Visualizzazione post con etichetta superfluo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta superfluo. Mostra tutti i post

venerdì 22 aprile 2016

Come organizzare il cambio stagione


Le giornate si allungano, iniziano i primi caldi (eh sì qui stanno iniziando solo adesso) e ci viene subito voglia di indossare colori nuovi, appendere gli stivali al chiodo, inforcare gli occhiali da sole, mangiare un gelato e raccogliere margherite...

Eppure in tutta questa gioia primaverile ecco che arriva lui....il temutissimo cambio stagione. C'è chi si diverte, chi invece preferirebbe tornare al primo giorno di inverno piuttosto di affrontare la questione...ma è inevitabile e quindi ribocchiamoci le mani.

Cambio stagione sì o cambio stagione no? Bisogna farlo per forza?
C'è chi ha un armadio capiente, non troppi vestiti e riesce anche ad evitare di farlo. Io ad esempio sono riuscita ad arrivare ad un buon equilibrio e per me il cambio stagione è solo parziale, nel senso che devo riporre in scatole solo alcuni capi. Ad esempio i maglioni e gli abiti di lana preferisco tenerli in una scatola con le palline antitarme. Durante l'inverno in questa scatola tengo gli abiti che sono proprio prettamente estivi e che non riesco a sfruttare il resto dell'anno (vuoi per il tessuto o per la forma che non permette sovrapposizioni).
Il resto dell'armadio si limita ad essere riposizionato: verso l'interno le cose più pesanti e verso l'esterno le cose più leggere, in modo che siano più facili da prendere. Ad esempio io che ho dei cassetti abbastanza profondi mi limito a scambiare la prima con la seconda fila. Et voilà ho già fatto!

Cambio stagione per l'armadio degli altri
Io con lo stesso principio riordino anche l'armadio del marito, il cui cambio stagione si limita ad un riporre accuratamente le maglie di lana e tirare fuori i pantaloncini corti, perchè tutto il resto rimane più o meno come è.

Più difficile quando si tratta dei bimbi. Io ricordo l'epopea del cambio stagione, in cui mia madre mi faceva provare ogni singolo capo che si doveva mettere via e che si doveva tirare fuori. Purtroppo i figli crescono in fretta e capita che alcuni capi non vengano sfruttati per più di un anno. Onde evitare ai vostri figli (e a voi che ne dovete subire i malumori) pomeriggi di tortura cercate di mettere da parte subito un abito appena vi rendete conto che probabilmente non va più. Un'altra strategia vincente è quella di spezzare il lavoro: invece di far provare ogni vestito in un giorno solo, preparate insieme pile di vestiti simili (magliette con magliette, pantaloni con pantaloni) e se non li impilate ma li appendete, semplicemente appendenteli insieme. E' importante farlo insieme ai vostri bimbi perchè così anche loro vi possono dire se un certo vestito gli piace o no (colori nuovi, abiti nuovi portano sempre allegria e anche ricordi delle cose fatte l'estate scorsa). Mentre sistemate i vestiti, fatevi un'idea a occhio se possono ancora andare o no. Se avete un ragionevole dubbio, fategli provare....ma mi raccomando solo le cose per cui avete davvero l'impressione che non vanno più e quindi non vale neanche la pena di riporle in armadio. Per tutto il resto che "sì, probabilmente potrebbe ma sarebbe meglio provare", fatelo man mano...appena proverà un vestito che sta stretto...lo si mette da parte. 
E' vero può sembrare complicato, soprattutto quando non si ha tempo la mattina, ma vi assicuro che per chi di tempo non ne ha per prendersi un pomeriggio a fare questo lavoro è un'ottima soluzione. Basterà magari i primi tempi pensare ai vestiti per il giorno dopo già la sera prima (o magari la domenica per tutta la settimana) e con pochi minuti in più al giorno avremo fatto un cambio stagione senza accorgercene.

E per noi? In una botta sola o a pezzi?
Stesso discorso vale per noi: avete una giornata da dedicare al cambio di stagione? Approfittatene, secondo me fare questo lavoro in una volta sola aiuta molto quando ci sono tanti abiti da eliminare. Ciononostante se il tempo manca, sempre meglio fare un lavoro a pezzi che non  farlo affatto. Allora procediamo con un ripiano o un cassetto alla volta...dieci minuti al giorno e vedrete che vi ritroverete soddisfattissime. Spesso infatti l'idea ci blocca più del tempo che ci impieghiamo davvero: provate a dire faccio solo 10 minuti usando un timer o una sveglia. Allo scadere del tempo è abbastanza probabile che direte beh posso fare altri dieci minuti.

Un'occasione per fare decluttering
Ormai questa parola è sulla bocca di tutti, ma se vi chiedete cosa vuole dire: significa semplicemente fare spoglio, eliminare il superfluo. Se vuoi leggere un po' di più su come fare decluttering vi consiglio questa lettura. Spesso il cambio stagione è un'ottima occasione per fare un po' di pulizia tra i vestiti. Avere un armadio un po' più leggero ci facilita per trovare gli abbinamenti giusti, perchè i vestiti che sono in armadio sono solo quelli giusti e non dobbiamo fare duemila prove quando siamo già in ritardo per uscire. 


Ogni armadio ha qualche lato oscuro: il vestito che abbiamo pagato un occhio della testa ma che non abbiamo praticamente mai messo, il maglione lisissimo ma che sta bene con tutti i pantaloni che usiamo in questo periodo e quindi è un continuo lavare e rilavare, quella gonna che ci piace tanto ma ormai non è più della nostra taglia. Come fare a scegliere cosa vale la pena tenere e cosa no?

Ho ideato un piccolo quiz, per farvi capire qual è il valore dei vestiti che avete nell'armadio. Non ho nessuna pretesa di dirvi cosa fare, ci mancherebbe. Non è facile riuscire a fare un'analisi matematica per qualcosa in cui anche il cuore e la testa ci mettono lo zampino, l'idea è solo proprio di proporre delle riflessioni per cercare di fare delle scelte oculate.

Tirate fuori tutto o, se avete deciso di farlo a puntate, solo i vestiti che sono nella porzione di armadio che avete deciso di affrontare. Una buona idea è quella di creare delle pile di vestiti simili (camicie con camicie, pantaloni con pantaloni) per rendersi conto di quali sono le quantità che abbiamo a disposizione. Prima di riporre di nuovo i vestiti, approfittate per dare una pulita all'armadio. A questo punto prendete in considerazione i vestiti uno alla volta e chiedetevi:

1) L'ho mai indossato nell'ultimo anno?
SI: +1
NO: -1

2) Quando l'ho indossato mi sono vista/o bene? (se c'è bisogno si può provare)
SI: +1
NO: -1

3) E' rovinato/sgualcito/scolorito/manca un bottone?
SI: non riporlo nell'armadio. Se è una cosa che si può sistemare, devi spostarlo comunque, lasciarlo nell'armadio ti fa solo confusione e non ti aiuta a velocizzare la riparazione. 
Se non credi di sistemarlo a breve, perchè la riparazione non è una cosa banale (e tu non hai tempo) valuta la possibilità di portarlo da una sarta.
NO: 0
 
4) Con quante cose lo posso combinare?
Più di una: +1
Una sola combinazione: 0

5) E' un abito per occasioni particolari? (abiti da cerimonia, abiti da sera, premaman e siete incinta)
SI: +2
NO: 0

6) E' un capo classico, non legato a una certa moda particolare?
SI: +1
NO: -1
7) E' costato molto?
SI: +1
NO: 0

8) E' uno dei tuoi capi preferiti?
SI: +1
NO: 0 (anche se ti piace, ma non è il tuo preferito)

9) Quante cose simili abbiamo?
Non c'è una riposta corretta, perchè quanti capi di un certo tipo siano necessari è una cosa troppo soggettiva. Chi lavora in un ufficio pubblico ha più giacche e camicie di me, che lavoro con un camice e devo essere comoda e leggera sotto. Detto questo se avete 30 t-shirt souvenir delle vacanze e non fate nemmno sport...anche se doveste iscrivervi in palestra sono certa che farete più di una lavatrice al mese...
Quindi tenete conto di questo aspetto quando fate le vostre scelte.

Direi che per riporre un vestito dovrebbe avere almeno 3 punti. ATTENZIONE: non è una regola assoluta, ognuno fa quello che vuole e magari queste domande non hanno tenuto in considerazione qualcosa di particolare che invece è importante per voi, ma potrebbe essere un buon approccio per fare una valutazione obiettiva. Vi faccio un paio di esempi per rendere più chiaro il concetto.

1) Il vestito da cerimonia, comprato per un matrimonio, costoso.
E' un vestito da cerimonia (+2),  non lo usiamo tutti i giorni e magari non lo abbiamo messo nell'ultimo anno (-1). Magari è anche un po' particolare, non proprio una cosa classica (-1). Ci sta bene (+1) e l'abbiamo pagato caro (+1). Totale: 2.
Abbiamo dieci vestiti da cerimonia e andiamo a poche cerimonia o occasioni eleganti? Magari potremmo preferire tenere degli abiti più versatili, ma se abbiamo solo uno o due capi di questa categoria allora capite che il discorso è diverso e se ci piace sempre, meglio tenerlo.

Ha senso tenere un abito che mettiamo poco se non ci sta più bene? Se fate lo yoyo col peso (come me), io un vestito da cerimonia costoso lo terrei anche se in questo momento non mi sta benissimo. Se era di 20 anni fa e non ci rientrerete mai più dentro...lasciate perdere e regalatelo/vendetelo. Se non ci state più dentro e l'avete comprato da H&M per pochi euro, a meno che non diventi l'obiettivo della vostra dieta quello di rientrarci dentro....lasciate perdere.

Secondo me la componente monetaria ha un valore importante nel valutare questo tipo di capi, mentre ne ha molto meno per le cose che usiamo tutti i giorni. Un paio di pantaloni neri che abbiamo pagato un po', ma che non ci stanno bene e che alla fine non usiamo mai...non hanno lo stesso valore di un capo molto particolare e che abbiamo pagato caro. Di pantaloni neri ce ne sono molti e sicuramente potremmo trovare qualcosa che ci valorizzi di più, inutile ostinarci ad indossarli solo perchè il nostro errore ci è costato troppo.

2) Il cardigan blu che usate tutti i giorni
E' un classico (+1) che potete usare con tutto (+1), che usate spesso (+1). Siamo già a tre punti, quindi semaforo verde. Ma io non andrei così veloce, rifletteteci bene: è in buono stato? (le cose che usiamo spesso sono quelle che si rovinano prima se i materiali non sono di buona qualità). Ci sta davvero bene o lo portiamo perchè ce l'abbiamo? Una cosa che io mi chiedo è: se lo vedessi su uno scaffale del negozio lo ricomprerei? Oppure lo ricomprerei solo se è in saldo? Riflettete su queste domande prima di dire via libera.

3) La maglia o la gonna particolare
Un capo che ci piace e che abbiamo messo solo un paio di volte per stagione (+1 se almeno una volta nell'ultimo anno), ma che possiamo indossare solo in combinazione a quello specifico pantalone o maglia (0), perchè è un po' particolare (-1). Come fare l'ago della bilancia? In base a quanto bene ci sta e se è davvero nella rosa dei preferiti. In questo caso terrei in conto la questione monetaria solo se è costato un occhio della testa, anche delle spese sostanziose ma più ragionevoli non sono una ragione per tenerlo se non lo usiamo mai e magari non ci dona particolarmente.

A questo punto avete un piccolo aiuto su come poter scegliere cosa tenere e cosa no. Riponete chi passa il test e chi invece lo fallisce resta fuori.

A proposito del peso
Ahimè io in questi anni sto facendo diversi sbalzi di peso e di conseguenza anche l'armadio varia. Non mi concedo un guardaroba nuovo, ma non faccio neanche l'errore di tenere in armadio dei capi che al momento non mi vanno. Ho delle scatole dove tengo i vestiti della taglia sbagliata, ovviamente ci tengo solo abiti che sono in ottimo stato,  che mi piacciono e userei volentieri quando ritorno al peso corrispondente. Il senso è non tenere in armadio delle delusioni e anche non occupare spazio inutilmente. Un armadio che non scoppia è un armadio più facile da tenere in ordine.  Mi raccomando però non fate l'errore di tenere vestiti che sono venti anni che non mettete perchè fuori taglia, non solo è poco probabile che tornerete a quella taglia, ma è molto probabile che la moda sia cambiata. A me capita di cambiare taglia da un anno all'altro e magari di ritornare a indossare vestiti che per una stagione sono rimasti non utilizzati. Nessuno meglio di voi sa  come va il vostro rapporto con la bilancia e le sue conseguenze con l'armadio, cercate di essere obiettivi. 

Cosa fare dei vestiti scartati?
Per me i vestiti non vanno mai buttati, ma regalati, prestati o venduti. Le soluzioni sono tante e tutte valide. Per i vestiti dei bambini vale la stessa cosa, tanto più che i bimbi li indossano talmente poco che non vale proprio la pena.

Per quanto riguarda l'organizzazione dei vestiti nell'armadio, vi lascio il link all'articolo su come organizzare l'armadio.
Buon cambio stagione a tutti!

sabato 2 gennaio 2016

Pulito con P.O.C.O: obiettivo decluttering



Avete fatto il test di Pulito con P.O.C.O? Se il risultato è che vi dovete concentrare sul decluttering qui trovate tutte le istruzioni dettagliate.

Partiamo dalle basi

Cosa vuol dire decluttering?
Decluttering vuol dire eliminare il superfluo, fare spoglio in casa e donare/vendere/regalare quello che non serve più. Decluttering non vuol dire semplicemente essere consumisti e buttare via tutto, ma è da vedere come un percorso di consapevolezza. Consapevolezza di quello che ci serve davvero e di quello che ci fa stare bene.

Se siete qui, probabilmente avete già capito che avete bisogno di supporto per riuscire a riorganizzare la vostra vita e la vostra casa. Parte di questo percorso passa attraverso l'imparare a fare decluttering.
Per aiutarvi a capire cos'è il decluttering e come farlo, vi lascio due articoli da leggere. 


Come si svolge il metodo per chi fa obiettivo decluttering?
Pulito con P.O.C.O si basa su tre elementi:
- 4 routine di pulizia e ordine, molto veloci e da fare tutti i giorni o quasi.
- un salvataggio casa: per dare una passata generale a polvere e pavimenti (almeno nelle stanze più utilizzate), da fare nel weekend o da spezzettare durante la settimana.
le missioni SPOT (Specifiche Pulizie Ogni Tanto) facoltative, che nel vostro caso si concentreranno principalmente su degli aspetti di decluttering.

Cosa sono routine e SOS casa?
Dal momento che routine e SOS casa sono le BASI del metodo e la parte più importante, sono presenti in tutte le versioni del metodo, indipendentemente da quale sia il vostro profilo nel test. Per capire di cosa si tratta leggi qui la guida base:
Clicca sull'immagine per leggere la guida
Cosa sono le missioni SPOT?
SPOT significa Specifiche Pulizie Ogni Tanto.
Le missioni SPOT sono delle attività di pulizia o decluttering che servono a riorganizzare casa e fare le pulizie di fino POCO alla volta. Ogni settimana ci concentriamo su una zona della casa e facciamo dei lavori principalmente in quella stanza. Ci sono nove settimane che si ripetono:
cucina - bagno - camera - soggiorno - ingresso/esterno - cucina - stanza extra - cameretta - tutta la casa

Qui trovi una spiegazione di cosa sono le missioni SPOT e come usare gli schemi

Cosa rende diverso obiettivo decluttering?

Nel vostro planner settimanale troverete questi riquadri, queste sono le missioni SPOT proposte per obiettivo decluttering e obiettivo pulizie. Dal momento che il vostro obiettivo è quello di concentrarsi sul decluttering è bene che vi focalizziate solo sulle vostre missioni. Ciononostante se avete tempo e voglia e cominciate a sentire che POCO a POCO fare i lavori domestici non sono un peso, nulla vi vieta di dare un'occhiata anche alle altre missioni SPOT.

Se nel test avete ottenuto un risultato intermedio, oppure corrispondete al profilo B, ecco che vi è particolarmente utile avere di fronte entrambi gli schemi, in modo da scegliere giorno per giorno cosa fare.

In questo schema di esempio potete vedere come molte missioni SPOT sono simili tra i due obiettivi (ma non sarà sempre così). Dove sta la differenza? Vi verrà spiegata di settimana in settimana, ma in linea generale voi non vi dovete preoccupare tanto sull'aspetto delle pulizie ma piuttosto a riorganizzare lo spazio indicato. 

Vi faccio un esempio: il frigorifero.
Ci saranno persone il cui frigo scoppia, non c'è spazio, ci sono cose che sono sicuramente scadute, cose dimenticate, perchè la roba dentro è talmente tanta e talmente tanto "buttata dentro a caso" che il frigorifero è un vero caos.
Vi riconoscete? In questo caso la vostra missione è quella di tirare fuori tutto, controllare la scadenza. Tutto quello che è scaduto, ha la muffa, etc.....via! Quello che sta per scadere va messo in bella vista su un ripiano (così sappiamo di doverlo cucinare prima) e riponiamo il resto.

Avrete notato che non vi ho detto di pulire i ripiani. E' da fare? Certo sarebbe meglio, ma sta a voi decidere se farlo o no. Quando la casa è un vero caos, anche i gesti semplici di organizzazione sono difficili da compiere. Dal momento che voi avete davvero tanto lavoro da fare, è meglio prima focalizzarsi sul fatto di ridurre le cose che abbiamo in casa e stabilire per loro un'organizzazione più funzionale. La prossima volta che avrete la missione del frigo, il frigo non sarà il caos enorme che avete affrontato oggi e potrete pulirlo come si deve.

L'idea è questa: prima eliminare il superfluo e riorganizzare. Poi pulire.
Ogni volta vi verranno forniti tanti consigli su come affrontare l'organizzazione delle diverse parti della casa e vedrete che POCO a POCO comincerete a respirare....in questo modo fare le pulizie non sarà più un'impresa titanica, ma un lavoretto da POCO.

Pronte per cominciare? 
Consultate la pagina Pulito con P.O.C.O. e scaricate gli schemi della settimana per cominciare il vostro percorso verso una vita più organizzata e serena. Se preferite seguire il metodo in gruppo, potete consultare la pagina Facebook Nata disorganizzata dove ogni settimana viene postato in quale stanza ci concentriamo e così tutti possono fare missioni simili nello stesso periodo.

MESSAGGIO IMPORTANTE PER CHI E' RISULTATO PROFILO A NEL TEST:
Probabilmente voi siete le persone che hanno la strada più lunga da percorrere, ma non vi abbattete. Dal momento che il vostro percorso è in salita, io vi consiglio di procedere davvero a piccoli passi. Io per voi avrei pensato ad un'eccezione: dimenticatevi delle routine per il primo periodo e concentratevi PRIMA sulle missioni del decluttering. Cosa vuol dire? Che alla fine della settimana dovete aver fatto 3 missioni di decluttering e poi se vi avanza del tempo, allora pensate alla routine e al salvataggio casa. Per fare una missione potrebbe anche volerci più di un giorno, non importa, ma alla fine della settimana dovrete averne fatte 3. Per voi è infatti più importante fare un po' di chiarezza in casa, per pulire ci sarà tutto il tempo dopo.

Questo approccio speciale io lo consiglio a chi ha davvero un grande caos, ma ovviamente potete provare a iniziare in questo modo anche voi se lo ritenete più opportuno. Ognuno in cuor suo sa di cosa ha più bisogno.

Buon P.O.C.O lavoro a tutti!

giovedì 15 gennaio 2015

Come fare a organizzare tutto? Quattro regole per trovare un posto per ogni cosa.

un posto per ogni cosa
Io sono Nata disorganizzata. Vengo da una famiglia disorganizzata. Mettevo sempre a posto le mie cose, la mia stanza, la scrivania, i miei pensieri, senza mai sapere come farlo ed immancabilmente tornavo sempre al punto di partenza dopo tempo breve. Ai tempi dell'università vivevo in una piccola casa dello studente e c'era la signora delle pulizie che passava la camera. Ogni tanto mi diceva "Nini, sei la persona piu' disordinata di tutto l'edificio" e non era un istituto femminile....

Dopo l'università sono andata a vivere per conto mio e dopo qualche tempo mi ha raggiunto il mio ragazzo. L'appartamento era piccolo e questo mi ha costretto a dover contenere le mie doti da uragano-in-casa. Come sempre quando non so come affrontare qualcosa cerco su internet. Ho passato molte ore su pinterest, blog, youtube ed ho trovato soluzioni per rendere quel piccolo appartamento una casa accogliente. Sono riuscita a trovare dei metodi per rendere possibile il fatto di essere ordinata. Questo non vuol dire che lo sia davvero diventata ma mi sono procurata gli strumenti per farlo.
Perchè una cosa è il disordine ed un un'altra è la disorganizzazione. Probabilmente sono ancora disordinata, meno di una volta ma mentirei se dicessi che non lascio ancora le cose in giro o che rimetto sempre a posto quello che prendo. Pero' sono diventata organizzata: mi organizzo dei tempi per rimediare al mio passaggio di uragano e soprattutto la casa è organizzata in maniera tale che questo processo sia il piu' semplice possibile.

Cosa ho imparato da questa esperienza? L'importanza della frase "un posto per ogni cosa" e quali sono le migliori regole per metterla in pratica.Qualsiasi oggetto nella nostra casa o qualsiasi oggetto noi acquistiamo dovrebbe essere riposto secondo queste regole.

1) Facile da raggiungere e soprattutto facile da riporre
Se una cosa è difficile da raggiungere, difficilmente verrà utilizzata e quel che è peggio, essendo anche diffiicle da riporre, avrà un'altissima probabilità di venir abbandonata sulla prima superficie libera a disposizione. Ovvietà.
Eppure quante volte avete preso quella lozione sul ripiano piu' alto del mobile del bagno rischiando di far cadere tutto? Quante volte per prendere la scatola di 3 cereali che è finita in fondo al ripiano della dispensa, ma al momento dell'acquisto vi è sembrata un'alternativa interessante alla solita pasta, avete rovesciato la scatola del riso o la farina combinando un disastro?
Le piastrelle della cucina di casa mia ne hanno da raccontare su quanti barattoli di verdure sott'olio si sono schiantati a causa di questo.

Quindi che si fa? Non si usano gli ultimi ripiani o i fondi degli armadi?
La cucina dove vivo adesso ha molti pensili ma sono tutti molto alti (mi ci vuole lo sgabello) e moooolto profondi. Per evitare questi disastri ho dovuto adottare cestini e contenitori da poter prendere in blocco ed appoggiare sul bancone, in modo da poter prendere cio' che mi serve. Mia madre penserebbe "che spreco di tempo" eppure non sono io quella con le olive che rotolano in mezzo a vetri rotti.

come organizzare tutto

2) Nel luogo di utilizzo
Un'altra ovvietà: riporre le cose nel luogo dove le utilizziamo e secondo la loro frequenza di utilizzo. Scommetto che la maggior parte delle persone che stanno leggendo tengono le mutande nel primo cassetto del como' della camera da letto (sempre che abbiate un como') e mi arrischio anche a dire che nell'ultimo ci sono i pigiami. Le cose di maggior utilizzo vanno tenute dove è piu' semplice prenderle rispetto alle cose che usiamo solo al momento del bisogno o stagionalmente. Con questo principio dovremo organizzare l'armadio, la cucina con le sue pentole e i suoi servizi, la biancheria, i documenti, tutto.

A volte bisogna anche essere creativi e uscire un po' dalle categorie, a beneficio della comodità: una delle ante della cucina contiene detersivi, spugnette, etc. All'inizio tenevo lî' anche i concimi per le piante ed il deodorante per la lettiera del gatto. Questi flaconi rientravano nella categoria delle cose per la casa in flacone...dove altro metterle? Adesso la bottiglietta del concime delle piante sta nel ripiano dei piatti, perchè li' vicino ci sono le piante che devo concimare, mentre il deodorante è nello scaffale che sta di fronte alla lettiera. Finchè queste cose non sono in bella vista, nessuno saprà che dietro a quell'anta abbiamo cose che non c'entrano niente, ma intanto aumenteremo incredibilmente la propabilità di usarle e rimetterle al loro posto.

3) Della misura della necessità
Molto spesso possediamo piu' esemplari di uno stesso oggetto, anche piu' del necessario. Una domanda che mi sono sempre posta è di quante tovaglie o asciugamani ha bisogno una famiglia?
Quando cerchiamo di organizzare le nostre case ci ritroviamo spesso a confrontarci con questo problema. Una buona abitudine è cercare di eliminare il superfluo (il famoso decluttering), tenere un numero adeguato di oggetti e utilizzarli al massimo.  
Ciononostante a volte compriamo cose in grandi quantità, per approfittare di sconti e promozioni. Io faccio sempre la spesa in base alle offerte, addirittura aspetto di fare il menu’ settimanale dopo aver fatto la spesa perchè preferisco comprare cose in offerta piuttosto di avere già una lista in mente (qui puoi vedere come organizzo il menu' settimanale). 

Come fare a conciliare le nostre regole di organizzazione con grandi quantità? 
Semplice. La mia soluzione è di separare quello che consideriamo di riserva da quello che è in uso. Cio’ che è in uso va tenuto a portata di mano, quindi nel luogo di utilizzo e facile da prendere. Spesso i nostri problemi di organizzazione sono dettati dalla volontà di cercare di tenere nello stesso posto tutto quello che possediamo. L’esempio piu’ chiaro è la dispensa: quanti pacchi di pasta avete? quanti sono aperti? Noi mangiamo pasta quasi tutti i giorni e quando  trovo un’offerta spesso ne approfitto. Eppure nella mia dispensa ci sono solo 3 pacchi di pasta aperti, mentre tutti quelli chiusi li tengo da un’altra parte. Il mio consiglio è di usare i ripiani alti e scomodi o le parti basse degli armadi per tenere le scorte. Quando vivevo nel piccolo appartamento il mio armadio faceva anche da magazzino di stockaggio per carta igienica, scottex, prodotti da bagno, etc. proprio per evitarmi di ingombrare inutlimente gli spazi di uso quotidiano con cose in eccesso.


4) Cose simili vanno insieme
L’ultimo consiglio è di cercare di tenere insieme le cose che appartengono alla stessa categoria. Questa regola potrebbe sembrare in contraddizione con la precedente, ma solo in apparenza. Bisogna fare una distinzione tra cose in uso/scorte e cose che appartengono alla stessa categoria. A volte troviamo difficoltà nel riordinare a causa del fatto che abbiamo le stesse cose sparse in diversi punti della casa. Un esempio? I documenti.  Se abbiamo la tendenza a tenere i documenti in posti diversi, perchè magari sono in raccoglitori diversi o perchè non abbiamo voglia di organizzarli "tanto so che sono li'", il rischio di non trovare qualcosa o di non riporre il documento nel posto giusto aumenta. Un altro tipo di esempio potrebbero essere cose come le pile o lo scotch. Soprattutto quando ci sono tipi diversi della stessa cosa (scotch normale, di carta, da pacchi), a volte finiscono per stare in posti diversi, ma inmancabilmente non li si trova quando servono e ricompaiono dopo averne acquistato di nuovi. Quindi non vi sto consigliando di tenere tutti i flaconi di bagnoschiuma che possedete (e che magari avete preso in offerta) in bella vista sul bordo della vasca, ma di evitare di seminare per la casa e trarre beneficio da averle nello stesso luogo.

Per quanto riguarda invece l'ogni cosa al suo posto, ci sto ancora lavorando.
Vi lascio pero' un bonus con un esempio di una cosa per cui secondo me ho trovato LA soluzione definitiva. Siccome parlo di prodotti igienici femminili ad uso mensile...ho preferito separare il post nel caso passi di qui un uomo.
Clicca qui se vuoi leggere un esempio al femminile di come impiegare le regole 

Buona organizzazione a tutti!

giovedì 27 novembre 2014

Come organizzare un trasloco: come iniziare (parte prima della serie)


organizzazione trasloco
Vorrei iniziare una miniserie su come organizzare un trasloco. Ho traslocato all'inizio del 2014 e devo dire che è andato abbastanza bene. Ci siamo arrangiati, noleggiando un furgone per un giorno perchè il nuovo appartamento era a circa 3 ore di auto e quindi siamo riusciti a fare tutto in un giorno solo. Il nostro appartamento poi era mediamente piccolo e ci vivevamo da solo quattro anni, quindi di cose accumulate ce n'erano comunque troppe ma in una quantità ancora abbordabile per riuscire a gestire il trasloco da soli.

Traslocare è una tappa abbastanza memorabile della vita. C'è chi lo fa ogni paio di anni per questioni lavorative, chi lo fa un paio di volte nella vita e chi non lo fa mai. Di sicuro più traslochi abbiamo alle spalle più diventa "meno complicato" (non diciamo semplice). E' una di quelle cose che può spaventare e rendere eletrizzati allo stesso tempo. L'entusiasmo per una casa nuova insieme all'inevitabile fatica e orrore all'idea di dover impacchettare tutta una vita. Per evitare di sentirsi sopraffatti è bene partire organizzati...allora eccoci qua.

Questa miniserie è divisa in tre parti:
1) come iniziare a organizzare un trasloco
2) come organizzarsi durante il trasloco
3) come organizzare il dopo trasloco

Oggi trattiamo come iniziare a organizzare un trasloco e mai come in questo caso è vero che chi ben comincia è a metà dell'opera. Impostare bene un trasloco può essere la chiave per evitare un esaurimento nervoso, perchè per quanto bene possiamo lavorare ci sarà sempre un momento di stress in cui perderemo le speranze. Avere una buona impostazione iniziale ci farà superare questi inevitabili momenti.



5 cose da fare prima di iniziare a traslocare

1) Entrare nell'ottica delle idee che stiamo per traslocare
Questa è la regola da tenere sempre a mente. Una specie di mantra. Dal momento in cui la decisione viene presa è bene entrare nell'ottica del trasloco, questo ci aiuterà moltissimo a prendere decisioni che potrebbero farci risparmiare tempo e anche denaro. Nei mesi che precedono il trasloco vi renderete conto quanti acquisti in meno farete al solo pensiero di "ogni cosa che entra in casa è una cosa in più che dovrò spostare". E non vale solo per gli acquisti, ad esempio cominciate a pensare che fra tot mesi dovrete spegnere il congelatore e svuotare la dispensa. Allora invece di ritrovarvi gli ultimi giorni a dover buttare via cibo inutilmente cominciate a utilizzare le riserve.


2) Pianificare i tempi
Non è solo una questione di sapere se vi ci vorrano due mesi o due settimane per inscatolare tutta la vostra vita. Traslocare significa anche dover cambiare contratto della luce, l'acqua, il gas, cambiare l'indirizzo sulla patente, dover notificare il cambio inidirizzo a tutta una serie di persone. E' molto importante sapere quali sono le procedure richieste per chiudere i contratti, quanto preavviso necessitano. Il mio consiglio è di stilare una lista di tutte queste cose e informarsi con anticipo di quali sono le tempistiche richieste per ogni punto della lista ed annotarsele sul calendario/agenda. I giorni del trasloco saranno frenetici e aver fatto queste ricerche per tempo vi solleverà da grossi accumuli di stress. Tra le cose che potreste volere inserire in questa lista potrebbe esserci la richiesta di segnali di divieto di sosta da mettere davanti a casa vostra per poter assciurarvi voi il parcheggio (spesso è una cosa gratuita, basta fare domanda per tempo al comune) e...ovviamente staccare il congelatore per tempo in modo che sia asciutto per il giorno del trasloco.


3) Eliminare il superfluo
Quale migliore occasione per fare un po' di riordino e pulizia, eliminando tutto il superfluo (decluttering in inglese)? Il fatto di dover svuotare completamente armadi e soffitte ci fa capire quante cose accumuliamo. Cose che non usiamo, che non ci piacciono, che teniamo solo per ricordo o perchè ci sono state regalate e non vogliamo buttarle via. Bisogna pensare che ogni cosa che portiamo con noi ci costerà fatica nel trasportarla, spazio (e quindi denaro) nel trasloco e avrà bisogno di un posto nella casa nuova. Quando io stavo per traslocare avevo un'immagine ideale di questa casa nuova, dove tutto sarebbe stato ordinato e ogni cosa avrebbe avuto un suo posto. Una casa dove amavo ogni oggetto e non li tenevo solo perchè erano già lì/mi sono stati regalati/costavano poco. Tenere a mente quest'immagine mi ha evitato di riempirmi la casa di cose che non voglio e di imparare a eliminare le cose che cozzavano con quest'immagine. Inoltre bisogna sempre tenere a mente che la nuova casa potrebbe essere più grande o più piccola; sapere come è fatta la casa nuova è fondamentale nel decidere cosa vogliamo portare via con noi o cosa può essere donato o venduto, soprattutto quando si tratta di mobili.

Io ho iniziato a eliminare il superfluo prima e durante il trasloco. E' normale fare certe selezioni mentre si inscatolano le cose, ma è bene cominciare già prima. Soprattutto per tutte quelle cose che non sono di uso quotidiano e che magari affrontiamo solo un paio di volte l'anno. Faccio un esempio: il cambio stagione degli armadi. Io ho traslocato in inverno e alla fine dell'estate sapevo già che l'anno successivo sarei stata in una casa nuova. Quando è stato il momento di mettere via vestitini e sandali ho fatto una bella pulizia riempiendo un paio di sacchi da donare. Ormai avevo già fatto mio il punto uno ed ero entrata nell'ottica del trasloco: quei sacchi sarebbero stati solo un peso in più sul nostro trasloco.


4) Creare un sistema per inscatolare le cose
Se non volete diventare matti al momento del trasloco e soprattutto al momento di aprire le scatole nella nuova casa è bene adottare un sistema per inscatolare le vostre cose. Salvo eccezioni salvaspazio, nella maggior parte dei casi le cose che vengono inscatolate insieme finiscono nella stessa stanza.Io avevo creato un codice colore: una stanza=un colore. Inoltre ogni scatolone era contrassegnato da un numero. Quando chiudevo una scatola scrivevo su ogni lato il suo numero usando un pennarello del colore assegnato. Ho sempre scritto anche vagamente cosa conteneva la scatola ma senza dettagli (ad esempio pentole, cose ufficio, tovaglie), ma per risparmiare tempo soltanto il numero veniva riportato in ogni lato. Questo è importante perchè non importa come la scatola verrà messa quando verrà spostata e rispostata (prima, dopo e durante, le scatole faranno diversi angoli di casa vostra), da ogni lato capirete subito il colore della stanza in cui dovrà andare.
Vi consiglio di non creare troppi colori o il rischio è di creare più confusione che altro con i pennarelli. Ad esempio se avete più di una camera potreste usare un colore per definire che una data scatola va in camera e poi mettere l'iniziale del proprietario della camera.

Ogni volta che chiudevo una scatola segnavo su un quadernetto il numero e il contenuto usando una penna dello stesso colore. Per questo consiglio di non fare troppi colori o troppi colori fantasiosi. Una penna multicolore basta e avanza. Il mio codice era
rosso: cucina
blu: bagno
verde: camera
nero: salotto e ufficio, aggiungendo una S o una U davanti al numero
Un'alternativa potrebbe invece essere usare scotch colorati su cui scrivere il numero. Io ho trovato che i pennarelli fossero più economici visto che volevo avere il numero colorato scritto su ogni lato.

Ho preferito scrivere su un quadernetto il contenuto più che sullo scatolone stesso perchè di solito gli scatoloni vengono impilati sia prima che dopo il trasloco. Allora immaginatevi di dover cercare dove avete messo il peluche preferito di vostro figlio quando avete tutti gli scatoloni impilati uno sull'altro e avete scritto il contenuto solo su un lato dello scatolone.

Inoltre dopo il trasloco il contenuto degli scatoloni cambia, perchè certe cose vengono tirate fuori subito mentre altre languono per settimane e settimane. Scrivere tutto questo su un quaderno è sicuramente più semplice da capire rispetto a uno scatolone.


5) Creare un kit del bravo traslocatore
Dopo aver deciso qual è il vostro sistema è bene creare un kit per procedere con l'inscatolamento. Prendete un cestino, una scatola, qualsiasi cosa e metteteci dentro scotch, forbici, penne e pennarelli. Nel mio caso il mio kit conteneva anche il quadernetto del trasloco. Nel vostro kit potreste voler mettere anche un panno per pulire e un sacchetto di plastica per pulire e buttare le cose man mano che procedete a traslocare. E' davvero fondamentale avere un kit o più di uno dove tutto è a portata di mano. Ci saranno dei momenti in cui casa vostra non sarà più riconoscibile e dovrete fare lo slalom tra torri di scatole per passare dal salotto alla cucina, non volete fare avanti e indietro perchè avete dimenticato le forbici.

Se avete delle domande o volete che approfondisca qualcuno di questi punti sarò ben contenta di farlo. Bene siamo pronti per iniziare a inscatolare.

Questo post era il primo di una serie intera sul trasloco. Qui trovate le parti successive:

Image Map

Buon trasloco a tutti!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...