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martedì 10 gennaio 2017

Consigli da altre Nate Disorganizzate: Pazienti in prima linea – come affrontare al meglio un ricovero


Vi è mai capitato di dover andare in ospedale per un ricovero? Che sia previsto o peggio imprevisto è una bella seccatura. Anche se è un argomento a cui nessuno pensa, né vorrebbe pensare, è una situazione in cui può capitare nella vita ed è meglio avere un minimo di organizzazione. L'articolo di oggi è di Alessandra Scoglio, una delle nostre amiche Nate Disorganizzate. Anche se Alessandra è tutt'altro che disorganizzata e ha creato delle utilissime liste per affrontare questa spiacevole evenienza. Se volete scaricare la lista per poterla stampare e tenere a portata di mano, potete farlo cliccando qui
Buona lettura!

Come organizzarsi prima.
Puoi usare uno zaino per affrontare il primo arrivo in ospedale, e un trolley per portarti lo stretto indispensabile per il primo ricovero. Attenzione non è detto che sia tutto necessario, ma è quel che serve per iniziare a chiarirsi le idee su quello che succederà nelle ore successive e di quello che servirà, giusto per non ritrovarsi senza nulla. Ognuno lo può personalizzare in base alle proprie esigenze. Se vivi da solo: organizzati un angolo all’ingresso di casa dove lasciare lo zaino e la valigia. In caso di necessità puoi prenderli al volo (o farli prendere dal personale dell’ambulanza) o mandare un amico/parente a recuperarli. 

Lo zaino H24 – prima emergenza
- Cambio di biancheria intima, comoda, preferibilmente in cotone bianco (in sacchettino)
- Pantaloni di cotone senza parti metalliche Maglietta di cotone a maniche corte, non aderente 
- Felpa con collo alto e zip completa, con maniche senza elastici (in caso di flebo) 
- Farmaci per 72H (gli ospedali li hanno, ma spesso ci sono differenze di dosaggi e formati e vanno recuperati nei vari reparti), chi usa farmaci particolari o per una patologia, dovrebbe averne sempre in borsa con se per almeno 3 giorni. 
- Un piccolo portafoglio con monete e qualche contante 
- Riassunto clinico degli ultimi 2 anni (scritto a pc), con particolare attenzione a medicine, allergie e patologie in corso 
- Recapiti medici e familiari 
- Caricabatterie e powerbank 
- Kit bagno spazzolino, dentifricio, deodorante, sapone, 2 asciugamani medio/piccoli
- Fascia, elastici, spazzola capelli
- Blocco e penna 
- Fazzoletti 
- Burrocacao 
- Assorbenti (no tampax) 
- Bustina dove riporre la bigiotteria in uso al momento 
- Un vecchio paio di ciabatte in buono stato, antiscivolo e che tengano bene il piede (potete usare quelle che si usano nel tai chi, sono tipo pantofola di cotone con suola in gomma, molto sottili e leggere, si infilano tipo calzino e tengono bene il piede) 
- Sacchetti e borse di plastica dove riporre i cambi usati

Consiglio: sia la biancheria che i vestiti, provateli in modo che siano comodi. Evitate il disagio del calzino che scende e altre cosine simpatiche che la biancheria a volte fa. Decathlon ha infiniti capi di abbigliamento comodi, a buon prezzo, in cotone senza parti metalliche. 

La valigia H72 – primo ricovero 
- 3 cambi di biancheria intima, comoda, preferibilmente in cotone bianco (in 3 sacchettini già abbinati) 
- Pantaloni di cotone senza parti metalliche e maglietta di cotone a maniche corte, non aderente – pigiama in alternativa 
- Felpa con collo alto e zip completa, con maniche senza elastici (in caso di flebo) – vestaglia in alternativa 
- Un piccolo portafoglio con monete e qualche contante 
- Riassunto clinico degli ultimi 2 anni (scritto a pc), con particolare attenzione a medicine, allergie e patologie in corso 
- Fotocopie dei referti clinici recenti (2 anni)
- Recapiti medici e familiari 
- Caricabatterie e powerbank 
- Kit bagno spazzolino, dentifricio, deodorante, sapone, 2 asciugamani medio/piccolo 
- Fascia, elastici, spazzola capelli 
- Blocco e penna 
- Fazzoletti 
- Burrocacao 
- Assorbenti (no tampax) 
- Bustina dove riporre la bigiotteria in uso al momento 
- Un vecchio paio di ciabatte in buono stato, antiscivolo e che tengano bene il piede 
- Un hobby (enigmistica, un libro) 
- Carta igienica (la hanno, ma la tua è più morbida, ammettiamolo) 
- Tazza di plastica con manico, cucchiaino di plastica, bustine di zucchero, cannucce, tovaglioli 

Come prepararsi ad un ricovero imminente
- Farsi una bella doccia, evitando l’applicazione di creme idratanti e olii se il ricovero è la mattina dopo, possono impedire agli elettrodi di attaccarsi bene. Meglio farsi un paio di giorni prima una bella doccia con scrub, depilazione e idratazione e limitarsi il giorno prima alla semplice doccia. 
- Togliersi lo smalto, anche il trasparente. 
- Non utilizzate prodotti sui capelli appena asciugati (si sporcano prima).
- Svuotate il pancino: anche se non è un intervento pesante, anche se non coinvolge l’apparato digerente, anche se non ve lo dicono, fatelo. Dopo una anestesia totale starete a letto tutto il giorno e non si sa come il corpo reagisce…meglio togliersi il pensiero prima che usare la padella a letto poi... 
- Spostate, anticipate, rimandate, delegate tutto il possibile; mettete il fuorisede anche nelle mail personali con un recapito alternativo al vostro.
- Organizzatevi con una bella spesa, anche in base alle necessità alimentari successive (chiedete prima al medico se serve un regime alimentare controllato nel post operatorio) 
- Dormite, anche parlando prima col medico che vi segue in ospedale per decidere assieme di prendere qualcosa. 
- Segnatevi le domande e a chi farle (se chirurgo, anestesista...).
- Fatevi aiutare e chiedete aiuto: per le pulizie, preparazione dei pasti, accudire i bambini o il cane...
- Anticipate lavatrici, lavastoviglie, pagamenti bollette, posta, burocrazie (in questo caso avere una buona pianificazione di casa e una agenda organizzata, aiuta ad avere un quadro generale sotto controllo e a gestire tutto anche dall’ospedale). 

Grazie mille ad Alessandra per gli ottimi consigli che ha voluto condividere con noi...con l'augurio a tutti di non averne bisogno. 

Buona salute a tutti!

lunedì 16 maggio 2016

Riflessioni da piccione viaggiatore

Non è ancora periodo di ferie, ma ci stiamo avvicinando e spesso la bella stagione ci porta alle gite fuori porta, ai weekend lunghi, alle visite in città nuove.

Io sono appena tornata da un weekend lungo ad Edimburgo, una città che non conoscevo (nessuno me ne aveva parlato) e di cui mi sono letteralmente innamorata. E' una città stupenda, ben organizzata, pulita e sicura, si gira tranquillamente a piedi e non è nemmeno troppo cara (comparata ad altre città del Regno Unito). E credeteci o no ho pure mangiato benissimo (e non solo schifezze). Siamo andati a visitare degli amici francesi che si sono trasferiti lì da un paio di anni.

Oggi non vorrei scrivere una guida su come organizzare un weekend lungo (ma se vi interessa, magari fatemelo sapere), ma piuttosto condividere qualche riflessione sull'organizzazione che è nata da questo viaggio: qualcuna proprio relativa al viaggiare e qualcuna invece da ciò che ho visto e imparato da questa esperienza.

Fare le valigie in modo intelligente

Alla soglia dei 31 anni posso felicemente dire che ho imparato a fare le valigie, portando via i vestiti giusti e nelle quantità corrette, indipendentemente dalle condizioni meterologiche ed eventuali impresti. Certo è stato un luuungo percorso ricco di errori, ma ho finalmente capito quali sono le cose essenziali per me e che sono realisticamente necessarie per il tipo di viaggio che vado a fare.

Fare le valigie in modo intelligente non si riferisce solo a cosa ci mettiamo dentro la valigia, ma anche a come lo facciamo. Questo determinerà anche la nostra capacità di mantenere ordine nella valigia durante il nostro viaggio. Questo per me è sempre stato un punto debole, anzi vergognosamente debolissimo. Il primo miglioramento c'è stato quando ho acquistato da Ikea queste buste per organizzare la valigia. Co-mo-dis-si-mi! Nel pacco ce ne sono quattro, se vi interessa ve ne posso parlare più nel dettaglio (nella foto ne vedete solo due dei quattro).


Per farvi un esempio durante questo viaggio, la stanza dove ci hanno ospitato i nostri amici era completamente vuota (stavano rinnovando l'appartamento): nessuno ma proprio nessuno piano di appoggio, c'era solo il materasso nel soppalco ma neanche una sedia o un mobiletto dove appoggiare qualcosa. Inoltre, avevano un gatto coccolissimo ma un vero cucciolone giocherellone: lasciare la valigia aperta e le cose in giro poteva essere seriamente pericoloso. Avere una valigia organizzata ha reso possibile aprire e richiudere le valigie più volte, per tirare fuori le cose una alla volta, senza bisogno di tirare fuori (=far cadere) tutto.

Decisamente sono stata orgogliosa di essere riuscita a gestire la cosa bene, considerando i miei passati (anche fin troppo recenti) da "ho aperto la borsa ed è scoppiata una bomba in camera". 


Semplificarsi la vita in aereoporto

Un altro barbatrucco di questo viaggio è stato avere un portadocumenti: con alcuni voli low cost puoi avere un solo bagaglio a mano, che vuol dire che la borsa va messa dentro la valigia. Di solito metto semplicemente la borsa in valigia e mi tengo in mano i documenti di viaggio. Questa volta invece mi ero dotata di un pratico portadocumenti, grande più o meno come un e-reader non lo considerano come borsa. E' stato comodo perchè più semplice da tenere in mano (in fila ma anche poi in aereo), perchè ci ho infilato anche un po' di soldi per prendermi qualcosa da mangiare, perchè ci sta pure il cellulare e uno non deve controllare di non aver dimenticato niente (che io sono paranoica) che è tutto nella stessa busta. E poi partire dalla Svizzera (non EU) per il Regno Unito vuol dire un sacco di controlli alla frontiera in più, ossia un sacco di momenti critici in più per perdere tempo a cercare le cose o rischiare di perderle. Insomma, il portadocumenti ha vinto e diventerà un compagno di viaggio immancabile.


Ogni scambio ci insegna qualcosa

Ogni volta che ci confrontiamo con un paese diverso dal nostro, con delle vite diverse dalle nostre veniamo a contatto con abitudini nuove e questo ci insegna sempre qualcosa. Io poi in questo senso sono molto curiosa e ho sempre voglia di imparare. Voglio condividere con voi alcune riflessioni personali nate soprattutto nello scoprire come si sono organizzati i nostri amici nella loro nuova casa.

Le case nel centro di Edimburgo sono (come è naturale) datate e molto piccole. Certe comodità non ci sono, perchè semplicemente non c'è spazio e devo dire che questo è un grosso motore per la creatività organizzativa. Quello che a me ha stupito è stata la capacità di conciliare spazi piccoli e che devono essere necessariamente sfruttati al massimo, con un enorme gusto per l'arredamento. Anche noi vivevamo prima in un appartamento ben più piccolo di quello che hanno i miei amici, ma mentre io mi sono affannata per riuscire a organizzare gli spazi fino all'ultimo centimetro e trovare uno spazio a tutto (con delle soluzioni ad altissimo tasso organizzativo ma non sempre belle), loro hanno optato per una maggiore semplicità e un notevole stile. Certo si sono privati di tante cose che io ho sempre considerato importanti da avere in casa, ma mi chiedo se sono davvero necessarie. Loro hanno trovato delle soluzioni creative non per avere più spazio (armadi/mensole o mobili) ma per cambiare abitudini e sostituire certi oggetti in modo da non averne più bisogno.

Vi faccio un paio di esempi: 
- niente televisore vuol dire non avere bisogno di un mobile per la televisione, organizzare il salotto in maniera diversa. Vogliono guardare un film? Usano un proiettore collegato al computer e utilizzano una parete come televisore. Una sera abbiamo guardato un film e devo dire non ho mica rimpianto il televisore perchè la qualità era buona.

- niente lettiera del gatto: diciamocelo avere un gatto vuol dire anche dovergli dedicare dello spazio per la lettiera, il sacco della lettiera, etc. E loro che hanno fatto? Invece dello spazio hanno deciso di dedicare del tempo a questo micione bellissimo e sono mesi che ci stanno dietro ma adesso questo gatto fa i suoi bisogni nel wc. Sì avete sentito bene: nel wc!! L'ho visto con i miei occhi, una cosa incredibile.
- niente stendibiancheria, ma dei fili appesi in corridoio. Bruttino? Beh i loro soffitti sono talmente alti che non te ne accorgi neanche a meno che proprio non guardi in sù. Appendono i vestiti sulle grucce, che riescono ad appendere e a far scendere usando un bastone. Se l'alternativa è uno stendibiancheria che ingombra da aperto, ma anche da chiuso...perchè no?

- hanno una cucina grande poco più di un metro quadrato, ci sta solo dentro una persona. Spazi molto organizzati, pochi strumenti (ma buoni) e un approccio alla cucina ben diverso dal mio. Hanno un frigorifero che sembra quello di una camera di albergo: ci tengono solo pochissime cose di base. Ad ogni pasto decidono cosa vogliono cucinare, acquistano gli ingredienti nella giusta quantità nel negozio sotto casa (certo è aperto fino a tardi la sera e questo è ciò che rende possibile la loro strategia). Niente sprechi, niente scorte. Io minimo, minimo avrei messo un armadio in un'altra stanza per ampliare lo spazio dispensa, ma loro no perchè sono chiaramente felici così. Non sto dicendo che sia sbagliato, anzi. Per come sono io, che amo tantissimo cucinare e sono sempre vissuta con una dispensa ben pasciuta, è solo difficile immaginare un modo diverso di organizzarsi. Non ci ho mai nemmeno provato ad avere un approccio diverso, soprattutto perchè avendo dello spazio a disposizione non vedo perchè non sfruttarlo. Però devo dire che vedere la loro buona organizzazione ma così diversa dalla mia, mi ha ispirato tantissimo. 
Insomma avrete capito che sono rimasta molto colpita da questa casa. Chapeau ai miei amici, che al di là della creatività organizzativa hanno un notevole stile nell'arredamento. C'è sempre da imparare e viaggiare è una meravigliosa occasione per esporci a nuove idee e ispirazioni.

Spero che queste riflessioni siano state interessati per voi e se volete sapere di più su come organizzare i viaggi o altro, lasciate un commento :)

Buon viaggio a tutti!
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