), o smalti. A proposito di smalti questa volta ho fatto una grande selezione (qui puoi vedere come organizzo tutto il necessario per la manicure).


Chi ben comincia è a metà dell'opera e in bagno ho fatto un bel decluttering. Non in tutti gli altri angoli della casa ho da eliminare altrettanto, ma qui è normale perchè i prodotti qui sono soggetti a deterioramento.

Buon decluttering a tutti!

lunedì 19 marzo 2018

Decluttering di primavera in 10 passi


La primavera per me porta pulizie, ma anche sempre una voglia di rinnovamento in casa. Nell'ultimo periodo ho portato avanti una sessione di decluttering generalizzato. 

Con decluttering si intende l'eliminazione del superfluo (se non sapete di che si tratta, ne ho parlato in dettaglio qui). Le cose vengono portate via da casa, non buttate via. I tessili li porto nei bidoni di raccolta, mentre tutto il resto dell'oggettistica le porto in quei centri di raccolta che organizzano mercatini di benificienza (io dono ciò che io non uso più e loro lo rivendono a prezzi simbolici e i soldi vanno in beneficienza).

Da quando ho imparato ad eliminare il superfluo, compro con più oculatezza. Di conseguenza non è che io avessi da eliminare tantissime cose. Però io quando faccio decluttering non sono mai drastica, faccio una certa fatica a separarmi da cose che penso mi possano servire prima o poi. Per questo motivo preferisco fare decluttering poco ma spesso. In questo modo infatti mi capita di ritornare sugli stessi oggetti nell'arco di qualche mese. Così se oggi mi sembra che questo oggetto possa ancora essermi utile (pur con qualche dubbio), magari fra un paio di mesi mi rendo conto che non lo è più.

Questa sarà una miniserie, che coprirà decluttering fatto in queste dieci categorie:

1. Bagno
8. Borse
9. Bijoux
10. Tecnologia

Bonus speciale: la scatola dei ricordi

E voi? Includete il decluttering nelle vostre pulizie di primavera?

Buon decluttering a tutti!

lunedì 24 agosto 2015

Come fare decluttering: cosa tengo e cosa lascio?

come fare decluttering

Continua la nostra serie sul decluttering. Non sai cos'è? Qui trovi la prima parte!

Oggi parliamo di metodi di decluttering, di possibili approcci e di come decidere cosa tenere e cosa no. Prima di cominciare ribadisco un paio di concetti:

1) Ogni persona è diversa: ci sono quelli che non si fanno problemi a buttare o comunque a volte sentono il bisogno di eliminare e ci sono quelli che invece non butterebbero via neanche la carta delle caramelle. Io sto nel centro, riesco ad eliminare perchè ne riconosco i benefici, ma non sono neanche il mazinga del decluttering. Siccome so che questo genere di guida è di aiuto a chi proprio non ce la fa a disfarsi del proprio superfluo, cercherò principalmente di mettermi nei loro panni.  Questi consigli saranno quindi generali, ma pensati per chi ha delle difficoltà con questa cosa.

2) Quando parlo di eliminare...non intendo necessariamente buttare nella spazzatura, ma semplicemente di far uscire gli oggetti dalla propria casa, nel modo che preferite voi. Ne riparleremo.

Come fare decluttering?
Dopo aver spiegato il perchè è importante eliminare il superfluo, oggi affrontiamo il come. 

Diciamo che volete fare spoglio nel vostro armadio di vestiti oppure nella dispensa o nel ripostiglio, dove volete. Magari sarà più o meno difficile  per voi fare le vostre scelte, ma il principio è sempre lo stesso.

1) Tiro fuori tutto o prendo un ripiano alla volta?
Secondo me dipende da voi, dalla vostra disponibilità di tempo e dalla difficoltà di quello che state andando ad affrontare.

Avete letto "Il magico potere del riordino"? Marie Kondo, una guru giapponese del decluttering, consiglia di tirare fuori tutto quello che appartiene alla stessa categoria. Per cui se stiamo vagliando i vestiti dovremmo tirare fuori tutto, da quelli nell'armadio, alle giacche e giacconi ai costumi da bagno...tutto! L'idea è quella di rendervi conto visualmente che probabilmente avete davvero troppa roba.

Può funzionare se avete davvvero tanto tempo da dedicarci e nessun bimbo intorno. Altrimenti è meglio procedere che ne so un'anta alla volta, un ripiano, un cassetto al giorno. Perchè? Perchè meglio cominciare e finire il lavoro, piuttosto che non iniziarlo affatto oppure lasciare in giro pile di cose "perchè non ho avuto tempo di finire". Quindi vi consiglio di fare una valutazione obiettiva di quanto pensate di riuscire a fare prima di cominciare...e svuotare di conseguenza.

Una buona cosa però potrebbe essere quella di dire che ne so "questa settimana faccio spoglio nell'armadio" e magari finire davvero nell'arco di una settimana e non di sei mesi. Piuttosto lasciare stare qualche pulizia, ma dedicare ogni giorno un po' di tempo a questa attività. In questo modo sarete fresche nel ricordare cosa avete già preso in considerazione nei giorni precedenti. (Ovviamente questo discorso dipende da quanto è grande la quantità di cose che state riordinando).

2) Il metodo delle tre pile
Bene, avete scelto il vostro ripiano e tirate fuori tutto. L'idea adesso è quella di creare tre pile. 
Le classiche guide del decluttering consigliano di fare una pila delle cose da tenere, una pila per quelle da buttare e una pila di quelle da regalare o vendere. Divise le cose, si pulisce il ripiano e si ripongono solo le cose da tenere.
Facile no?

Ecco. Io che non sono il Mazinga del decluttering ho bisogno di procedere a passi più piccoli e creo le pile del "si, no e forse". Mentre svuoto il ripiano e tiro fuori le cose, le divido già in queste pile.
Nota: Considerate l'eventualità di creare anche la pila del "da spostare da un'altra parte", soprattutto se state facendo pulizia in una stanza dove c'è roba di vario genere, come un ripostiglio o un armadio a muro...c'è sempre qualcosa che non si sa come sia finito là.

Mentre svuoto ci sono delle cose che sono certa di tenere senza il minimo dubbio, perchè mi servono proprio oppure perchè sono tra le mie cose preferite. Ci sono anche cose che invece possono sinceramente essere eliminate senza bisogno di pensarci sù, come le riviste vecchie ormai lette e rilette o quel paio di mutande che hanno completamente perso l'elastico...
Nota: se state facendo pulizia della dispensa controllate la data di scadenza dei prodotti man mano che li togliete dagli scaffali....ecco che la pila dei no potrebbe aumentare magicamente!

Tutto il resto va nei forse. Non perdete troppo tempo a pensare in questa fase. State solo tirando fuori le cose dai ripiani e istintivamente raccogliete gli oggetti in gruppi. Nella pila dei forse mettete tutto quello che vi è indifferente, cose che non avete usato da tempo e cose che magari avete tenuto senza sapere bene come usarlo. Ribadisco questo non è il momento di fare le scelte perciò non siate timorosi.

Svuotato tutto? Prendetevi un momento e date una passata veloce al ripiano.

3) Il controllo della dogana
A questo punto è arrivato il fatidico momento di prendere delle decisioni, vedere chi passa il controllo della dogana e chi no. Riguardate le vostre pile. Probabilmente ci sono due scenari possibili:

1) Avete fatto una ragionevole pila del sì e una ragionevole pila del forse. Magari siete anche state così brave da riuscire a fare pure una pila del no che possa chiamarsi pila.

2) La pila del sì è fa invidia al deposito di Zio Paperone, la pila del forse ha sì e no tre cose e la pila del no contiene solo un appendino rotto (immaginando che stiate pulendo il vostro armadio).

Anche se la seconda opzione è quella che vi descrive meglio non abbiate paura. Fare le pile è un buon esercizio da continuare a mettere in pratica, più vi abituerete a eliminare il superfluo, più sarà facile dividere gli oggetti in pile. Ma bisogna sempre partire da qualcosa e già se avete deciso di fare ordine, siete sulla buona strada.

Adesso procediamo con una pila alla volta e partiamo sempre dalla pila del sì e poi quella del forse. 
Quella del no...sarebbe meglio non riprenderla in considerazione, ma ne riparliamo dopo.

Come scegliere cosa tenere e cosa no?
Ricontrolliamo pezzo per pezzo prima di riporlo e rispondiamo a queste domande.
 

1) E' un oggetto che uso spesso?
Se sì e siamo anche felici di usarlo, possiamo riporlo.
Ci sono però oggetti che usiamo anche se non ci piacciono o sono rovinati, per il semplice fatto che non abbiamo altro o non ce lo possiamo permettere. In questo caso quello che faccio io è tenere con riserva. Cosa vuol dire? Che userò questi oggetti finchè non avrò la possibilità di comprarne di nuovi, a patto che appena farò il nuovo acquisto mi impegno a eliminare questi che non amo/sono rovinati. Magari mi faccio una lista di quello che mi serve...anche se non ci sono i soldi per comparle, una lista è sempre utile, anche da rimuginarci su per capire cosa serve davvero.

2) Se non lo uso spesso è solo perchè non ce n'è l'occasione oppure perchè di solito preferisco usare altro? 
Ci sono delle cose che si tengono anche se non vengono usate spesso, per il semplice fatto che servono per occasioni specifiche. In questi casi è bene fare un discorso di "qualità piuttosto che quantità"....inutile tenere dieci vestiti da sera elegantissimi se poi abbiamo solo una o due occasioni l'anno per indossarli. In questo caso sarebbe saggio tenerne solo un paio di quelli dal taglio più classico e versatile e soprattutto che ci calzano a pennello. Comunque anche di questo ne riparleremo più avanti.

3) E' un oggetto che amo? Mi rende felice usarlo o guardarlo? 
Anche se la risposta è sì, prima di riporre l'oggetto vi prego di fare alcune considerazioni. Gli oggetti che amiamo avrebbero il diritto di essere usati/esposti (anche se per un periodo di tempo limitato nell'arco dell'anno). Se non volete avere la casa con troppe cose esposte, magari decidete di fare una rotazione delle cose da usare, tra tutte quelle che amate. Magari vi renderete conto che alcune cose che credete di amare in realtà non vi piacciono più, perchè non vi fa più piacere vederle in giro.

Se invece sono oggetti che amiamo ma non esponiamo, perchè magari non sono più adatti allo stile della nostra casa oppure sono ricordi, vale davvero la pena di conservarli?
Se li teniamo dentro un armadio al chiuso e magari neanche li guardiamo mai...se li prendiamo in mano solo ed esclusivamente in occasione di questi momenti di riordino e immancabilmente ci diciamo "non lo posso buttare"....se vi riconoscete in queste descrizioni, vi do qualche suggerimento.

Se la casa è troppo piena e c'è bisogno di fare spazio, capite anche voi che non si possono tenere tutti i ricordi! Bisogna dare valore anche ai propri ricordi: il primo tema sulla mamma di nostro figlio non ha lo stesso valore di una cartolina di amici che sono andati a Riccione. Anche se ci ha fatto piacere ricevere la cartolina, non è che tenere quella cartolina nell'armadio ci ricorda i nostri amici. Stessa cosa per le bomboniere, tanto più se sono brutte... tenerle nascoste nell'armadio non è che fa piacere a chi ce le ha regalate, non ci ricorda il giorno del matrimonio/battesimo e soprattutto non ha lo stesso valore di quella bella statuina che ci siamo comprati durante il viaggio di nozze.

Prendiamo tutti questi oggetti che ci ricordano le cose, che siano vestiti, lettere o bomboniere.
Io non dico di buttare via tutto, io sono molto sentimentale. Però ci sono cose che vale la pena di ricordare tenendo in mano un certo oggetto e altre che invece non hanno poi così importanza e magari possiamo fare a meno di avere la prova fisica che sono avvenute. Perchè tenere intere scatole di vestiti dei figli quando erano neonati, quando si può tenerne un paio, i più belli e quelli a cui siete più affezionati e magari fotografare gli altri, prima di donarli a qualcuno?
Forse non c'è bisogno di tenere dieci t-shirt souvenir dei viaggi se non le usiamo mai, quando possiamo invece guardarci le fotografie del viaggio che abbiamo fatto, ricordando davvero e in modo più vivido quello che abbiamo visto in giro.
Se abbiamo pacchi di cartoline, biglietti o riviste vecchie che non guardiamo mai. Perchè non tenere solo quelle più belle? Magari ne facciamo un album di cartoline o di articoli che ci interessano da sfogliare. La stessa cosa per i capolavori dei nostri figli...scegliamo insieme quelli più belli da tenere, ma gli altri e anche i lavoretti ingombranti che ogni tanto portano a casa...perchè non fotografarli e basta? Magari con il bambino che li regge. Poi possiamo stampare un fotolibro con tutti questi ricordi, in cui vedremo il bimbo che cresce insieme alle sue abilità creative.

Come potete vedere ci sono molte alternative al fatto di conservare tutto gelosamente, senza necessariamente perdere i ricordi. Possiamo sfruttare la tecnologia, scannerizzando e fotografando documenti e oggetti. Non è la stessa cosa? Non sarà neanche la stessa casa, se riuscirete ad eliminare tutte queste cose e fare spazio nei vostri armadi.


Come vincere i dubbi e le paure?
Abbiamo quindi salvato tutto quello che usiamo e che amiamo. Eppure ci sono tante altre cose che insistiamo a tenere per altri motivi, dettati da dubbi, paure e soprattutto la seccatura di averci speso dei soldi. Ecco qui alcune delle obiezioni più comuni e qualche consiglio per combatterle.

1) Mi è stato regalato e mi secca buttarlo per non fare dispiacere
Un regalo viene fatto col cuore, ma a volte viene fatto...perchè deve essere fatto. Vi è mai capitato di trovarvi a fare un regalo di compleanno, Natale, battesimo o che altro senza avere idea di che prendere? e magari regalare qualcosa senza averci messo troppo impegno? Magari a voi no, ma non è detto che chi vi ha fatto quel regalo lo abbia necessariamente scelto con tutti i crismi. Non dico che sia così per tutti i regali, i gusti sono gusti e magari se uno ti regala un nano da giardino potrebbe farti un piacere quanto uno sgarbo, ma magari è convinto di averti fatto un regalo magnifico. Però questo non mi sembra un motivo sufficiente per tenerlo in garage a prendere polvere.
Lo stesso vale per le bomboniere: magari hanno scelto quell'orrore perchè in quella fascia di prezzo non c'era altro e si sentivano in dovere di farle lo stesso. Ecco...perchè vi dovete tenere in casa queste cose? A tenerle chiuse in armadio credete che faccia più piacere a chi ve le ha regalate, rispetto al fatto di vedere che siete felici nella vostra casa ordinata?

2) Mi secca perchè ci ho speso dei soldi
E' vero. Puoi sempre cercare di recuperarli vendendo l'oggetto in questione.
Ma a parte questo il vero ragionamento è un altro: hai speso dei soldi per un oggetto che non hai usato o hai usato poco e adesso è lì che occupa spazio nell'armadio. Eliminarlo ti sembra uno spreco di soldi, ma anche non usarlo di fatto è uno spreco di soldi. Non solo conservarlo senza usarlo è uno spreco di soldi, ma è pure uno spreco di spazio che crea frustrazione. Ci dispiace perchè abbiamo speso senza poter sfruttare il nostro acquisto e ci sentiamo in colpa perchè lo teniamo, ma continuiamo a non usarlo. Inoltre ci ritroviamo con roba un po' dapperttutto, la casa è un caos e ci ritroviamo a dover tenere in disordine le cose che amiamo, perchè i nostri armadi sono pieni di cose che invece ci provocano risentimenti di questo genere. Di fatto non staremo ancora spendendo soldi veri per tenere questi oggetti, ma di sicuro spendiamo energie e serenità che viene perduta nei meandri dei nostri armadi. Ogni volta che ci si propone la questione "tenere o non tenere" siamo di fronte ai nostri errori. Impariamo a perdonarci gli errori: togliamoci questo "dito puntato" dalla vista, abbracciamo lo spazio libero conquistato ed impariamo dai nostri sbagli. Questo percorso di decluttering serve anche ad imparare a fare gli acquisti in maniera più oculata.

3) E se poi mi serve?
Questa è la paura più grande di tutte. Buttare e poi pentirsene.
Come risolvo questa questione? Con i numeri! Già perchè se la motivazione principale per tenere una cosa è la paura che mi possa tornare utile....bisogna fare un calcolo delle probabilità.
Solitamente questo tipo di ragionamento lo facciamo per oggetti come servizi di piatti, pentole, sacchetti di plastica o carta, trucchi, smalti, vestiti.
Lasciamo fuori i vestiti su cui magari scriverò un post a parte, per tutto il resto bisogna considerare l'uso reale e quello potenziale che facciamo di un oggetto. Prendiamo per esempio i sacchetti di plastica: li teniamo perchè metti che poi mi serve ed effettivamente li si può utilizzare per un sacco di cose. Anche io li tengo, il problema infatti non è tenerli...ma quanti tenerne. Quando iniziano ad essere troppi, diventano ingombranti...magari facciamo un sacchetto pieno di sacchetti e ogni volta che ce ne serve uno, quello che peschiamo non è della dimensione giusta. Ogni volta è un caos.
Si può conservare i sacchetti, ma è bene conservarne un numero giusto. In fondo immaginate quanto tempo ci può volere per consumarli tutti, pensate che da qui a quel giorno non ne recupererete altri in giro?

Questo tipo di ragionamento si può applicare a tante altre cose, che tante persone conservano in casa in quantità eccessive. Cose che teniamo a casa in caso di emergenza, farmaci che poi finiscono per scadere, scorte alimentari e trucchi. Cerchiamo di tenere in casa un numero adeguato di cose, in base alla necessità della nostra famiglia senza eccedere.
Nota: non sto dicendo di buttare via cibo non scaduto. Sto cercando di far riflettere sulla tendenza all'accumulo. Il lavoro di decluttering è un percorso che ci insegna anche a valutare qual è la giusta quantità di cose da avere in casa, in modo da poter vivere tranquilli senza dover correre a comprare cose ogni giorno (che non è neanche economico), ma avendo una casa vivibile dove è possibile mantenere un certo ordine.

Parliamo di pentole. A meno che non siamo grandi cuochi, la maggior parte delle lavorazioni possono essere preparate anche se non abbiamo quella esatta pentola o tortiera della giusta forma e dimensione. Ci vuole solo un po' di elasticità. Molte persone si dilettano con la pasticceria e questo richiede molti strumenti. E' vero una tortiera sfiziosa fa sempre piacere...ma quante tortiere di forme strane avete? Ogni quanto le usate? Ha senso ingombrare un intero ripiano della cucina per questo?
Non sto dicendo che non capiterà la volta  che avreste tanto voluto avere ancora quella determinata tortiera, ma si può fare una scelta e non credo che se l'avete usata poco fino ad adesso non potrete vivere senza.

Ricordatevi cosa dicevamo dei giocattoli dei bambini, perchè le cose dei figli si eliminano e le nostre no?

Quante cose tenere?
Vorrei finire con una domanda che è la naturale conclusione di quello che abbiamo appena detto riguardo alla paura del "e se poi mi serve".

Come si fa a sapere quante cose bisogna tenere?
Non c'è una formula magica, tutto dipende dalle vostre esigenze, dalle vostre abitudini, dalle vostre passioni e dalla vostra famiglia.

Non esiste il numero giusto, esiste solo il numero adatto a voi. Questo vale per tutto. Quante gonne o pantaloni, quante tute, quanti vestiti eleganti e quante scarpe dipenderà dal vostro stile, dal vostro lavoro, dal fatto che andata o no in palestra, a ballare o a eventi mondani.
 
Quanti servizi di piatti, posate o bicchieri dipende da quanti siete in famiglia. Fate spesso cene con tanta genta a casa? Allora bisognerà pensare di averne abbastanza per tutti, ma se a cena non siete mai più di sei persone perchè il vostro soggiorno è striminzito, capirete che è inutile stipare gli armadi con tre servizi da 12. Anche se ve li hanno regalati.

Quante tovaglie, asciugamani, paia di lenzuola. Anche qua dipende un po' dai gusti e dalle abitudini. Certo è che se avete un intero armadio dedicato solo agli asciugamani e siete in due, forse è un po' troppo. 

Più procederete con questo lavoro di alleggerimento più capirete qual è il numero giusto di cose da conservare in casa, ma mi dispiace non c'è nessuno che vi potrà dire il numero esatto per voi.

E se io proprio non ce la faccio a disfarmene?
Avete finito di rispondere a tutte le domande...avete capito quali potrebbero essere le cose da eliminare...ma proprio non ce la fate. 
Invece di portare fuori casa, mettete tutto dentro una scatola, chiudetela e scriveteci sopra la data. A questo punto portate la scatola fuori dalla vista, in garage, in soffitta, in un posto che non vi ingombri casa.

Continuate il vostro lavoro di decluttering e tutto quello che non proprio non ce la fate, inscatolate e mettete da parte. Aspettate sei mesi o anche un anno e poi riprendete in mano quelle scatole. Ora potete decidere se buttarle ad occhi chiusi o eventualmente fare ancora una valutazione di cosa tenere e cosa no. 

A che scopo?
1) Se non riuscite a separarvi dalle vostre cose, perchè sentite di non farcela...non state eliminando niente. Le state solo portando in un altro luogo, ma sono ancora vostre e raggiungibili.
2) Metti che davvero qualcosa vi serva, non l'avete buttata via e potete andare a riprenderla.
3) Nel frattempo avete fatto spazio in casa e comincerete a capire il beneficio di sentirvi più sereni, la casa è più ordinata, voi siete meno stressate e anche la vostra famiglia si sentirà meglio.
4) Avrete imparato quali sono i criteri per capire cosa vi fa stare bene, cosa amate e cosa vi piace tenere in casa, ora che la vostra casa è un luogo sereno dove vivere e condividere
5) Se vorrete riguardare il contenuto di queste scatole lo farete con occhi diversi e un cuore più forte. Sarete più sicure di voi e di cosa vi fa piacere e saprete scegliere serenamente.

Per chi non sa cosa vuol dire avere una casa ordinata oppure non crede di averne bisogno (perchè appunto non lo sa), provare con questo metodo non costa nulla. Proprio perchè non richiede scelte drastiche ed immediate.
Perchè allora non cominciare?

Buon decluttering a tutti!

sabato 22 agosto 2015

Fare decluttering: impararare ad eliminare il superfluo

come fare decluttering

Cosa vuol dire decluttering?
E' un termine inglese che significa eliminare il superfluo, fare spoglio e buttare via ciò che non serve più. 

Il problema del disordine è strettamente legato all'accumulo di cose. Non è facile rimettere le cose a posto, se non c'è un posto dove riporre le cose. Fare le pulizie e mantenere l'ordine diventa molto più semplice in una casa dove le superfici sono libere e ogni cosa ha un suo posto. Non solo per noi, ma anche per i nostri familiari. 

L'accumulo di cose è un segno del nostro tempo: la disponibilità economica, e anche di spazio, ha fatto sì che negli anni le nostre case si siano riempite di tantissimi oggetti. L'ombra della guerra per le generazioni precedenti e della crisi per quelle di oggi ci instilla poi la paura di buttare via. C'è sempre in agguato il pensiero "e se poi mi serve?" oppure il pensiero che "però è costato dei soldi". 

A questo si aggiunge la componente affettiva: i ricordi e i regali sono difficili da eliminare, anche quando ci fanno stare male oppure proprio non ci piacciono. Piuttosto di disfarcene ci riempiamo gli armadi. Morale della favola? Abbiamo gli armadi pieni di cose che non ci servono o non ci piacciono e il soggiorno e le camere invase di roba in giro.

Perchè dovrei eliminare la mia roba?
Qui entriamo in una sfera personale. Come dico sempre siamo fatti tutti diversi. Prendete quello che scrivo come delle riflessioni, in cui io mi metto nei panni di diverse persone, con più o meno attaccamento agli oggetti. Ci sarà chi si riconoscerà in queste parole e chi no.

L'idea di buttare via le vostre cose è un colpo al cuore? 
Molte persone mi scrivono dicendo che il loro problema più grande è che non riescono ad eliminare niente e si ritrovano gli armadi pieni di vestiti e oggetti che non usano, ma da cui non riescono a separarsi.

Questa tendenza può davvero rivelarsi un problema serio, che può sfociare in un atteggiamento compulsivo. Lasciando perdere i casi estremi e non avendo nemmeno la pretesa di poter fare gli psicologi, vorrei solo proporre qualche riflessione.

Io non sono una che non è capace di buttare via, ma provengo da una famiglia dove invece c'è questa tendenza (e anche mooooooolto forte). Quindi il senso di colpa nell'eliminare è profondo in me. Ciononostante, negli anni ho imparato a capire qual è il mio reale bisogno di certe cose, a riuscire ad eliminare ciò che davvero non mi serve e soprattutto ad evitare di accumulare cose nuove se non ne ho bisogno.

Voglio dunque proporvi una mini-serie sull'arte di eliminare il superfluo. 
Nei post successivi parlerò più in dettaglio di come fare spoglio, metodi per decidere cosa tenere e cosa no e soprattutto come non ricadere nel tunnel dell'accumulo.
Oggi però partiamo con qualche riflessione sul perchè c'è bisogno di eliminare il superfluo...niente formule magiche o considerazioni da minimalista. Solo alcune riflessioni che lascio fare a voi stessi...

Facciamo un gioco...
Tornando alla domanda del perchè c'è bisogno di eliminare, vi faccio un esempio. Pensate ai vostri figli e se non li avete magari pensate ai figli dei vostri amici o se siete giovani a quando voi eravate bambini.

Quante cose hanno i vostri figli? 
La risposta più comune è troppe. Sicuramente ci sono i giochi preferiti, quelli che magari usano solo in certe occasioni (dal vestito della festa...al gioco in scatola da fare con almeno altri due bambini che quindi non potranno usare se sono da soli) e quelli che sono mesi che non guardano...ma che diventano importantissimi se voi minacciate di darli via.

Pensate ora a voi stessi e magari al vostro armadio, ai vostri sopramobili o alla vostra collezione di tazze. Vi riconoscete in questa descrizione? Quante cose non prendete in mano da mesi...ma non siete in grado di eliminare posti di fronte alla questione "tenere o non tenere?"

Li riescono a mettere a posto oppure è sempre un caos?
Magari avete fornito ai vostri figli delle ceste per riporre i loro giochi, le loro matite, etc. Però è una battaglia continua. E soprattutto loro si chiedono "perchè sistemare tutto se fra un'ora tiro di nuovo tutto fuori?"

E' difficile mettere a posto quando c'è troppa roba. Forse con meno cose in giro e uno spazio apposito per ogni gioco...sarebbe più semplice fare ordine. Inoltre le cose che davvero sono le più usate sono quelle che è logico tenere a vista.

Ora pensate di nuovo alla vostra roba...come vi piace avere a portata di mano i vostri utensili in cucina. A come invece non si riesce mai ad avere la dispensa a posto...oppure i contenitori degli alimenti, i trucchi...
Il principio che vale per i vostri figli, vale anche per voi. Con meno roba in giro fare le pulizie è più veloce. Inoltre avere meno cose vi fa apprezzare di più ciò che amate e usate più spesso. Ci sono cose in casa che omai sono diventate invisbili perchè soffocate da tutto il resto...vi ritrovate?

I figli crescono, le taglie cambiano..e si eliminano i vestiti piccoli.
E' naturale, loro non possono più indossarli. I vestiti vengono donati a fratelli, cugini, amici più piccoli.

E voi? Riuscirete mai ad entrare di nuovo in quei jeans che avete nell'armadio da almeno dieci anni, aspettando di dimagrire? Oppure ad indossare finalmente quella bella gonna "che non ho mai messo perchè non si abbinava a niente, ma mi piaceva...anche se però adesso non si usa più tanto quella fantasia".

Eliminare i vestiti dei figli è più facile perchè siamo sicuri che a loro non serviranno più, mai più... mentre a noi il dubbio resta sempre. Intanto abbiamo gli armadi stipati e neanche ci ricordiamo cosa c'è dentro. Facciamo fatica a trovare quello che ci serve e alla fine mettiamo sempre quelle quattro magliette che sono le ultime che sono state lavate...perchè appunto sono lì facili da trovare.

Eliminate i giocattoli rotti o quelli che non usano più?
E' facile (si fa per dire...) far sparire un giocattolo che è rotto oppure che non viene calcolato da mesi. Perchè lo facciamo? Perchè ad ogni Natale e compleanno nonni, zii e amici riempiono i nostri figli di cose nuove, nonostante le nostre minacce/preghiere/raccomandazioni disperate di fronte all'innegabile mancanza di spazio in casa.... Quindi prendiamo da parte il nostro bimbo e gli spieghiamo che c'è assolutamente bisogno di fare spazio e che bisogna rinunciare a qualcosa. Poi magari i giochi inutilizzati li portiamo all'asilo e spieghiamo ai nostri figli quanto sia un bel gesto quello di donare.

Bravissimi.
Ora perchè non siamo in grado di fare lo stesso con i nostri giochi? Perchè i loro giochi rotti li buttiamo, anche se sì, sono costati dei soldi...mentre i nostri magari stanno in un angolo per mesi "in attesa di essere riparati" e con la certezza quasi matematica che non accadrà mai. Perchè per i nostri oggetti è difficile dire "è rotto, lo butto", ma piuttosto pensiamo "metti che un giorno serva, posso sempre metterlo a posto". Intanto però occupa spazio e ci crea anche una buona dose di disagio mentale ogni volta che lo vediamo.

Perchè i loro regali possono essere dati via se a loro non interessano più, mentre a noi secca buttare via delle bomboniere orribili, solo perchè mi dispiace fare un torto a chi me l'ha regalata?
Perchè nel loro caso c'è bisogno di fare spazio è una motivazione sufficiente ma per noi no?
Perchè ci sembra che un bambino che ha tante cose può tranquillamente fare a meno di quelle che non usa e non gli servono più. Noi invece siamo così legati ai nostri sentimenti, ai ricordi e alle motivazioni economiche, che ci sembra di non riuscire a staccarci dai nostri oggetti.

Con questo non voglio assolutamente dire che i bambini non sono sentimentalmente legati ai loro giochi e che è giusto buttarli via. Io ricordo ancora quando mia mamma mi ha costretto a portare all'asilo il mio Monchichi, uno scimmiotto orribile, di plasticaccia dura e ricoperto di una fantastica pelliccia sintetica azzurro fluo, enorme perchè era grande quanto me. Immagino che le venisse un mezzo infarto ogni volta che vedeva quel coso...ma io non gliel'ho perdonato per anni.

Pensiamo però anche al disagio che creano in noi gli oggetti che teniamo solo perchè non ce la sentiamo di buttare. Sensi di colpa perchè non ci prendiamo cura di ciò che non usiamo, si è rotto, cose che magari abbiamo preso ma sono ancora incartate o con il cartellino. Cose che stanno lì ad osservarci in mucchi, a prendere polvere e che ai nostri occhi ci rinfacciano la nostra incapacità di gesitre casa, di tenere in ordine.

Tutti questi sensi di colpa, tutti questi ingombri...ci portano via spazio in casa ma anche la possibilità di essere felici. Felici perchè la nostra casa è in ordine, felici perchè gli oggetti che ci circondano sono davvero quelli che noi amiamo.
E' per questo che è importante imparare ad eliminare il superfluo, anche se ci è costato dei soldi, anche se buttare ci fa stare male.

In conclusione
Quello su cui vorrei farvi riflettere è che se riusciamo a giustificare questa cosa ai nostri bimbi, dovremmo essere in grado di fare un discorso simile anche a noi stessi. Con gli oggetti dei nostri figli siamo molto più oggettivi e razionali, mentre con i nostri non riusciamo a staccarci da certi ragionamenti dettati dal cuore o dalle tasche. Eppure il principio è lo stesso.

Allora quando siamo in dubbio se tenere oppure no, se ci diciamo che non si sa mai oppure che non vogliamo eliminare una certa cosa...pensiamo di guardare questo oggetto con gli occhi di un genitore verso il gioco del figlio.

Certo una tazza vi sembrerà più utile di una trottola in plastica... Ma se voi avete venti tazze (e in casa siete in quattro) e vostro figlio pure ha venti trottole....capirete che in entrambi i casi forse ne avrete troppe. Le trottole non usate finiscono all'asilo...mentre le tazze restano in armadio perchè non si sa mai...mentre il bancone da lavoro è sempre ingombro di roba e non riuscite mai ad usarlo per il suo scopo.

Capite il senso? O meglio il non-senso...

Una precisazione finale
Chiariamo subito che quando parlo di eliminare non intendo buttare via letteralmente, ma semplicemente far uscire un certo oggetto dalla nostra casa. Ci sono molti modi di eliminare: donare a conoscenti, donare a chi ne ha più bisogno, vendere, scambiare e sì a volte anche buttare nella spazzatura. Nei prossimi post parleremo anche di questo, ma volevo che fosse chiaro che non è che qui si parla di "buttare via" a priori.

Buon decluttering a tutti!
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