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martedì 12 giugno 2018

Decluttering di primavera: la scatola dei ricordi


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Concludo la mia serie del decluttering di primavera (puoi leggere il resto qui) con una delle cose più difficili da eliminare: i ricordi e la corrispondenza. Io non sono una persona troppo sentimentale, ma comunque faccio difficoltà a separarmi da certe cose. So che sono solo oggetti che non mi servono, che metterò in un angolo della soffitta e che sapere che sono lì non mi cambia niente. Però nel momento in cui sono di fronte alla spazzatura, buttarli mi sembra proprio orribile.

Perciò ecco, se cercate consigli su come buttare via tutto, non li troverete qui. Però non è neanche vero che non butto niente, anzi. Mi sono imposta una buona organizzazione, che ho in piedi da molti anni e che per me funziona.

La scatola dei ricordi

Io mi organizzo con una scatola, dove man mano raccolgo tutto quello che può essere definito come "ricordi e corrispondenza". Lettere, cartoline, biglietti, ma anche il menù del pranzo di matrimonio, la bomboniera, i biglietti di ingresso a cinema e musei, il ricordino del viaggio o di una festa, etc. A meno che non sia lampante che non mi interessa e allora si butta subito (tipo le sorprese dell'uovo di Pasqua, il biglietto del treno, etc...), il resto io lo ripongo nella scatola. Questa scatola la tengo in un armadio a muro, facilmente accessibile, in modo che quando queste cose mi capitano per le mani, posso facilmente riporle, senza fatica (così non mi restano in giro facendo confusione).

Capite subito che la scatola deve avere certe caratteristiche. La scelgo di un buon cartone robusto, un po' alta e che possa contenere comodamente lettere e biglietti. Tutto quello che non entra nella scatola, perchè non ci sta, deve per forza essere talmente bello che allora lo considero qualcosa da tenere in casa (come potrebbe essere un sopramobile o un oggetto utile, che quindi non è solamente un ricordo) oppure viene donato/eliminato. L'unica eccezione è stata per il matrimonio, la cui scatola era decisamente più grande (è quella nera della Nespresso, in basso nella foto) e dove quindi ho potuto inserire anche cose più voluminose.

L'archiviazione

Nei mesi tutte queste cose si accumulano nella scatola dei ricordi, fino a riempirla. Arriva il momento di fare la cernita e di solito faccio questo lavoro quando arrivo ad una scatola e mezza o due scatole piene. In questo modo, pur eliminando alcune cose mi assicuro di archiviare solo scatole davvero riempite fino all'orlo. Poi ci applico l'etichetta con la data del periodo coperto e posso portarla in soffitta.

Quando faccio la cernita seguo più o meno queste linee guida:

- la corrispondenza: tengo solo cartoline o biglietti significativi. Se c'è scritto solo "tanti auguri di buon natale" oppure "tanti saluti dal mare", non mi faccio problemi ad eliminare. In fondo il loro scopo di mandare un saluto o un augurio lo hanno già svolto al momento del recapito. Se invece c'è un messaggio più profondo, mi fa piacere tenerlo.

- le bomboniere: ormai sono considerate bomboniere cose molto diverse, alcune sono fatte per essere tenute ed altre no. Se la bomboniera ha uno scopo come può essere un sacchetto per profumare gli ambienti, una cosa da appendere all'albero, etc. allora non ha senso tenerla in questa scatola e io le metto subito in uso. Se sono oggetti senza scopo, se mi piacciono li tengo come decorazioni (e allora li metto dove tengo le decorazioni), se non mi piacciono vengono eliminati o solo eccezionalmente tenuti in questa scatola, nel caso siano proprio piccoli piccoli (e devo anche essere in grado di dire subito a che evento appartiene...o sparisce).

- memorabilia: piccoli souvenir di viaggio, i biglietti dei concerti, piccoli ricordini di una festa, cose di questo tipo. Se sono significativi e mi ricordano qualcosa di davvero speciale, le tengo. Se invece sono biglietti di un film che neanche mi è piaciuto troppo oppure non ricordo a che evento ho portato a casa questa roba...ecco che sparisce. 

Per me è molto importante far passare del tempo tra il momento in cui metto questi oggetti nella scatola dei ricordi e quello in cui ne valuto il valore. Solo in questo modo infatti posso dire se quell'oggetto mi evoca qualcosa di piacevole oppure non mi ricorda proprio niente. 

Project life e l'agenda-diario

Quest'anno ho iniziato a dedicare più tempo ai miei ricordi. In particolare alle fotografie. Per anni ho solo collezionato centinaia di fotografie digitali, che non riguardo quasi mai. Una volta invece facevo gli album e li guardavo spesso. 

Così ho deciso di cominciare a stampare le foto e fare degli album fotografici, seguendo un po' l'idea del Project life (che è un modo di fare gli album usando anche decorazioni, una forma di scrapbooking, se sapete cosa vuol dire).


La cosa bella di questo tipo di album è che non si raccolgono solo fotografie, ma anche tutti i souvenir come possono essere i biglietti di ingresso, mappe, etc. E' un modo creativo di fare gli album fotografici. Senza entrare nel dettaglio, vi mostro una pagina dell'album del viaggio di nozze (le stelle coprono i nostri dati), dove ho raccolto oltre ad alcune foto, anche scritte, biglietti e memorabilia vari.

Quest'anno sto usando la mia agenda Happy Planner (potete vederla qui), sia per segnare appuntamenti, dati, etc, ma anche come diario personale. Non è un diario in cui scrivo chissà quali riflessioni (non è come quando tenevo il diario da adolescente), ma in pochissime righe descrivo un po' la mia giornata e il mio umore. Questo tipo di agenda è fatta anche per questo ed è pensata anche per tenerci fotografie e memorabilia.

Quando preparo queste pagine so di trovare il materiale che mi serve all'interno della scatola (così non stanno in giro aspettando che io abbia il tempo per dedicarmi a queste cose).

Ho scoperto che è un passatempo creativo piuttosto carino, anche per una come me che è proprio una frana con tutto ciò che è artistico e creativo. Se la cosa vi interessa posso parlarne in maggior dettaglio.

E voi? Come vi comportate con i ricordi? Buttate o tenete tutto?
Buon decluttering a tutti!

lunedì 21 maggio 2018

Decluttering di primavera: la bigiotteria


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Il decluttering primaverile continua nel guardaroba. Non parliamo di vestiti ma dei bijoux. Nel mio caso si tratta solo di bigiotteria. Io possiedo pochissimi gioielli e sono quelli che indosso tutti i giorni senza mai toglierli. Ho però un po' di bigiotteria accumulata negli anni, soprattutto quando ero più giovane. A meno che non siano pezzi che mi sono stati regalati, è quasi tutta roba acquistata durante i saldi per pochissimi euro.

Come dicevo prima fino a qualche anno fa mi capitava di usare qualche accessorio di questo tipo, ma ultimamente non è più nel mio stile. Allora inutile tenere queste cose, anche se non occupano molto spazio. Sono sicura che possono fare la felicità di qualcun'altro.


Così ho preso queste cose e le ho regalate ad una vendita di beneficienza. Voi riuscite a dividervi dalle cose che non usate più, anche se magari la loro presenza in casa non è un ingombro?
Io credo che se anche questo tipo di decluttering non fa una vera differenza in casa, sicuramente lo fanno allo spirito :)


Buon decluttering a tutti!

domenica 13 maggio 2018

Decluttering di primavera: le borse

decluttering di primavera 2018

Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Il decluttering primaverile continua nel guardaroba, passando alle borse. Io amo le borse, ne possiedo diverse, per diverse occasioni. Mi piace cambiarle secondo la stagione e di solito anche per il weekend (qui vi avevo parlato di come è organizzata la mia borsa).

La borsa in uso viene riposta nel mobile dell'ingresso (come è descritto qui), mentre le altre borse in uso "del periodo", stanno nell'armadio dell'ingresso  (ve ne avevo parlato qui). Il resto di borse, zaini e pochette stanno tutte insieme in dei contenitori, sempre nel mobile dell'ingresso. Infine quel paio di borse un po' più importanti, se attualmente non in uso, le tengo nei loro sacchetti prottettivi, all'interno nel mio armadio.

Insomma cominciate a capire che di borse in casa mia ce ne sono un po'....ed ogni tanto è anche giusto fare decluttering. Il mio scopo infatti era di passare da due contenitori ad uno solo.

per associazione mentale preferisco tenere qui la borsa dell'acqua calda :)

Ho tirato fuori tutto il contenuto dividendolo in categorie:
- borse grandi/zaini (tipicamente quelle che uso per viaggi, escursioni, giornate fuori porta)
- borsette da tutti i giorni
- pochette
- borse di tela
- borse da viaggio, intesi come gli organizzatori per valigie, le buste per le scarpe, etc. (del loro utilizzo ve ne avevo parlato qui)

divisione delle borse in categorie
Poi ho preso in considerazione una categoria per volta ed ho fatto una selezione, in base a queste considerazioni:
- continuo ad usarla spesso (sempre in base alle stagioni)
- ne ho acquistata un'altra che può sostituirla?
- è sempre in buono stato?

borse di tela, poche ma buone

Ad esempio le borse di tela sono comodissime, le tengo spesso all'interno della mia borsa come multiuso in caso di spesa, acquisti, bisogno di portare materiale cartaceo da o al lavoro... Me ne vengono regalate spesso e finisce che si accumulano. In questo caso ho deciso di tenere solo quelle con un valore sentimentale e regalare le altre. 

E voi? Come vi regolate con le borse?

Buon decluttering a tutti!

domenica 6 maggio 2018

Decluttering di primavera: in cucina


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

La serie del decluttering primaverile continua in cucina, questa volta mi sono occupata della credenza. I pensili della mia cucina sono profondi e subito ho messo sul fondo le cose che uso meno spesso. La verità è che queste cose non le uso mai: bicchieri spaiati o l'ennesimo servizio di tazzine che non ho mai usato da quando sono in questa casa.


Tanto vale avere dello spazio vuoto e dare queste cose a qualcuno che ne ha più bisogno di noi. Noi di certo non ne abbiamo. Ancora una volta la valutazione è stata fatta in base ai nostri bisogni. E' bastato chiedersi domande di questo tipo:
- Di quante tazzine da caffè ho bisogno anche nel caso di ospiti? 
- Quante volte è capitato davvero che avessimo bisogno di più di questo numero?
- Cosa abbiamo fatto in quel caso? E' stata la fine del mondo?

A volte ci convinciamo che potremmo avere bisongo di certe cose e preferiamo non eliminarle anche quando non le usiamo mai. Ma la verità è che avere più cose di quelle di cui abbiamo bisogno non ci aiuta. Non è semplice trovare il proprio equilibrio e capire quali sono le nostre necessità, ma possiamo cominciare piano piano e imparare ad ogni passo. Perciò non pensate che fare decluttering voglia dire eliminare tutto o tantissime cose tutte insieme. Anche eliminare una o due cose alla volta è già tanto.

Buon decluttering a tutti!

martedì 1 maggio 2018

Decluttering di primavera: i contenitori alimentari


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

La serie sul decluttering di primavera continua in cucina, con i contenitori per gli alimenti. Noi ne utilizziamo tanti perchè entrambi ci portiamo il pranzo al lavoro. Inoltre li usiamo per organizzare il cibo in frigorifero, soprattutto considerando che la domenica io approfitto per cucinare per la settimana (qui trovate tanti consigli al proposito). 


Se i contenitori sono in plastica vanno revisionati regolarmente. Se hanno cambiato colore (solitamente il bianco vira all'arancione), se sono graffiati e rovinati sarebbe meglio sostituirli, per evitare il rilascio di sostanze nel cibo.

Mi è capitato di assistere ad una seminario in cui si parlava degli effetti del biosfenolo A (noto anche come BPA). Il BPA mima gli estrogeni e pertanto può interferire su molteplici processi dell'organismo. In particolare può avere conseguenze sullo sviluppo neurale e pertanto può essere pericoloso per lo sviluppo fetale e dei bambini, ma non solo. Il seminario si concentrava sugli effetti cancerogeni. L'autorità euroopea per la sicurezza alimentare lo ha riconosciuto come un perturbatore endocrino e pertanto dovrebbe allargare le restrizioni del suo uso, che per il momento si limita ai biberon (da cui è stato bandito dal 2010).

E' difficile valutare quanto sia pericoloso scaldare il proprio cibo in un contenitore contenente BPA, ma quello a cui dovremmo fare attenzione è l'effetto cocktail. Il dosaggio degli ormoni è un equilibrio particolarmente sensibile e piccole alterazioni che si accumulano ogni giorno possono risultare in qualcosa di importante. Il BPA è contenuto in diversi tipi di plastica e non viene indicato, al contrario se ne è privo di solito i produttori ci tengono a farlo sapere con la scritta "BPA free".

Come misura preventiva, ho eliminato tutti i contenitori su cui non era indicato "BPA free". Ho acquistato dei contenitori in vetro, un po' meno pratici ma più sicuri. Lo stesso per le borracce, anche al lavoro io preferisco il vetro. Le bottiglie in plastica infatti non sono il metodo migliore per consumare l'acqua.

E voi? Che tipo di contenitori utilizzate per gli alimenti?

Buon decluttering a tutti!

mercoledì 11 aprile 2018

Decluttering di primavera: le decorazioni


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male).

Il decluttering primaverile prevede oggi la categoria delle decorazioni. Con decorazioni intendo in realtà sia soprammobili e decorazioni varie, sia quello che serve per decorare i pacchetti regalo. Ho messo le due cose insieme perchè sono riposte insieme nello stesso mobile del salotto.


In queste scatole organizzo tutto il necessario per fare pacchetti: tra nastri, decorazioni e biglietti (mentre qui avevo parlato della carta regalo). Sempre in scatole tengo anche soprammobili e altre decorazioni, divisi secondo la stagione. Non teniamo molti soprammobili, perciò mi piace cambiarli secondo la stagione, in modo da poterli esporre tutti, ma non tutti insieme (ne avevo parlato qui).


Quando cambia la stagione e voglio cambiare le decorazioni, valuto un po' ciò che ho e a volta faccio un po' di decluttering. Molto poco, perchè ho solo cose che amo davvero. Ma a volte succede che le cose si accumulino senza rendersene conto, soprattutto perchè non sono cose che ci capitano sotto gli occhi tutti i giorni. E' per me infatti più facile dire "lo metto al suo posto" senza prendermi veramente il tempo di chiedermi se voglio davvero tenere quella cosa.

Mi capita che una carta regalo sia in perfetto stato e dico "potrei anche riutilizzarla". Se però non viene riposta perfettamente, si sgualcisce e non è più riutilizzabile. Magari la metto anche via bene, ma se si accumulano una sull'altra capita che poi si rovinino.

Allo stesso modo con le decorazioni per la casa che spesso mi vengono regalate. Se proprio non mi piacciono è facile decidere, ma magari mi piacciono e anche le uso. Se però nel corso degli anni finisce che ho accumulato dieci conigli pasquali, sicuramente non li esporrò tutti. Non amo mettere troppe cose fuori insieme, allora preferisco fare una cernita di quelli che amo un po' meno ed alternare gli altri.

E voi come vi comportate con le decorazioni?

Buon decluttering a tutti!

domenica 8 aprile 2018

Decluttering di primavera: le t-shirt


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male). In questo caso tutti i tessili sono stati portati

La serie del decluttering primaverile continua con le t-shirt per me e mio marito. Noi utilizziamo magliette a maniche corte tutto l'anno. Al lavoro fa molto caldo e mi capita di stare in maniche corte anche in inverno, mentre mio marito si veste sempre a strati...molti strati. Queste magliette vengono perciò lavate e rilavate di continuo. Capita perciò che i tessuti si rovinino o scoloriscano. In questo caso le magliette entrano nella categoria "per stare a casa".


Noi a casa amiamo vestirci comodi ed entrambi abbiamo dei capi che utilizziamo principalmente a questo scopo. Le tute o le felpe vengono acquistate appositamente, mentre le t-shirt sono di solito magliette che vengono "dismesse". Come ho detto prima può capitare che una maglietta che non sia più in perfetta forma per andare al lavoro, ma sia ancora perfettamente utilizzabile nel tempo libero. Io tengo sempre un paio di magliette che preferisco indossare a casa, per evitare di ritrovarmi durante la settimana senza la maglietta che volevo usare al lavoro.

Questo però non dovrebbe dare adito a collezioni di capi rovinati per stare a casa. Non ha senso accumulare magliette con i buchi se non le sistemiamo. Anche i vestiti che utilizziamo per casa dovrebbero comunque essere dignitosi.

Come sempre chiediamoci: di quanti vestiti ho bisogno? Anche nel caso peggiore in cui io non riesca a fare lavatrici per un tempo molto lungo, quante volte mi dovrei cambiare? Considerando che sono vestiti che si indossano solo nel weekend o un paio di ore la sera, quanto tempo ci vuole per considerarli sporchi?

Ognuno ha la propria risposta. Io ad esempio ho un paio di pantaloni di tuta che uso solo quando lavo con la candeggina, perchè sono già rovinati e quindi preferisco cambiarmi prima di iniziare i lavori, per evitare di rovinare un altro paio. Per quanto riguarda le t-shirt, per me un paio di magliette sono sufficienti e se anche queste si rovinano, preferisco eliminarle e sostituirle con qualche altra maglietta che può essere "smessa" dalla categoria "vestiti per il lavoro".

E voi avete dei vestiti che usate solo per casa? 

Buon decluttering a tutti!

mercoledì 21 marzo 2018

Decluttering di primavera: in bagno


Nota: decluttering significa eliminazione del superfluo (puoi approfondire qui). Con il termine "eliminazione" non intendo di buttare via, ma togliere da casa. Gli oggetti che "elimino" vengono sempre regalati (a meno che non siano irrimediabilmente rotti o, se applicabile, andati a male). 

Cominciamo questa miniserie dedicata al decluttering di questo periodo (la lista completa la trovi qui). Ho iniziato dal bagno, ultimamente ho potuto approfittare di alcune offerte e ho fatto un paio di acquisti mirati. Per fare spazio a queste cosine nuove ho passato in rassegna cosmetici e creme che avevo nel bagno.Visto che c'ero ho fatto una capatina nel bagno del marito, che forse non è attento come me per queste cose e infatti ho trovato alcune creme da barba millenarie che avevano assunto un odore orribile.

Questo è uno dei pochi casi in cui decluttering significa davvero buttare via, perchè non è salutare usare cose andate a male. Con alcune eccezioni, che vedremo man mano. I principi per decidere cosa eliminare sono semplici.

Cambio di colore/odore/consistenza

Quando un prodotto cambia colore, odore o consitenza vuol dire che qualcosa nella sua composizione è cambiato. Continuare ad usarlo può essere controproducente o pericoloso. Potrebbero esserci componenti che sono andati a male, batteri che hanno proliferato e altre cose poco simpatiche, che di certo non ci vogliamo spalmarci in faccia.

Questo principio supera il concetto della data di scadenza. Non importa se una crema potremmo usarla ancora sei mesi, se ha cambiato odore o colore, meglio lasciare stare. In questo senso fate particolare attenzione agli olii ed i prodotti bio, che sono più soggetti a questi cambiamenti.


Proprio per questo è bene non fare grandi scorte di prodotti cosmetici. Meglio comprare man mano o al massimo quando stiamo veramente per finire il prodotto attualmente in uso (io faccio un eccezione solo per i saponi, ma anche li cerco di non esagerare troppo). L'ho imparato a mie spese, perchè mi è capitato di dover buttare via cose neanche usate perchè erano già andate a male.


La data di scadenza

Non so come sia in Italia, notmalmente sui prodotti cosmetici c'è la dicitura 6M, 12M, 24M, che indicano dopo quanti mesi dall'apertura un certo prodotto è da considerare scaduto. Ho sempre trovato un sistema poco efficace, perchè è vero che l'apertura mette il prodotto a contatto con l'ossigeno. Però quando compro un prodotto non so se qualcuno l'ha aperto per sentirne il profumo, oppure quanto tempo è restato sullo scaffale (magari alla luce) nel negozio, prima che noi lo acquistassimo. Adesso in Francia hanno iniziato a mettere la data di scadenza sui prodotti cosmetici.

Io ho preso l'abitudine di scrivere sul prodotto quando l'ho aperto (usando i pallini adesivi, come mostravo qua). E' molto utile per quei prodotti che non consumo molto velocemente. Poi non è che appena varcata la soglia della scadenza butto immediatamente il prodotto, ma almeno sono consapevole che devo sbrigarmi a finirlo nel giro di pochissimo e faccio molta più attenzione ai cambiamenti descritti sopra.

Menzione speciale per le creme solari. Le creme solari sono efficaci soltanto entro un anno. Per me che vivo in Svizzera, capite che un'intero tubo di crema solare per il corpo dura ben più di quel paio di settimane di sole (o di vacanze). In quel caso cerco di usarla come crema corpo, in modo da finirla al più presto. La crema solare per il viso invece la uso tutto l'anno e quindi il problema non si pone.

Cose che non uso più

Come comportarsi con creme e cosmetici che non usiamo? Se ho fatto un acquisto sbagliato o ho magari ricevuto qualcosa che non riesco ad usare, io cerco di darlo subito a qualche familiare. Certi tipi di cosmetici (come i trucchi per gli occhi) non dovrebbero essere condivisi, per evitare eventuali contagi. Però ci sono altri tipi di prodotti che invece non pongono di questi problemi. Per esempio profumi (meglio darli via subito, perchè con il tempo perdono il loro potere), o smalti. A proposito di smalti questa volta ho fatto una grande selezione (qui puoi vedere come organizzo tutto il necessario per la manicure).


Chi ben comincia è a metà dell'opera e in bagno ho fatto un bel decluttering. Non in tutti gli altri angoli della casa ho da eliminare altrettanto, ma qui è normale perchè i prodotti qui sono soggetti a deterioramento.

Buon decluttering a tutti!
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